Rifiuti: 54 persone denunciate in provincia dell'Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Rifiuti: 54 persone denunciate in provincia dell'Aquila
L'AQUILA. Sono 54 le persone denunciate dal Nipaf dell'Aquila (Nucleo investigativo provinciale del corpo forestale dello Stato), per gestione illecita di rifiuti. (Foto: Antonio Oddi) LA CGIL CHIEDE LA BONIFICA DELLA DISCARICA DI BUSSI
L'indagine è stata condotta in collaborazione con il comando stazione di Avezzano del Corpo forestale dello Stato.
Il comandante del Nipaf, Luigi Margarita, questa mattina nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che l'operazione è iniziata con il sequestro, avvenuto a novembre dello scorso anno, di uno stabilimento di Avezzano (L'Aquila) della società Union, all'interno del quale avveniva il recupero di materie plastiche.
Delle 54 persone coinvolte 3 fanno capo alla Union, le altre a societa' che nel corso del tempo hanno conferito o acquistato materiale plastico dalla societa' marsicana che operava, hanno spiegato gli investigatori, senza autorizzazione essendo questa scaduta da un anno, e in mancanza di certificati analitici dei rifiuti in ingresso.
Le altre 51 persone denunciate sono rappresentate da responsabili legali e presidenti di societa' che hanno conferito o acquistato materie plastiche dalla Union, dislocate tra Trento, Forli', Siena, Rieti,Roma, Frosinone, Barletta.
In particolare, la lavorazione delle materie plastiche consisteva nella vagliatura e nella successiva triturazione.
Dai libri di carico e scarico che il Corpo forestale ha sequestrato, risulterebbero essere state lavorate circa 200 tonnellate di rifiuti. La preoccupazione e' che nel ciclo produttivo siano finite materie plastiche contaminate.
Prima del sequestro all'interno del capannone si era verificato un incendio di cui si ignora la natura.

14/05/2008 16.45

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CGIL: «LA BONIFICA DELLA DISCARICA DI BUSSI UNA PRIORITA' ASSOLUTA»

ABRUZZO. La Cgil Abruzzo si fa avanti e dopo la pubblicazione dei giorni scorsi dell'approfondimento sul quotidiano La Stampa torna a chiedere la bonifica del sito della discarica di Bussi.

«Deve costituire elemento di assoluta priorità nelle politiche della Regione e del Governo», sostiene il sindacato, «intrecciando interventi tesi a salvaguardare la salute dei cittadini in primis, la qualità dell'ambiente e del territorio, e avviare processi di reindustrializzazione previsti dalle attuali normative sulle bonifiche».
La Cgil ricorda che «qui si intrecciano gli interessi della salute, dell'ambiente e del lavoro e per questo deve costituire priorità anche per il sindacato».
A tutt'oggi non è stato firmato ancora il decreto ministeriale che inserisce Bussi nell'elenco dei Siti di Interesse Nazionale e non è partita ancora la messa in sicurezza del sito ad un anno dalla scoperta della discarica.
«Temiamo che i tempi necessari a definire ed attuare le varie fasi di intervento», continua il sindacato, «tra i quali i piani di messa in sicurezza e di caratterizzazione e di bonifica- si dilateranno a dismisura se non esercitiamo una adeguata e costante pressione politica. Basti pensare agli enormi ritardi accumulati negli anni dal Sito di Interesse Nazionale del Saline – Alento partito nel 2000 ed ancora in alto mare sul piano degli adempimenti da parte di molti comuni, tant'è che nella Conferenza di Servizio del 18 marzo u.s. presso il Ministero Ambiente, la Regione è stata sollecitata ad attivare i poteri sostitutivi».