Evadeva dai domiciliari per rapinare anziani. Preso "finto" romeno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Evadeva dai domiciliari per mettere a segno i suoi colpi. Se trovava una finestra aperta al primo piano si intrufolava, ma altre volte si è fatto aprire dalle sue vittime semplicemente suonando il campanello di casa. E diceva di essere romeno, in realtà è un pescarese pluripregiudicato. IL RACCONTO DELLE VITTIME
Le vittime preferite erano sempre gli anziani e dal 3 maggio fino al 12 maggio sarebbe riuscito a mettere a segno «con estrema precisione» almeno 5 furti.
Questo è il numero a cui la polizia, che ha indagato sul caso, è arrivata ma non è da escludere che ci siano stati altri episodi.
Ieri notte però, gli agenti della sezione antirapina diretta da Mauro Sablone, lo ha arrestato: si chiama Vincenzo Fabiano, ha 30 anni è un pluripregiudicato pescarese.
Agiva con rapidità e senza scrupoli soprattutto nella zona di Rancitelli. Il suo era un atteggiamento «vile», ha spiegato questa mattina la polizia in conferenza stampa: «minacciava e malmenava le sue vittime e proprio per agire senza difficoltà prendeva di mira gli anziani».
L'ultimo colpo è stato quello dello scorso 12 maggio, quando armato di ascia era riuscito a penetrare in una abitazione di Villa del Fuoco.
Proprio ieri era stato il figlio della coppia a raccontare su PrimaDaNoi.it la vicenda drammatica dei suoi genitori.
Gli altri colpi, invece, sono avvenuti il 3 maggio in via Salara Vecchia, il 5 maggio in via Sacco. E poi ancora uno in via Lago di Nemi e via del Tirassegno.
L'uomo arrivava nelle case senza armi, per poi afferrare oggetti contundenti che riusciva a reperire sul posto.
Secondo la testimonianza delle ultime vittime sembrava che potesse trattarsi di uno straniero. Circostanza poi smentita. Ma pare che fosse proprio lui a dichiarare alle sue vittime di non essere italiano.
«Sono un romeno, dammi tutto quello che hai», ha detto una delle ultime volte.
E questo, secondo la polizia, potrebbe essere stato un tentativo di depistare le ricerche.
Ma anche grazie alle indicazioni precise delle vittime è stato più semplice del previsto arrivare a lui.
Fabiano era finito in manette la prima volta nel 1996: fu un colpo sullo stesso stile ai danni di anziani ma in quella occasione superò se stesso.
Prese di mira, infatti, nell'obitorio della clinica Pierangeli due anziane che stavano vegliando la salma di un loro congiunto.
A gennaio 2007 è stato arrestato per un furto di fucili e lo scorso dicembre è stato arrestato nuovamente per un furto in una tabaccheria.
Proprio per quell'episodio stava scontando ancora i domiciliari, da cui evadeva tranquillamente.
«Teniamo particolarmente alla sicurezza del quartiere Rancitelli», ha detto questa mattina il dirigente della squadra mobile Nicola Zupo.
«I cittadini possono stare tranquilli, c'è da parte nostra la massima attenzione. Anche per questo», ha ricordato ancora Zupo, la festa della polizia si terrà sabato prossimo proprio in quel quartiere».

14/05/2008 11.27