Rapinati in casa: ecco la domenica di paura di una coppia di anziani

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Rapinati in casa: ecco la domenica di paura di una coppia di anziani
PESCARA. Domenica di terrore per una coppia di anziani che vive a Villa del Fuoco. Un ladro si è intrufolato nella loro casa e tra minacce e urla ha agitato un’ascia. Hanno temuto il peggio ma per fortuna l'uomo ha portato via solo qualche oggetto d'oro e un portafogli. La storia ce la racconta il figlio della coppia.
Una rapina in casa in pieno giorno. Un uomo dentro casa all'improvviso. Vuole soldi. Minaccia la coppia con un'ascia e li chiude a chiave in camera da letto per non farli fuggire.
Poi il malvivente scappa e a loro resta il pesante interrogativo: «cosa si può fare?»
Il problema della sicurezza è uno dei temi più discussi degli ultimi mesi. I cittadini ormai non si sentono sicuri nemmeno in casa propria.
Quello che segue è il racconto di quanto accaduto ai due coniugi ottantenni raccontata da uno dei loro figli.
«Arrivo a casa dei miei genitori, una abitazione a pian terreno circondata da un orto», spiega il figlio, «apro il cancello ed entro. Vedo mio padre che esce da una porta secondaria; agitando le mani in aria mi dice: "Chiama il 113, chiama il 113!". Mi precipito all'interno dove trovo mia madre chiusa nella sua camera da letto. In un minuto mi rendo conto di cosa è successo e chiamo le forze dell'ordine».
Gli agenti arrivano e i due coniugi si tranquillizzano e raccontano tutta la vicenda.
«Alle 15,15 circa di domenica scorsa, una persona di statura media, leggermente robusta, con una giacca grigia ed un cappello colore arancio con visiera, scavalca il recinto dell'abitazione, fa il giro della casa per una rapida ispezione. Mia madre, dalla finestra del retro cucina vede un'ombra e, insospettita, esce per vedere chi è. Anche mio padre, intento a guardare la televisione in un'altra stanza, si accorge di qualcosa. Si affaccia alla finestra».
Il sospetto diventa certezza: un uomo era riuscito ad entrare.
«L'intruso», continua il racconto del figlio, «gli chiede: "Dov'è tua moglie? Ah, eccola" vedendo mia madre che intanto è sopraggiunta. Anche mio padre vede mia madre. Scoperto da entrambi, l'individuo entra in azione. Da sotto un capanno degli attrezzi dell'orto prende prima una zappa, poi un'ascia. Mia madre gli chiede: "Cosa ti serve, cosa devi farci con quella?" E lui, sembra con accento non perfettamente italiano: "Qualcosa dovrò farci". Quindi si incammina in direzione dell'ingresso del retrocucina, entra in casa, attraversa la sala, giunge in corridoio, trova la camera da letto ed entra, seguito a fatica da mia madre e da mio padre. Incalzato da questi su cosa volesse, scaraventa mia madre a terrà, butta l'ascia sul letto e dice: "Soldi, soldi"».



L'uomo comincia a rovistare in un cassetto buttando tutto all'aria.
«Mia madre sollecita mio padre a chiamare i vicini e il 113. L'intruso allora chiude a chiave la camera da letto dall'interno. Mio padre tenta di uscire dalla finestra (la casa è a pian terreno), lui se ne accorge, lo raggiunge e lo butta per terra una prima volta. Torna a rovistare. Anche mia madre si alza ma è di nuovo spinta giù. Mio padre tenta ancora. Nella colluttazione, l'intruso sente il portafogli nella tasca di mio padre, glielo sfila, riprende l'ascia, scavalca la finestra e fugge buttando l'attrezzo nell'orto. Mio padre aiuta mia madre a rialzarsi, quindi scavalca anche lui la finestra per andare a chiedere aiuto. Mi vede arrivare».
Poteva finire tutto molto peggio, e i due se ne rendono conto solo a pericolo scampato.
Il ladro è riuscito a portarsi via solo 150 €, la carta di identità, la tessera sanitaria, il postamat, una tessera di un supermercato del padrone di casa, tutte cose che erano contenute nel portafogli.
Nel giro di pochi minuti il figlio della coppia fa bloccare la carta di credito. Intanto arriva la polizia. Accorrono, incuriositi, anche i vicini. Giunge una ambulanza: la signora accusa alcuni dolori alla schiena (rientrerà a casa ben cinque ore dopo, verso le 22,30, con la diagnosi di una frattura ad una costola).
«Andate via le forze dell'ordine», continua il racconto del figlio, «in un momento di calma, mio padre, seduto su una sedia, si è lasciato andare ad un breve pianto liberatorio e ha detto: "Cosa posso fare?». Già, cosa può fare?
«Mia madre», continua il racconto, «alle 23,00, prima di andare a letto, mentre mi dà indicazioni su come rimettere a posto la sua camera, si accorge di un piccolo cofanetto aperto da cui mancano un paio di orecchini ed una collanina, bigiotteria di poco valore commerciale, ma che lei aveva sempre al collo. Un pezzo della sua vita che se n'è andato».

13/05/2008 8.55