Intercettazioni illegali, 17 arresti. Coinvolta anche una agenzia dell’Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Intercettavano illegalmente conversazioni o avevano accesso abusivo in sistemi informatici e installavano senza averne l'autorizzazione apparati di intercettazione.
Con questa ipotesi d'accusa 17 tra amministratori e collaboratori di agenzie investigative della
capitale, ma anche di Torino, l'Aquila e Arezzo sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma.
Le accuse ipotizzate dalla Procura di Roma, dove nasce l'inchiesta, sono quelle di associazione a delinquere finalizzata all'accesso abusivo in sistemi informatici, installazione illecita di apparati di intercettazione, captazione abusiva di conversazioni e trattamento illecito dei dati personali (violazione della privacy).
I particolari dell'operazione saranno resi noti in tarda mattinata a Roma dove è prevista una conferenza stampa nella Procura della Repubblica.


L'INDAGINE PARTITA DALL'ABRUZZO

L'indagine ha riguardato principalmente l'agenzia di investigazioni "Professional Detective", ufficialmente operante in Abruzzo, ma di fatto con sede operativa nella capitale, nonché la ditta di apparati di sicurezza "Alpha Security" di Roma.
I clienti pagavano da 150 a 600 euro per avere informazioni su un tabulato telefonico, microspie collocate illecitamente in abitazioni ed auto, telefonini modificati con il sistema dello "spyphone", videocamere piazzate in apparecchi tv e computer.
E' quanto emerso nell'inchiesta della procura di Roma su una rete di "investigazioni parallele" che
ha portato in carcere 17 tra investigatori privati (9), tecnici esperti di intercettazioni (4), appartenenti alle forze dell'ordine (3) ed un funzionario dell'Agenzia delle Entrate.
Una rete di investigatori privati senza scrupoli che operava con varie metodiche illecite per conto di vari committenti, molti dei quali interessati ad accertare infedeltà coniugali, a scoprire notizie di interesse commerciale, a costruire false testimonianze.
Durante l'operazione, denominata 'Alligatore' e partita all'alba, sono state eseguite perquisizioni in Abruzzo, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio e sequestrati apparecchi di
intercettazioni.
Complessivamente sono una trentina gli indagati mentre le vittime sarebbero una cinquantina.

INDISPENSABILE IL RUOLO DEI PUBBLICI UFFICIALI

Le informazioni riservate venivano acquisite grazie a pubblici ufficiali infedeli che avevano
accesso a banche dati (anagrafe tributaria, forze di polizia, società di telefonia). Tra gli indagati figurano anche due avvocati, interessati a "costruire" false testimonianze da utilizzare in procedimenti giudiziari.
L'indagine ha riguardato principalmente l'agenzia di investigazioni "Professional Detective", ufficialmente operante in Abruzzo, ma di fatto con sede operativa nella capitale, nonché la ditta di apparati di sicurezza "Alpha Security" di Roma.
Sono inoltre risultate coinvolte le agenzie "Romapol", "S.I.A investigazioni" e "M.I. sicurezza e
investigazioni" (entrambe di Roma), la "Iride Servizi per la sicurezza" (Torino).
L'inchiesta è cominciata sei mesi fa in seguito alla denuncia di un cittadino che, rivolgendosi ad un elettrauto per chiarire i motivi per cui la batteria della sua auto si scaricava in continuazione, scoprì che questa alimentava una microspia collocata all'interno dell'abitacolo.
«Fenomeni come questo, senza criminalizzare la categoria degli investigatori privati,
richiedono codici di regolamentazione dell'attività», ha detto il procuratore aggiunto della repubblica di Roma Franco Ionta durante la conferenza stampa.
«Il tema della protezione della privacy è di estrema attualità - ha aggiunto riferendosi anche all'indagine avviata dopo la messa on line dei redditi degli italiani per l'anno 2005 - e la tutela dei cittadini rispetto ad attività di investigazione illecite non può essere ignorata. Si fa un gran
parlare delle intercettazioni dell'Autorità Giudiziaria, ma questa indagine dimostra che ci sono delle intercettazioni illecite che mettono a rischio la privacy del cittadino».
13/05/2008 19.12