Piano di contenimento di Gazze e volpi, Provincia contro Wwf

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Hanno destato «stupore, incredulità, rammarico e forte disappunto» all'interno dell'assessorato Caccia dell'amministrazione provinciale di Chieti le critiche della sezione provinciale del WWF, su l'attuazione del piano di contenimento numerico di Gazze, Cornacchie grigie e Volpi da parte della Giunta Provinciale.
«Le pesanti accuse», esordisce l'assessore alla Caccia Antonio Tamburrino «rivolte all'amministrazione provinciale da parte dei responsabili dell'associazione ambientalista, sono prive di qualsiasi fondamento, mancano di cognizione tecnica e soprattutto risultano fuorvianti e tendenziose».
Tamburino ricorda che «prima della ratifica di Giunta n° 128 del 03/04/08, il piano di contenimento numerico redatto dal nostro tecnico Nicandro Gambuto, ha seguito l'iter amministrativo con la presentazione, discussione e approvazione della specifica Commissione Consiliare Agricoltura».
L'assessore sottolinea che «i documenti tecnici pubblicati dall'Infs "Il controllo numerico della Gazza con l'uso delle gabbie Larsen" pubblicati nel marzo 96, suggeriscono tra i metodi ecologici di contenimento proprio le gabbie di cattura "Larsen" che sono da noi previste per i Corvidi ( i metodi ecologici devono garantire comunque di non far soffrire l'animale n.d.r.). Inoltre, le attività di
telecontrollo su Volpe, sempre suggerite dai documenti tecnici dell'INFS, consigliano l'uso di carabine munite di puntamento elettronico che sono strumenti di precisione e il cui corretto utilizzo evita sofferenze per gli animali soppressi».
Inoltre, afferma ancora l'assessore Tamburino, «i cacciatori di selezione non vagheranno di notte da soli con le armi da fuoco ma, supporteranno le attività del Corpo di Polizia Provinciale e del Corpo Forestale di Stato che, sono gli organi di controllo deputati in primis all'attuazione del piano. I rappresentanti del WWF provinciale dovrebbero conoscere meglio la normativa ed entrare nel merito delle problematiche, conoscere quanto in questi anni l'assessorato ha investito e ha prodotto in termini di sperimentazioni e di progettualità sul campo faunistico più che essere continuamente contro la caccia e i cacciatori attraverso l'uso della demagogia che ha stancato».
L'assessore ricorda, ancora, che «i piani di contenimento numerico su alcune specie di fauna selvatica si attuano in tutta Italia» e nelle province abruzzesi «si attuano da tempo e per l'intero anno senza che le associazioni ambientaliste abbiano mai speso una parola, non ultime anche sul Cinghiale».
Nel piano di contenimento numerico, riferisce ancora Tamburrino, la spesa più cospicua si riferisce all'acquisto delle gabbie e delle attrezzature necessarie «che sono beni che si ammortizzano nel corso degli anni. Inoltre va considerata anche la spesa per sostenere il corretto smaltimento delle carcasse».
Il "vero sperpero", conclude l'assessore provinciale alla caccia, «è la spesa sostenuta dalla Provincia di Chieti nel triennio 2004/2006 per rimborsi danni in agricoltura causati da tali specie che ammontano a complessivi € 123.784,00 e che comunque non compensano il danno effettivamente subìto e pregiudica la qualità del prodotto».
10/05/2008 9.25