Premio Biagi: a Pescara Travaglio Santoro. Saviano no, «per motivi di sicurezza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Entra nel vivo, e nello stesso tempo giunge a conclusione, il primo Premio Enzo Biagi per il giornalismo, la democrazia e la legalità.
Battendo tutti sul tempo, la regione di D'Annunzio e Flaiano ha infatti indetto per prima una rassegna itinerante che, tra le province di Teramo e Pescara, sta tributando importanti riconoscimenti a figure insigni del giornalismo e non solo, il tutto nel nome di un Maestro del settore quale Enzo Biagi.
La rassegna è stata inaugurata giovedì 8 maggio.
Questa mattina, a partire dalle 11 presso l'Auditorium De Cecco di Pescara, si svolgerà la cerimonia centrale, quella che prevede la consegna dei premi. Interverranno, tra gli altri, Marco Travaglio e Peter Gomez, ma anche Michele Santoro e Sandro Ruotolo (che saranno premiati per la trasmissione "Annozero") e Francesca Comencini, che riceverà un riconoscimento per il documentario "In fabbrica".
Le conclusioni saranno affidate alle figlie di Biagi, Bice e Carla, che lunedì a Roma, in conferenza stampa, hanno avuto modo di anticipare alcuni concetti.
Per Carla Biagi,«Noi siamo ancora in pieno lutto privato, e quindi è difficile parlare di nostro padre. Io non so se lui sia stato un uomo giusto: sicuramente è stato un uomo onesto. E spero che l'essere una persona onesta abbia un senso nel mestiere del giornalista».
Bice Biagi ha rivelato che «dopo la morte di nostro padre abbiamo scoperto di avere tante sorelle e tanti fratelli, per via di tutta la solidarietà ricevuta dalla gente. Siamo contente di questo Premio: ci piacciono molto sia quelli che l'hanno organizzato, sia coloro che saranno premiati. Se questo Premio potrà servire a qualcosa in un periodo come quello attuale, in cui la libertà è scarsa, ne saremo liete».
Sul famoso "Editto Bulgaro" di Berlusconi, che portò all'allontanamento per 5 anni del giornalista bolognese dalla Rai, Bice Biagi ha aggiunto: «Nostro padre diceva sempre che togliere ad un uomo il suo lavoro significa togliergli la dignità».

C'E' ANCHE ROBERTO SAVIANO

Oggi pomeriggio, alle 17.30 sempre presso l'Auditorium De Cecco di Pescara, sarà invece presentato "Gomorra", il celebre libro di Roberto Saviano.
Parteciperà all'incontro lo stesso autore, che fu intervistato da Biagi nell'ultimo periodo della sua vita.
È grande l'attesa in città per l'arrivo dello scrittore-giornalista campano, che, come noto, è stato minacciato di morte dalla camorra.
Saviano presenzierà anche alla cerimonia di questa mattina. Da sottolineare, tra le varie iniziative che il Premio ha già messo in campo, l'anteprima nazionale dello spettacolo teatrale “Quello che non si doveva dire” – liberamente tratto dall'omonimo libro di Enzo Biagi – che si è tenuta ieri sera a Pescara, nuovamente all'interno dell'Auditorium De Cecco.
Teatro degli incontri del Premio Enzo Biagi sono stati, in questi giorni, anche i Comuni di Spoltore, Pineto, Giulianova e Atri, oltre ovviamente a quello di Teramo.
E proprio a Teramo, stasera alle 21.30 presso la Sala Polifunzionale, si chiuderà la manifestazione, con un dibattito pubblico cui prenderà parte anche Filippo Lucci, direttore del Premio (che si è avvalso del coordinamento di Leonardo Nodari – Società Civile e del Consiglio regionale dell'Abruzzo).
Seguirà la proiezione del film di Francesca Comencini “Mi piace lavorare”.

IL RICORDO DI RUFFINI E FAZIO

Intanto alcuni riconoscimenti sono già stati consegnati; in occasione della presentazione capitolina della manifestazione, infatti, è intervenuto Paolo Ruffini, direttore di Rai3, che, ricordando la grandezza di Enzo Biagi, ha detto: «Oggi bisogna garantire che ci sia il pluralismo per raccontare lo stesso fatto da più prospettive, altrimenti c'è solo la verità di Stato. Il giornalismo deve prendere parte, ma non partito».
Fabio Fazio, destinatario di un altro dei Premi speciali di questa prima edizione del Premio Enzo Biagi, ha invece fatto pervenire un videomessaggio in cui ha dichiarato: «Ogni volta che accade qualcosa nel nome di Biagi, per me è un regalo. Mai avrei detto di poter ricevere un premio a lui intitolato: lo accetto volentieri, è un onore. Biagi credeva molto nell'uso consapevole delle parole, e aveva ragione: le parole sono importanti, bisogna stare attenti a come le si utilizza. Negli ultimi tempi, tra me e Biagi era nato un rapporto di affetto e stima. Ricordo che ero al parco con mio figlio, vicino casa sua: lui passò con la macchina, si fermò e fece un sorriso al mio bambino. Ho interpretato quel gesto davvero come un segno di amicizia».
Premio speciale anche per Loris Mazzetti, che non ha potuto ritirarlo a causa di problemi personali sopraggiunti all'ultimo momento.

Massimo Giuliano 10/05/2008 9.05

SAVIANO NON CI SARA' PER «MOTIVI DI SICUREZZA»

E' saltato, invece «per motivi di sicurezza» l'incontro con lo scritto re Roberto Saviano.
Lo scrittore napoletano ha fatto sapere che non partecipera' al Premio 'Enzo Biagi' per ragioni di sicurezza.
Saranno invece presenti tutti gli altri ospiti, compresi i giornalisti che, come Saviano, vivono sotto scorta: Lirio Abbate e Rosaria Capacchione.
L'associazione 'Societa' civile' non commenta questa decisione.