Shock al Parco: rinvenuto ancora un orso morto

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4026

Shock al Parco: rinvenuto ancora un orso morto
LECCE DEI MARSI. L’incubo ritorna a quasi dodici mesi. Stamattina in territorio di Lecce dei Marsi è stata segnalata dal personale del Parco la presenza di una carcassa di orso adulto maschio. Sul posto si sono recati i Responsabili del Servizio di Sorveglianza e del Servizio Scientifico del Pnalm insieme al Coordinatore del Cta del CFS Luciano Sammarone. (a lato la foto dell'Orso Bernardo trovato morto la scorsa estate) SUL CORPO SENZA VITA ANCHE UN FORO TRA COLLO E SPALLA

Dai primi rilievi emerge forte il sospetto di morte per avvelenamento. L'animale morto era un orso maschio adulto, deceduto da 24-48 ore.
La carcassa e' stata rinvenuta integra e parzialmente coperta dalle foglie. Dalla bocca e' stata notata la fuoriuscita di saliva, sintomo, appunto, di un presunto avvelenamento.
«Se tale sospetto trovasse conferma – dichiarano il presidente Giuseppe Rossi e il direttore Vittorio Ducoli -si tratterebbe di un ulteriore inaccettabile atto di sfida al Parco in un momento in cui l'Ente sta recuperando la sua piena operatività in tutti i settori istituzionali; da quello della conservazione a quello della promozione del territorio».
L'Ente, infatti, sta lavorando molto al coinvolgimento dei cittadini e degli operatori sulle problematiche del Parco.
Come ad esempio la costituzione delle consulte per le associazioni di categoria, la riapertura del circuito delle strutture di servizio, le iniziative nel campo del turismo, dell'agricoltura e della zootecnia con l'impianto di frutteti ed il pagamento di tutti i danni provocati dalla fauna protetta, sino al mese di marzo del corrente anno.
Iniziative queste, che sembrano bene accette dal territorio che in più sedi ha manifestato apprezzamento e disponibilità alla collaborazione.
Il Parco chiederà comunque alle altre Istituzioni competenti un dettagliato monitoraggio del territorio anche in relazione alle frequentazioni umane per stabilire più puntuali misure preventive e repressive.

L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE: «SI INTERVENGA CON AZIONI CONCRETE»

«Adesso basta. Un altro orso trovato morto e un patrimonio inestimabile che si estingue». Lo dichiara l'assessore provinciale all'Ambiente Michele Fina, alla notizia della morte dell'ennesimo orso.
«Basta con le verifiche sulle cause, che non sono seguite da azioni concrete. Adesso ogni istituzione deve rispondere, per quello che gli compete, con provvedimenti e non con generiche valutazioni». L'assessore ha proposto un incontro immediato, promosso dal Parco, con gli Enti locali e le Forze dell'Ordine che, in questi mesi, si sono occupate delle indagini.
«Il Parco sta svolgendo un importante lavoro che tutti debbono seguire e supportare», assicura Fina. «Lo stesso Parco ha più volte, su questa problematica, suonato il campanello d'allarme. A questo punto – conclude Fina - chi deve procedere con i dovuti atti lo faccia subito oppure risponda della propria negligenza».

09/04/2008 15.13

SINDACO DI LECCE: «E' UN FATTO GRAVISSIMO»

Con il passare dei minuti aumentano i dettagli sul ritrovamento della carcasse dell'animale.
Le cause del decesso sono ancora da accertare ma si apprende che l'animale morto e' stato trovato in una zona di protezione esterna del parco d'Abruzzo, in localita' Fonte Lice.
Alle indagini, oltre ai forestali di Gioia dei Marsi, collaborano i colleghi della polizia giudiziaria della procura di Avezzano che nel settembre scorso, apri' un'inchiesta sulla morte di tre orsi, tutti rinvenuti in zona parco.
Tra i primi a commentare la notizia anche il sindaco di Lecce dei Marsi Andrea Favoriti: «la morte dell'orso e' un fatto gravissimo», ha sottolineato il primo cittadino. «Si spera che sia dovuta a cause naturali e non dolose».
«Dopo i fatti del settembre scorso - prosegue il sindaco - e' impensabile che ci possa essere qualcuno che crea danni incalcolabili all'ambiente. A Lecce nei Marsi abbiamo grande senso di responsabilita' e per questo abbiamo istituito due zone di riserva integrale proprio per la tutela dell'orso. Spero che il Corpo forestale faccia chiarezza immediata sulle cause del decesso dell'orso. Il Consiglio direttivo del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise - ricorda infine il sindaco - manca di tre membri. E' quindi fondamentale reintegrarli al fine di fronteggiare emergenze come queste».

IL PRESIDENTE DEL PARCO: «NON POSSIAMO ESSERE SOTTO SCACCO DEI DELINQUENTI»


Sconvolto dalla notizia anche il presidente del Parco Giuseppe Rossi: «è un fatto drammatico e inconcepibile», ha detto, «anche in relazione ai primi accertamenti che parlano di avvelenamento».
«Non possiamo essere sotto scacco, da parte di alcuni malviventi che sfidano le istituzioni e le popolazioni del Parco», afferma infine il presidente.

D'ORAZIO: «BASTA RABBIA E AMAREZZA. OCCORRONO I FATTI»

Il presidente della Comunità del Parco Alberto D'Orazio sostiene, invece, che «non basta più la rabbia e l'amarezza: occorrono fatti concreti e l'assunzione di responsabilità precise da parte di chi è preposto al controllo dell'area protetta e del territorio contiguo dove operano tre corpi di vigilanza, Guardie del Parco, Corpo Forestale dello Stato e Carabinieri, che a sette mesi di distanza dai tragici eventi dell'ottobre scorso non sono ancora in grado di dare risposte circa i responsabili del massacro degli orsi che rappresenta una ferita grave per tutte le popolazioni del Parco».

09/04/2008 15.51

ORSA MORTA: HA UN FORO TRA IL COLLO E LA SPALLA

La carcassa dell'orso, un esemplare di circa 7 anni di genere femminile, (inizialmente si era parlato di un maschio), e' stata posta sotto sequestro giudiziario e per l'esame necroscopico e istologico sara' inviata all'Istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise, nella sede di Teramo.
Stando agli ulteriori accertamenti eseguiti dagli agenti del Corpo forestale, subito dopo la rimozione della carcassa, sarebbe stato notato un foro in entrata tra il collo e la spalla. Non e' escluso che possa
trattarsi di un colpo di arma da fuoco, ma solo l'esame necroscopico potra' accertarne l'origine. I primi referti dell'Istituto, convenzionato con il Parco, sono attesi tra domani e dopodomani. E adesso gli agenti del Corpo forestale sono alla ricerca di eventuali cuccioli, dopo aver notato escrementi freschi nella zona del ritrovamento. Il corpo senza vita dell'animale è stato trovato da alcuni operai di una cooperativa intenti a svolgere alcuni lavori nella faggeta in cui è stato rinvenuto l'animale.
Con la morte dell'orsa rinvenuta stamani a Lecce dei Marsi salgono così a quattro gli esemplari di orsi bruni marsicani trovati senza vita in Italia, da settembre a oggi.

WWF: «SOLO 40-45 ESEMPLARI ANCORA IN VITA»

Si fa sentire anche il Wwf che ritiene «Inaccettabile l'uccisione di un orso» e ricorda che la specie conta oggi soltanto dai 40 ai 45 esemplari in tutto l'appennino.
«La notizia – commenta il Wwf in una nota diffusa alla stampa - è ancora più grave perché si tratta di una femmina adulta che sembra essere stata deliberatamente uccisa con veleno, lo stesso che aveva colpito altri tre esemplari nell'ottobre scorso».
«Il Wwf ricorda - prosegue la nota - che negli ultimi due anni sono stati già uccisi 6 esemplari in alcune aree critiche della stessa regione e chiede che fine abbiano fatto le indagini sulle precedenti uccisioni, tanto invocate, che non hanno ancora condotto ai responsabili».
«E' giunta l'ora - conclude - che il Governo e le istituzioni che hanno la responsabilità della gestione del territorio prendano scelte anche impopolari per permettere di lasciare uno spazio vitale a queste specie e fare in modo che l'orso marsicano continui a vivere nelle nostre montagne appenniniche»
09/04/2008 17.22