Tribunale del Malato:«Mille domande senza risposte sull’ospedale di Sulmona»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2673

Tribunale del Malato:«Mille domande senza risposte sull’ospedale di Sulmona»
DENTRO L'OSPEDALE SULMONA. Esattamente come due mesi fa. Dopo il declamato piano-rivoluzione dei dipartimenti, restano ancora senza risposta le istanze presentate dal Tribunale del Malato ai dirigenti territoriali ASL sulla situazione dell’ospedale sulmonese e dopo l’approvazione del Piano Sanitario Regionale. L’AQUILA. NEUROCHIRURGIA ALL'AVANGUARDIA PER LA CRANIOPLASTICA
Ieri mattina il responsabile Edoardo Facchini ha annunciato la richiesta di un nuovo incontro per avere «risposte chiare ed in tempi certi» sulla sanità peligna.


«PIANO ASSUNZIONI ANCORA UN MISTERO»

Una riunione che porterà attorno allo stesso tavolo il direttore generale della Asl Avezzano Sulmona, quello amministrativo e sanitario, il sindaco di Sulmona e le organizzazioni sindacali confederali, perché - come ha spiegato Edoardo Facchini, coordinatore del Tribunale per i diritti del Malato- «da mesi a questa parte non c'è stata una sola risposta a tutte le richieste fatte prima, senza aggiungere le nuove emergenze di funzionamento della struttura dell'ospedale di Sulmona».
Insomma, una situazione allo sbaraglio nella quale il Tribunale del Malato ha ben chiare le questioni da porre all'ordine del giorno.
«Le richieste sono ormai le stesse. Abbiamo bisogno di sapere come sarà gestito il piano assunzioni e con quali ricadute sul territorio. In particolare, come avverrà la proroga decisa sui 38 precari e con quale copertura, e cosa comporterà sulle 165 assunzioni. E poi vogliamo sapere- ha continuato Facchini- sui 15 posti di Ortopedia Riabilitativa, perché non si fa ancora nulla per metterli in funzione; e ancora in che modo le strutture dovranno partire adesso con la nuova responsabilità dei capi-dipartimento. Abbiamo bisogno di sapere perché molte cose continuano a non funzionare esclusivamente per mancanza di razionalizzazione di alcuni servizi».

«TROPPI DISAGI AI PAZIENTI A CAUSA DEI CONTRATTI A TERMINE»

Non basta. Restano ancora un'emergenza le infinite liste di attesa per gli interventi, circa sessanta giorni contro i trenta istituzionali.
Un travaglio per i pazienti, costretti spesso, a causa della pratica dei contratti a termine sul personale medico, a dover aspettare le nuove assunzioni (sempre a scadenza) per completare il proprio ciclo di terapia.
«Abbiamo il caso di pazienti sottoposti a terapie riabilitative interrotte per scadenza dei contratti del personale medico- ci ha spiegato Antonietta Roberti del Tribunale del Malato- o ancora assunzioni di 30 giorni, come a Logopedia, e ad Oncologia, per coprire il primario andato in pensione è stata assunta per 6 mesi una oncologa, arrivata in forte ritardo perché un altro medico ha rifiutato all'ultimo momento, allungando così il percorso di copertura».
Insomma, contratti a singhiozzi che, forse, danno una mano al bilancio, ma non alla salute delle persone.

«PERSONALE SENZA RIFERIMENTI»

Poi, dopo la rumorosa sospensione del direttore sanitario, Tonio De Biase, all'indomani della nota vicenda scarafaggi in Pediatria, e l'assunzione ad interim dell'ospedale da parte del direttore sanitario di Avezzano, Edoardo Romoli, «il personale non sa più a chi riferirsi- ha aggiunto Facchini- visto che sul posto non c'è nessuno».
Interrogativi che rischiano di restare sospesi se non si alza la voce, come sta facendo Avezzano e Castel Di Sangro.
«Sulmona ha più diritti di altri di far sentire la sua voce, - ha concluso Facchini- se non cominciamo a far capire noi che questa struttura deve funzionare per quel che prevede il Piano Sanitario regionale, rischiamo di fare la fine di Castel di Sangro, e questo è inaccettabile».

a.d.g. 08/05/2008 9.17

[pagebreak]

L'AQUILA. NEUROCHIRURGIA ALLA AVANGUARDIA PER LA CRANIOPLASTICA

La divisione di Neurochirurgia dell'Ospedale Civile di L'Aquila è oggi all'avanguardia negli interventi di ricostruzione cranica. Unica in Abruzzo, e tra i selezionati centri in Italia, in grado di eseguire interventi di cranioplastica con protesi su misura in idrossiapatite porosa.
L'inserimento di protesi sul cranio per la ricostruzione di un difetto osseo è una procedura diffusa da sempre nella storia della medicina, in particolare per il trattamento di lesioni traumatiche, ma anche per la ricostruzione di aree del cranio alterate da malformazioni congenite o a seguito di interventi per patologie tumorali e vascolari.
Si tratta di un intervento che ha una incidenza patologica superiore ai 1000 nuovi pazienti in Italia ogni anno.
Col passare degli anni, la ricerca ha consentito di sperimentare sempre nuovi materiali per migliorare i risultati ottenuti, fino ad arrivare alle protesi in idrossiapatite porosa.
«Con queste protesi innovative, i vantaggi per i pazienti sono molteplici», spiega il professor Galzio, Primario di Neurochirurgia dell'Ospedale Civile di L'Aquila«oggi è possibile colmare lacune del cranio, anche piuttosto estese, con materiale bio-integrabile e bio-attivo che, riproducendo l'osso umano per composizione chimica e struttura geometrica, stimola la produzione di nuovo tessuto osseo; non solo, questa nuova placca, elaborata al computer con moderni sistemi 3d, garantisce un risultato estetico praticamente perfetto, restituendo al paziente la medesima fisionomia che aveva prima del trauma o dell'insorgere della malattia ».

08/05/2008 11.31