Allarme catrame sulle coste di S. Vito Marina... ma è Bandiera Blu

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SAN VITO CHIETINO. Catrame, forse greggio, sulla costa teatina. Sostanza giurano i residenti che è molto rara da quelle parti e che getta preoccupazioni serie anche perché al largo (circa 7 miglia) vi è una piattaforma petrolifera di recente installazione. Ieri l’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) era in loco per constatare l’evento. IL SINDACO DI SAN VITO PRONTO A DENUNCIARE PER PROCURATO ALLARME LA REPLICA: «IL SINDACO CONOSCE LA SITUAZIONE»

SAN VITO CHIETINO. Catrame, forse greggio, sulla costa teatina. Sostanza giurano i residenti che è molto rara da quelle parti e che getta preoccupazioni serie anche perché al largo (circa 7 miglia) vi è una piattaforma petrolifera di recente installazione. Ieri l'Arta (Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente) era in loco per constatare l'evento.

IL SINDACO DI SAN VITO PRONTO A DENUNCIARE PER PROCURATO ALLARME

LA REPLICA: «IL SINDACO CONOSCE LA SITUAZIONE»«Abbiamo presentato un esposto per segnalare i rinvenimenti», dichiara Maria Laura Pierini, Responsabile Provinciale di Chieti del WWF Italia, «qualora siano state già prelevati campioni dall'Arta, chiediamo che si faccia chiarezza sulla composizione chimica, la natura, la pericolosità e possibilmente l'origine della sostanza»
«È un caso che qualche mese dopo l'arrivo delle piattaforme esplorative, di fronte la costa frentana, si rinvengano delle sostanze oleose sulla spiaggia?», si domanda il Wwf.
«È strano che i cittadini siano preoccupati di queste strutture a mare, dato che non se ne conosce l'attività svolta e che nessuna autorità si è premurata di far conoscere il motivo della loro presenza?», dichiara Andrea Natale, Responsabile del Gruppo Mare del WWF Abruzzo.
«Le piattaforme d'esplorazione nelle loro attività», continua, «hanno una percentuale 3 volte maggiore di sversamenti accidentali di idrocarburi rispetto a quella attribuita dagli organismi internazionali alle navi cisterna (10% contro il 3% delle navi cisterna). Inoltre, i fluidi usati durante le perforazioni esplorative sono tossici, difficili da smaltire e contengono metalli pesanti quali mercurio, zinco, piombo, cadmio, rame, bario, cromo ed arsenico. Alcune di queste sostanze sono cancerogene e mutagene. Nessuno ci ha comunicato la composizione dei liquidi usati che non sono menzionati nello studio che ha accompagnato la Valutazione di Impatto Ambientale. Queste sostanze sono pericolose e, anche se immesse in ambiente in piccole percentuali, entrano nella catena alimentare e per via del bioaccumulo aumentano le loro concentrazioni fino ad essere pericolose anche per la salute umana. Attorno alle piattaforme è interdetta ogni attività di pesca, ma le sostanze e gli esseri viventi non rispettano le ordinanze della Capitaneria di Porto e nel nostro mare la pesca costiera, anche se in crisi, è una realtà economica».
«Non penso che i turisti sarebbero tranquilli se episodi del genere dovessero ripetersi durante la stagione balneare ormai alle porte, e se dovessero vedere queste sostanze sulla spiaggia, o in mare», aggiunge Maria Laura Pierini. «Non si possono fare scelte che potenzialmente mettono a rischio l'economia di una zona che vorrebbe puntare sul turismo verde e balneare di qualità, pensando di risolvere i problemi causati dall'aumento del prezzo del petrolio semplicemente facendo altre perforazioni in mare e nelle colline abruzzesi del Montepulciano. Il 15 marzo scorso, 6.000 persone hanno sfilato a Pescara per chiedere un altro futuro per questa Regione».

07/05/2008 13.32

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IL SINDACO DI SAN VITO PRONTO A DENUNCIARE PER PROCURATO ALLARME

Smentisce il sindaco di San Vito Rocco Catenaro che preannuncia denuncia per
procurato allarme.
«In realtà dopo un sopralluogo abbiamo rinvenuto un unico sassolino sporcato da sostanza sconosciuta, come comprovato dal verbale redatto alla presenza dei rappresentanti del comune.In attesa dell'esito delle analisi i tecnici dell'Arta ci hanno, tuttavia, rassicurato circa la natura, in particolare, della sostanza rinvenuta sullo scoglio del molo, in quanto, ad un primo esame
visivo, non risulta avere potenzialità pericolose. In considerazione del reale svolgimento dei fatti, ripeto il rinvenimento di un unico sassolino sporco di sostanza sconosciuta, l'Amministrazione comunale ritiene assolutamente tendenziosa - sia nelle modalità eccessivamente enfatica di rappresentazione che nel merito - la notizia diffusa dal Wwf che rischia di rendere vani gli sforzi compiuti da anni dal Comune e dai cittadini sanvitesi per la tutela ambientale, di compromettere i brillanti risultati conseguiti in questo settore, di procurare un rilevante danno all'immagine del nostro paese e, soprattutto, di causare il tracollo dell'economia turistica locale proprio nel momento di apertura della stagione balneare».
Restano le foto che documentano il fenomeno.

08/05/2008 13.57

LA REPLICA: «IL SINDACO CONOSCE LA SITUAZIONE»

«Dispiace registrare l'occasione mancata in pieno dal sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, nel fare chiarezza sul problema "catrame"», risponde Roberto Nardone, dell'associazione Gli occhi del Popolo. «Esiste un problema importante, come ampiamente dimostrato e denunciato da varie associazioni e fonti giornalistiche», sottolinea Nardone, dopo l'annuncio del sindaco di un ipotetico procurato allarme.
«Catenaro», continua Nardone, «è a conoscenza del fatto che la mattina di martedì 6 Maggio 2008, sulla spiaggia denominata "Turchino" alla presenza dei tecnici comunali, dell'Arta e di semplici cittadini era impossibile effettuare il campionamento delle pietre sporche di catrame, in quanto essendo pervenuti sul luogo alle ore 14:00 circa, con la marea già alta e il mare burrascoso, la spiaggia si era fortemente ritirata, sommergendo le zone più colpite dalla presenza di catrame, facendo risultare vano ed inutile ogni tentativo di prelievo».
«Conoscendo questi elementi risulta politicamente inopportuna la dichiarazione del Sindaco che farebbe bene a ritornare sui propri passi», chiude l'associazione, «rientrando nei canoni della collaborazione e del confronto politico classico, senza minacciare ne artefare la realtà».
09/04/2008 10.45