Si all'abbattimento di gazze, cornacchie e volpi. Il Wwf: «è una mattanza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. La provincia di Chieti con Delibera di Giunta n° 128 del 03 aprile 2008 ha approvato il "Piano di contenimento numerico delle specie Cornacchia grigia, Gazza e Volpe, da attuarsi all'interno di alcuni Istituti Faunistici provinciali e territori ad essi adiacenti".
La Provincia intende attuare questi abbattimenti mediante le trappole per corvidi (gazze e cornacchie) e i fucili a carabina da utilizzare in notturna, con ausilio di faro, per l'uccisione delle volpi. La giustificazione è data dai presumibili danni all'agricoltura, dalla predazione su uova e piccoli di altre specie e dai danni che i corvidi produco sui pali di sostegno degli elettrodotti.

«In questo periodo», spiega Maria Laura Pierini, responsabile del Wwf di Chieti, «gli animali selvatici sono in fase riproduttiva e post-riproduttiva con i piccoli ed i cuccioli che moriranno di inedia se i genitori verranno eliminati».

E proprio l'associazione ambientalista contesta il provvedimento provinciale: «la giunta della Provincia di Chieti, pur di acconsentire ai cacciatori di girovagare con trappole e fucili nel nostro territorio per tutto l'anno, e non solo durante la stagione venatoria, è capace di approvare questi piani che sono inutili e crudeli per le finalità previste, tutto alla modica cifra di 21.000 euro».

Questo progetto sarebbe, infatti, destinato ad un fallimento come spiegato dallo stesso Infs - Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica - (unico ed autorevole organismo scientifico nazionale che svolge studi ed elabora pareri per Enti Pubblici): che così afferma testualmente " … il livello di efficacia espresso dai sistemi di controllo diretto (NdR: trappole e fucili) utilizzati risulta piuttosto scarso e caratterizzato da un rapporto costi/benefici quantomeno criticabile (Rolando 1995). Gli effetti di questi interventi risultano spesso limitati nello spazio (area d'intervento) e nel tempo, poiché le perdite conseguenti alle azioni di contenimento numerico vengono generalmente rimpiazzate in tempi piuttosto rapidi attraverso l'attivazione di meccanismi di occupazione dei territori resisi disponibili da parte di individui immigrati da aree limitrofe".

La normativa vigente L. 157/92, proprio per arginare le pressioni dei cacciatori per esercitare la caccia sempre e comunque, prevede che il controllo della fauna selvatica avvenga mediante l'utilizzo di metodi ecologici, su parere dell'INFS. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Non abbiamo notizie di metodi ecologici approntati dalla Provincia di Chieti. Peccato, perché ancora una volta l'INFS afferma che: "l'adozione di misure di ripristino ambientale, volte ad assicurare una buona presenza di ambienti a vegetazione erbacea ed arbustiva fin dall'inizio del periodo riproduttivo, possa rappresentare un utile intervento teso a limitare la predazione dei nidi di Galliformi da parte dei Corvidi."
Un altro aspetto sottovalutato, secondo il Wwf, è la sicurezza per la cittadinanza: «la Provincia si dovrà assumere la responsabilità di far andare in giro di notte, per tutto l'anno, gente armata di fucile carabina (con gittate anche di oltre 1.500 metri), che sparerà al buio in un territorio antropizzato come il nostro. Se il proiettile, infatti, non centra l'animale o se esso è deviato, ci sarà il rischio anche per chi è a grande distanza da chi spara».

06/05/2008 14.51