Zona Pp1: il quartiere del cemento chiede attenzione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Zona Pp1: il quartiere del cemento chiede attenzione
MONTESILVANO. Con un lungo comunicato che inizia con «Buona assemblea a tutti» scritta dagli assessori Tereo De Landerset e Ferdinando Di Giacomo, l’amministrazione dribbla elegantemente l’invito del Comitato di Quartiere “Il Gabbiano” della zona Pp1 a partecipare all’assemblea cittadina indetta domenica mattina per discutere problemi e risoluzioni.
«Volevamo la presenza dell'amministrazione» dice il Presidente del Comitato Stefano De Sanctis «ma nessuno si è presentato».
Le logiche urbanistiche non risparmiano niente e nessuno, così anche gli abitanti del quartiere Pp1 hanno ceduto alla tentazione di credere ai progetti che facevano della zona un posto pratico e decoroso.
Chi ha comprato casa e ha scelto questa zona come la propria per vivere, chi ci ha sempre vissuto vedendola cambiare negli anni, oggi sono tutti più o meno disillusi e scontenti delle mancate realizzazioni dei progetti per la sistemazione.
«Nel nostro quartiere la cura del verde è zero. Per la zona turistica c'è un bel tappeto rosso ma per noi abitanti solo colate di cemento e barriere architettoniche», protesta De Sanctis.
E, tra gli abitanti, c'è chi giustamente si chiede: «ma in questa città comandano i costruttori o le autorità?».

 


CORSO STRASBURGO: STRADA CHIUSA, COMMERCIANTI CHE TEMONO LA CHIUSURA

Corso Strasburgo è una traversa di Via Aldo Moro, inizia dal mare e dovrebbe finire dietro la stazione di Montesilvano se non fosse per una netta interruzione data dalle costruzioni della ditta Di Properzio che la divide in due parti. Qui i commercianti lamentano difficoltà e paure.
Il campo di proprietà della ditta D'Andrea&D'Andrea, al lato di Corso Strasburgo, è incolto e tralasciato.
«Se non fanno qualcosa chiudiamo tutto e ce ne andiamo», protesta la signora Patierno proprietaria di un'attività «vogliamo che inizino i lavori per l'apertura della strada, ho già subito un clamoroso furto».
E non è l'unica.
Nella zona infatti quasi tutti gli esercizi commerciali sono stati derubati o hanno subito atti vandalici.
«Dobbiamo anche pagare una tassa per la pubblicità. Una tassa che io non ho mai pagato in nessun altro posto» commenta il signor Iannucci, proprietario di un esercizio commerciale «per esporre cartelli nel mio esercizio che pubblicizzino la mia attività devo pagare. E non siamo nemmeno al sicuro visto il campo che permette ai rapinatori di agire indisturbati. La strada è bloccata e cieca, non c'è un collegamento con via Inghilterra, l'erba è alta e ci si può facilmente nascondere e scappare».
L'isolamento di corso Strasburgo è completo perché oltre ad essere strada interrotta, non è collegata come dovrebbe con via Inghilterra «si è creato un sentiero tra le erbacce per arrivare a Via Inghilterra, basterebbe asfaltare. Il Comune dovrebbe premere sulla ditta proprietaria per tenere sistemato questo terreno» continua Iannucci.
Se nulla cambia, i commercianti saranno costretti a chiudere o a trasferirsi.


 


PALAZZI CHE MANCANO DI ABITABILITÀ

«Palazzine costruite nel 2002 che sembra manchino ancora della verifica di abitabilità»,
racconta Stefano De Sanctis, «ho chiesto informazioni e mi hanno detto che stanno effettuando dei controlli».
Le proteste non si fermano qui.
«Siamo costretti a sentire tutti i rumori provenienti dagli appartamenti affianco: passi, scarichi, voci, non c'è un minimo di isolamento acustico delle mura», lamenta un abitante di uno degli appartamenti del quartiere.
Ma, oltre ad erbacce, mancano collegamenti viari, ed il quartiere è «infestato dal problema della prostituzione nei pressi del Palacongressi ogni notte arrivano le prostitute e nei paraggi dei palazzi circostanti non mancano neanche gli accampamenti rom. Passano le pattuglie ma non ho visto mai nessuno fare niente» racconta un abitante.
Incontri con l'amministrazione in realtà ci sono stati, dopo pressioni del Presidente del Comitato di Quartiere, che ha scritto lettere al Sindaco (senza ricevere risposte) e che ha ottenuto disponibilità solo dopo le sollecitazioni di chi conosceva personalmente questo o quell' assessore.
Qualcosa si è mosso: la manutenzione dei marciapiedi in Via Aldo Moro, le potature degli alberi lungo il quartiere, e un finanziamento europeo già stanziato di 45.000 euro per la bonifica del sottopasso in Via Monsignor di Francesco. E tutto il resto a quando?
L'amministrazione durante gli incontri si è anche resa disponibile ad aprire contenziosi con le ditte costruttrici se dovessero considerarsi inadempienti nei loro impegni urbanistici.
«Il Comitato di Quartiere in nome degli abitanti chiede certezze, chiede delibere, date di fine e inizio lavori, stanchi di promesse: vogliamo fatti», commenta De Sanctis


 


LE INFINITE ATTESE DI UN QUARTIERE STANCO

«Vogliamo conoscere la progettualità del quartiere, l'abbiamo chiesta ma non l'abbiamo ancora vista. Ci avevano anche promesso una riunione tra costruttori, amministrazione comunale e abitanti del quartiere ma nemmeno in questo caso abbiamo visto risultati», continua il Presidente.
E nella zona si fa impellente la necessità di un vigile di quartiere che faccia sentire più sicuri gli abitanti visto il risultato di un sondaggio elaborato dallo stesso Comitato tra gli abitanti della zona che inserisce priorità assoluta il tema della sicurezza.
Inoltre, i cittadini si aspettano la costruzione di una chiesa ma prima che i lavori comincino bisogna attendere che l'atto di proprietà del terreno passi dalle mani della ditta proprietaria a quelle del Comune ed infine alla Curia. Un processo non dei più rapidi.
Ma qui le persone non si arrendono, vogliono ottenere ciò che chiedono, è un loro diritto e convocano un'altra assemblea per la prossima settimana ed invitano di nuovo Sindaco e assessori.

a.g. 06/05/2008 8.28