Sul concorso della D’Annunzio è scontro con la Rsu

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. C'è stata una appendice al concorso amministrativo dell'Università d'Annunzio, i cui vincitori erano stati indicati sei mesi prima in una lettera anonima. Si è infatti sfiorata la “rissa” durante la riunione della Rsu aziendale che valutava l'elenco dei vincitori.
Il contrasto è nato forse perché secondo qualcuno avrebbero vinto anche quattro dipendenti che «non dovevano» vincere ed hanno perso molti «vincitori sicuri».
Questo ha aggravato il fenomeno di “overbooking”, cioè sono stati promessi 30 posti, mentre in realtà ne erano disponibili solo 16.
E' naturale che alcuni abbiano trovato il posto occupato.
Di qui lo sconcerto dei futuri vincitori in pectore ed il consiglio autorevole di fare ricorso.
Il fatto è che proprio i “sicuri” non si sono preparati, fidandosi della raccomandazione e della promessa di un aiutino della commissione, che però non c'è stato per il clima di tensione delle prove, con candidati che assistevano con il registratore acceso.
E così quello che era preannunciato come uno dei tanti, soliti concorsi a risultato scontato, si è trasformato in una trappola insidiosa con una commissione che ha temuto lo scandalo ed ha operato senza corsie preferenziali.
Di questa “severità” dei commissari d'esame si lamentava il direttore generale Marco Napoleone nel corso della riunione con la Rsu aziendale, quando ha dichiarato a sorpresa «che la commissione lo aveva deluso».
«Deluso perché?», gli ha chiesto Piero de Bonis, uno degli eletti della Rsu, nel silenzio assordante di quasi tutti gli altri componenti, almeno quelli che di solito assistono silenziosi alle esternazioni dei vertici aziendali.
«Il presidente Rea, il prof. Angeloni, Claudia Berti la psicologa, Alfredo Grilli il tecnico, Augusto Capodicasa, insomma tutti i commissari hanno ben operato. Forse erano sbagliati i parametri usati? Ma di sbagliato alla d'Annunzio ci sono molte altre cose – ha continuato de Bonis - come la nomina alle mansioni superiori del direttore di ragioneria, quando invece per ricoprire quel posto ci vuole un concorso esterno. Oppure», aggiunge il sindacalista, «come le 3 nomine di amministrativi durante il concorso. Come sembra anche strano – se vero – il consiglio del direttore di fare ricorso contro un concorso bandito dalla d'Annunzio».
Insomma la Rsu è finita quasi in rissa, con epiteti alla Beppe Grillo che qui è meglio non riportare.
Una vicenda che a giudicare dai veleni non pare affatto chiusa.

Sebastiano Calella 05/05/2008 10.23
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15105]IL CONCORSO PREVISTO IN UNA LETTERA ANONIMA[/url]