Codacons chiede danni per 20 mld. Garante:«Diffusione grave errore»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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REDDITI ON LINE. Il Codacons ha presentato al Pm Ionta che ha aperto una indagine per violazione delle norme penali sulla privacy, la costituzione di parte offesa nominando l'avvocato romano Claudio Coratella per tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete «senza il rispetto delle procedure previste dalla legge».


REDDITI ON LINE. Il Codacons ha presentato al Pm Ionta che ha aperto una indagine per violazione delle norme penali sulla privacy, la costituzione di parte offesa nominando l'avvocato romano Claudio Coratella per tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete «senza il rispetto delle procedure previste dalla legge».

La richiesta di risarcimento ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i 38 milioni di contribuenti italiani , 520 euro circa per ciascuno di essi. Nella istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti , anche attraverso l'oscuramento dei siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento.
Una copia della denuncia è stata presentata anche sulla scrivania della polizia postale e della Autorità della Privacy che potranno quindi agire anche autonomamente.

«IL VIP SI, L'UOMO COMUNE NO»

Ma il Codacons ha anche diffuso una specie di decalogo per chiarire quando la diffusione di una denuncia dei redditi non costituisce reato.
L'avvocato amministrativista e presidente, Carlo Rienzi, ha ricordato che il Consiglio di Stato con numerose pronunce ha definito esattamente ciò che è lecito e ciò che non lo è nella materia in questione con decine di sentenze.
«Laddove si tratti di redditi di soggetti che in vario modo sono alimentati da danaro pubblico o comunque destinati a finalità pubbliche – ha dichiarato Rienzi – è sicuramente ammissibile l'accesso alla denuncia dei redditi e la sua pubblicazione . Ad esempio tutti i redditi degli addetti e dirigenti pubblici, compresi i componenti degli organi elettivi come Comuni, Regioni, Camera e Senato, pagati con danari dei cittadini sono accessibili a chi ne faccia richiesta. Lo stesso per i dirigenti degli enti pubblici, e delle società concessionarie come la RAI , Ferrovie, Acea, Poste e di qualsiasi altro ente che eroghi un servizio pubblico universale pagato dai cittadini o con una parte dei danari dei cittadini».
«Ancora sono pubblicabili i redditi di soggetti dello spettacolo, della politica,dello sport, della società civile, la cui notorietà e rilevanza e interesse sociale – ha aggiunto Rienzi- faccia scattare il diritto- dovere di cronaca , che , come è noto , costituisce un diritto costituzionale pari a quello della riservatezza, e quindi una esimente da reati e rende non punibile ciò che altrimenti lo sarebbe».
«E altrettanto accessibili sono le denunce dei redditi quando esse servono al cittadino per difendersi in giudizio, come ad esempio il coniuge che intende fare causa all'altro coniuge ha diritto a vederne la denuncia dei redditi ai fini di ottenere dal Giudice una giusta sentenza circa gli obblighi di mantenimento della famiglia».
«In pratica – ha concluso Rienzi – chi vuole mettere il naso negli affari altrui deve avere un interesse qualificato e concreto, come stabilisce l'art. 25 della legge 241/90, e deve in ogni caso lasciare traccia della sua domanda di accesso e del suo interesse. Ciò anche ai fini della responsabilità che su di lui incombe ove il dato venga diffuso a terzi per sua colpa».


CONTRIBUENTI.IT: «IL SITO WEB DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE È INAFFIDABILE»

E intanto l'associazione Contribuenti Italiani denuncia i disagi che si riscontrerebbero «frequentemente» sul sito delle Agenzie delle Entrate.
«Sono oltre 12.500 le segnalazioni di interruzioni del sito internet pervenute negli ultimi 6 mesi allo Sportello del Contribuente. Il portale va in errore mostrando a tutti i cittadini la scritta "504 - Gateway Timeout"».
Numerosi sarebbero stati i disagi registrati dai contribuenti sia per la trasmissione telematica della propria dichiarazione dei redditi che con il pagamento on line.
«L' amministrazione finanziaria - afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it – deve garantire ai cittadini la possibilità di presentare la propria dichiarazione e di pagare le tasse senza vessazioni. Il fisco on line non funziona, come hanno constatato tutti gli italiani»
Contribuenti.it chiede all'Agenzia delle entrate di ripristinare la convenzione con le Poste Italiane, dando la possibilità a tutti i cittadini di presentare la prossima dichiarazione agli sportelli postali.

IL GARANTE

«Il fatto che l'Agenzia delle Entrate non ci abbia consultato e' stato in questo caso particolarmente grave. Non e' un problema di rispetto delle forme, e' un problema di rispetto effettivo dei diritti di tutti noi».
E' il j'accuse che Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali, rivolge all'Agenzia delle Entrate riguardo alla diffusione sul web dei dati di tutti i contribuenti italiani relativi al 2005.
In una lettera aperta a La Repubblica, il Garante ha sottolineato come da una «rapida ma approfondita istruttoria» sulla decisione dell'Agenzia «e' apparso mancare il fondamento giuridico per una decisione cosi' innovativa, mai adottata da alcun altro paese, e potenzialmente cosi' pericolosa, come quanto sta avvenendo purtroppo dimostra».
Resta sullo sfondo il problema dello scollamento. I grandi quotidiani on line hanno tutti avviato sondaggi che chiedono ai lettori se ritengono giusto o meno la pubblicazone delle dichiarazioni dei redditi.
Ebbene in tutti i sondaggi la maggioranza più o meno abbondante è sempre per il sì. Questo vorrà dire che un enorme numero di cittadini vogliono trasparenza.
Gli stessi cittadini rappresentati dalle associazioni di consumatori e dalla classe politica che ormai pare certo andrà dritto verso la non pubblicazione sul web.


05/05/2008 10.02