Redditi on line, Grillo si prende un mega vaffa dalla "sua" Rete

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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REDDITI ON LINE. Il suo è uno dei blog italiani più visitati della Rete. Negli ultimi due anni viene osannato dalle folle per i suoi discorsi sempre sul filo della demagogia. Manda a quel paese la casta della politica italiana in nome della «trasparenza» e della «correttezza» verso gli italiani. E INTANTO LA FINANZA INTENSIFICA I CONTROLLI…..

REDDITI ON LINE. Il suo è uno dei blog italiani più visitati della Rete. Negli ultimi due anni viene osannato dalle folle per i suoi discorsi sempre sul filo della demagogia. Manda a quel paese la casta della politica italiana in nome della «trasparenza» e della «correttezza» verso gli italiani.


E INTANTO LA FINANZA INTENSIFICA I CONTROLLI…..


Ma due giorni fa, Beppe Grillo, l'idolo delle folle incazzate ha compiuto un passo falso e adesso rischia di perdere in un solo colpo tutta la credibilità che si era guadagnato. Cose che capitano nella Rete…
Dopo la messa on line delle dichiarazioni dei redditi da parte del ministro Visco qualche giornale nazionale ha dato i numeri anche della sua dichiarazione dei redditi del 2005: 4 milioni di euro.
Lui ha alzato la voce (come sempre) e ha attaccato il provvedimento ma senza mai chiaramente parlare del suo fastidio per la cifra messa “in piazza”.
«I rapimenti di persone saranno facilitati», ha scritto sul suo blog, «il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti».
Il rituale è sempre quello e anche questa volta ha seguito il copione: attaccare strenuamente il "potere" e se gli insulti ci sono meglio ancora così la gente si esalta.
Puntuale come al solito è scattata anche l'iniziativa per i suoi "adepti": «spediamo tutti una email al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati».
Ma questa volta gli utenti non lo hanno seguito. I grillini si sono ribellati e un vaffa glielo hanno rifilato a lui.
Un passo falso ancor più grande se si considera che Grillo è un grande conoscitore del web e dei suoi meccanismi: una vicenda che deve far riflettere quanti credono che possano sopravvivere proprio in Rete gli imbonitori, i “ducetti” o i capipopolo che ipnotizzano.
I navigatori hanno invece dimostrato di continuare sempre a ragionare con la loro testa e dove non sono d'accordo lo dicono… e molto chiaramente.
Come un mare d'acqua gonfiato ad arte, adesso Grillo deve fare i conti con un'onda anomala, uno tsunami, un getto così pesante e potente che rischia di risucchiare lui, la sua simpatia, la sua verve, i suoi vaffa, i suoi referendum popolari, la sua credibilità e soprattutto le sue verità.

IL VAFFA DEI GRILLINI

Degli oltre 5mila commenti ricevuti il 70% sono più che negativi.

Marco scrive: «Grillo mi dispiace, ma in effetti sei un pò come tutti gli altri. La tua sparata contro la pubblicazione dei redditi fa riflettere molto...Ripeto, mi dispiace molto». Anche Loredana è scettica: «caro Grillo, come dici tu stesso sei solo un comico, anche molto bravo, e mi sa tanto che se torni a fare il comico è meglio! Come "capopopolo" proprio non sei credibile».
«Caro Grillo», scrive un altro utente, «ti sei guadagnato tutti questi soldi sparando m… sulla gente? Che lavoro è? vale tutti questi soldi? e tu saresti diverso da Tronchetti, Gnutti, Colaninno, Romiti ecc... ma Vaffa a te! St….»
Arrabbiato Enrico: «bravo Grillo, che fai ti vergogni di farci sapere quanto guadagni? sei come tutti i politici predichi bene e razzoli male, io guadagno l'anno 13.000 euro non mi vergogno a dirlo!! BRAVO»
Disorientato, invece, Marquez: «lei, paladino della completa trasparenza, non è che ha paura di sapere che lei guadagna quanto un calciatore per fare cosa? Per andare in giro a mandare a fanculo a destra e a sinistra, dicendo anche cose giuste, senza però tentare di cambiare veramente le cose, non con le parole, ma con i fatti? Intanto lei incamera tantissimi soldi, ma non fa niente di concreto...»
E qualcuno attacca anche i suoi guadagni, come Riccardo: «il difensore dei precari che guadagna 4 milioni e rotti all'anno..grillo, ma vaffanculo tu». Stesso tenore di commento anche quello di Filippo, di 17 anni: «tu guadagni 4 milioni di euro all'annooooo! Ho 17 anni ma non sono scemo! E saresti l'idolo dei precari? Mi sembri invece un capitalista come tanti altri in Italia».
L'utente Bart chiede invece provocatoriamente a tutti i lettori di Grillo di andarsi a rileggere un vecchio post di Grillo, quello del 21 febbraio, quando il giorno dopo il V Day di Bologna chiese a tutti di mettetersi una mano sul portafoglio per comprare il suo dvd per finanziare il V Day del 25 aprile sulla libera informazione, «la più importante».
«Grillo, sei solo chiacchiere e distintivo....», scrive Bart, intuendo che con una dichiarazione dei redditi da 4 milioni d'euro all'anno poteva anche fare a meno di chiedere la carità.
«Non parlavamo di libera informazione», gli chiede Alessandro. «Oppure l'informazione deve riguardare solo le persone più in vista? Non ci trovo proprio niente di immorale o di così pericoloso».
Ha una idea chiara anche Stefano: «certo che la posizione di Grillo, nel caso specifico, che si è sempre battuto per la trasparenza è a dir poco ambiguo... Io l'ho sempre sostenuto e vado regolarmente ai suoi spettacoli quando sono in prossimità della mia città».
Massimo si rifà invece a vecchi tormentoni tanto esaltati dal comico: «ma non diceva che "in Rete si trova di tutto", "la Rete è la libertà". Adesso che in rete ci sono dei dati che erano già accessibilissimi (senza bisogno di dichiarare le generalità) si inalbera... hai toppato, e mi dispiace perchè ci impiegherai parecchio a ritornare credibile».
Anche Giorgio lo contesta: «sono iscritto al tuo sito da circa 1 anno», dice, «e da molto più tempo seguo le tue battaglie per liberalizzare l'informazione, sviluppare la rete utilizzare internet come mezzo principale di informazione e conoscenza. Quando, stamattina, sono entrato nel tuo blog per leggere l'ultimo post, sono rimasto notevolmente infastidito dalla tua reazione riguardo la pubblicazione dei redditi degli italiani, e dalle motivazioni addotte, a mio parere del tutto insensate e prive di fondamento».
«Sei un buffone, più di tutti gli altri», scrive Dario. «Vergognati Beppe, sono sempre stato dalla tua e ho firmato tutti i referendum, ma stavolta sono contro di te. La privacità degli stipendi è una vergogna tutta italiana fatta ad hoc per permettere alle aziende di pagare il meno possibile i loro dipendenti».
E Paola chiude: «ma per Grillo la Rete non era uno strumento democratico, di trasparenza e di libertà?»
Almeno nella Rete le incoerenze si pagano e pure a caro prezzo. Grillo deve esserselo dimenticato per un attimo…
03/05/2008 9.49

ABRUZZO SOSTENIBILE:«BISOGNA RESPONSABILIZZARE IL PAESE»

«A mio avviso la privacy e' un diritto ma e' anche un dovere», sostiene Attilio Di Mattia dell'associazione Abruzzo Sostenibile, «in un paese dove tutti lavorano allo stesso obiettivo, ovvero quello di far prosperare la propria nazione contribuendo in maniera proporzionale alle proprie disponibilita', forse si potrebbe, come pensa il 70% degli italiani, affermare che mettere i redditi online sia una cosa da "comunisti". Ma in un paese geneticamente atto all'auto realizzazione incontrollata e illegale, dove i cittadini vivono la societa' egoisticamente credo che gli italiani non meritino il diritto alla privacy poiche' non lo sentono come dovere. Almeno in questo periodo storico».
«Se privacy e', allora tale deve essere per tutti. Ma questo diritto mai sara' raggiunto da classi di lavoratori come insegnati, operatori metalmeccanici, cassieri di banca che il loro guadagno e' ancorato a contratti nazionali pubblici e disponibili online», spiega Di Mattia.
«Noi Italiani dobbiamo capire», continua il responsabile del sodalizio abruzzese, «che non si puo' avere la botte piena e la moglie ubriaca, il passaggio alla Privacy come diritto deve essere guadagnato percorrendo la strada culturale della privacy come dovere. Mettere i redditi online, responsabilizza il cittadino a vivere la societa' come un bene comune. Un avvocato di fama che dichiara 5 mila euro all'anno e' un cittadino che usufruisce dei miei stessi servizi pagando meno, ma guadagnando di piu'. Questa e' forse equita' sociale? un sistema del genere non e' affatto sostenibile, poiche' future generazioni dovranno pagare quella quota che non viene pagata oggi da chi se lo puo' permettere ma per avere una Mercedes in piu' fa leva su trucchetti fiscali».

03/05/2008 12.34

REDDITI ON LINE, SI MUOVE LA PROCURA

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta dopo la pubblicazione su internet degli elenchi delle denunce dei redditi degli italiani.
Il reato ipotizzato è la violazione dell'articolo della legge sulla privacy che punisce il trattamento illecito dei dati personali.
L'apertura del fascicolo e' stata un'iniziativa autonoma del procuratore aggiunto Ionta che e' a capo del pool dei pm che si occupano delle interferenze illecite nella vita privata.
L'indagine, per il momento contro ignoti, mira ad accertare l'eventuale illiceita' della decisione di pubblicare integralmente e senza selezione, i dati sulle singole denunce dei redditi.
Secondo il magistrato Ionta, la divulgazione ha determinato un'esposizione a rischio delle persone.
Sotto accusa sono, quindi, le modalità - «in maniera indiscriminata» - con cui sono state diffuse le informazioni.
Ieri il Codacons aveva annunciato l'invio di denunce a 104 Procure italiane affinchè si indagasse sulla vicenda mentre l'Adoc si è detta pronta a sostenere gli utenti per un risarcimento danni.
03/05/2008 12.43



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E INTANTO LA FINANZA INTENSIFICA I CONTROLLI…..

VASTO. La Guardia di Finanza di Vasto, ha intensificato l'attività di prevenzione e repressione degli illeciti fiscali. A cavallo tra marzo ed aprile, i militari guidati dal tenente Gaetano Giordano, hanno portato a termine 17 verifiche fiscali concluse con il recupero a tassazione di
15 milioni di euro.
I finanzieri hanno scoperto anche 6 evasori totali e scoperti 3 "finti poveri" che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per aver percepito indebitamente contributi pubblici a danno di enti, eseguito 14 controlli mirati, per verificare eventuali emissioni di fatture false verbalizzando in totale 35 soggetti economici.
Sono stati controllati 250 esercizi commerciali dove è stato constatato e riscontrato l'omesso rilascio dello scontrino fiscale a 200 operatori economici, per alcuni di loro e' scattata la proposta di chiusura.
Altre 9 persone (di cui una arrestata) sono state denunciate per aver commesso reati in materia di sicurezza dei prodotti, tutela ambientale e traffico di sostanze stupefacenti.
03/05/2008 10.50