Aumentano i prezzi, 6 famiglie su 10 cambiano le abitudini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CONSUMI. I rincari degli alimentari tagliano i consumi, così sei famiglie su dieci cambiano le abitudini a tavola.
La Cia rileva che durante il 2007 c'e' stato un radicale mutamento dei menù: per l'alimentazione ogni nucleo familiare ha speso, in media, 460 euro al mese.
In picchiata gli acquisti di pane, pasta, frutta, verdure e vino, "prodotti principe" della dieta mediterranea. In calo anche le carni bovine e suine. Bene il pollame e l'olio extravergine d'oliva.
Rispetto a dieci anni fa la spesa alimentare, che oggi si avvicina ad un quinto del reddito familiare, e' cresciuta del 28%. Ogni famiglia, in media, spende per l'alimentazione circa 460 euro al mese.
Nel 2007 gli acquisti domestici di pane, come risulta anche dai dati Ismea - AcNielsen, hanno registrato un calo del 6,2%, quelli di pasta del 2,6%, di frutta del 2,5%, di verdure del 4,2%, di vino dell'4,6%.
Ma il calo ha contagiato anche altre "voci" della nostra alimentazione: le carni bovine sono diminuite del 3,8%, quelle suine dell' 1,1%, i formaggi dello 0,5%, l'olio di semi del 5,6%.
Su tale mutamento ha inciso in maniera determinante l'impennata dei prezzi, la sicurezza e la genuinità dei cibi .
Gli aumenti record di pane (che oggi registrano un aumento tendenziale del 13,1%), pasta
(più 18,6 %), latte (più 10,8 %), carne (3,7 %), frutta (più 8,3%) e verdure (più 6,8%) hanno avuto un effetto negativo nella spesa alimentare degli italiani che, tuttavia, risulta ancora al secondo posto (18,8 %) su quella totale, preceduta solo
dall'abitazione (circa 26 %).
La spesa alimentare risulta così ripartita: 23,4 % carne, salumi e uova; 18,2 % latte e derivati; 16,8 % ortofrutta; 14,8 % derivati dei cereali; 8,9 % i prodotti ittici; 5,7 % le bevande analcoliche; 5,5 % le bevande alcoliche; 3,9 % olio e grassi; 2,8 % zucchero, sale, caffè, the.
La percentuale di coloro che hanno ridotto le spese per l'alimentazione si trova principalmente nelle fasce di età superiori ai 55 anni (con picchi elevati soprattutto negli over settanta) e in quelle con redditi bassi.

02/05/2008 15.16