Università D’Annunzio: biblioteche interrate e senza soldi

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2140

Università D’Annunzio: biblioteche interrate e senza soldi
CHIETI-PESCARA.Va bene che si tratta di aspiranti Geologi. Ma far studiare questi studenti due piani sotto terra, a contatto con i tubi degli scarichi ed i condotti dell'aria condizionata sembra un pò troppo. Capita a Chieti, biblioteca di Geologia, due piani a scendere del primo dente (così viene chiamato uno degli edifici che ospitano le Facoltà a monte del vecchio Rettorato).
Al piano -1 si trova Odontoiatria: qui si lavora sui denti (18mila visite l'anno, una bella rogna per i dentisti liberi professionisti) e magari si intasa qualche scarico, con relativo sgocciolamento sottostante al -2, sui tavoli di lettura degli studenti in Geologia.
Nessun problema però: è come in una miniera, la location ideale per i Geologi.
Ma sono altri e ben più gravi i problemi che affliggono la Biblioteca che si trova nella palazzina delle scuole di specializzazione e che fa riferimento alle Facoltà di Medicina, Scienze motorie, Farmacia e Geologia.
Una struttura che non riesce ad aggiornare il patrimonio di libri e riviste, perché per quest'anno non si può acquistare nulla di nuovo.
Il bilancio ha stanziato per il 2008 gli stessi fondi del 2007, cioè 310mila euro, ben 50 mila in meno rispetto al 2006 e con un taglio di fatto pari al 5-6%, considerando gli aumenti delle pubblicazioni.
Eppure una università dovrebbe puntare tutto su aggiornamento e cultura, compiti pure svolti dalle Biblioteche interne.
Evidentemente si ritiene più “in” spendere in altri capitoli che producono magari “immagine”.
Che la biblioteca non sia in cima ai pensieri di chi governa l'Ateneo lo dimostra anche un altro aspetto: il personale è quasi tutto precario, attinto casualmente attraverso la cooperativa Leonardo che fornisce a richiesta il numero di impiegati necessario.
In altri Atenei la figura del bibliotecario è quella di uno specialista del settore, con tanto di titolo di studio specifico proprio per dare una prestazione più professionale. Ma se Chieti piange, Pescara non ride.
Anche qui stessi soldi dell'anno passato e quindi stesse difficoltà per gli acquisti e gli abbonamenti, senza dire dei locali recentemente ristrutturati, ma ancora insufficienti e non ideali per una biblioteca.
Una soluzione per gli spazi però la d'Annunzio l'ha trovata.
A Lettere, non essendoci locali sufficienti, gli studenti vengono fatti studiare lungo i corridoi in strutture di vetro chiamate “studioli”: il neologismo è grazioso, ma non riesce a coprire il disagio evidente di chi è costretto a studiare in vetrina e senza isolamento acustico.

s. c. 02/05/2008 9.23