Resti romani sotto l’asfalto: scoperta archeologica a Chieti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Resti romani sotto l’asfalto: scoperta archeologica a Chieti

CHIETI. Una casa romana. O forse un edificio medievale, costruito su resti romani.
Comunque una scoperta archeologica importante, sotto pochi centimetri di asfalto.
E' un mese circa che la Sovrintendenza archeologica di Chieti, chiamata dal Comune, sta analizzando i reperti venuti alla luce nel restauro di Fontegrande, nella centrale via san Francesco di Paola.
Primi ad apparire sono stati una pavimentazione di acciottolato, poi alcuni muri, infine due o tre basole, le tipiche pietre delle strade romane.
E poi anche reperti fittili, cioè pezzi di vasi, di terracotta e di altri utensili che si sta cercando di datare.
Il tutto è avvenuto durante i lavori di restauro della fontana, lavori che dovevano essere terminati per il 22 marzo, giornata mondiale dell'acqua.
Ma gli operai sono stati bloccati, dopo la scoperta di questi resti.
Uno stop meritevole ai lavori, visto che il patrimonio archeologico di Chieti ha già subìto altri scempi irreparabili.
Anche qui ci si domanda come mai altri interventi in anni recenti e la posa dei tubi dell'acqua e del gas non abbiano portato alla stessa scoperta.
Fatto sta che stavolta i tecnici del Comune hanno informato l'assessore Luigi Febo e chiamato la Sovrintendenza.
Secondo le prime indiscrezioni, l'acciottolato – ben visibile dal muraglione che sovrasta la fontana – sarebbe del primo 900, mentre il resto è sicuramente più antico.
La fontana (non di acqua potabile, come noto), è il risultato di un microdrenaggio delle antiche cisterne del centro storico e risale nella sua forma attuale al 1500-1600 circa, come da iscrizione. Ora il ritrovamento indica che forse c'era un'abitazione e che comunque di lì passava la strada romana che portava alle Terme che si trovano pochi metri a valle.
s. c. 30/04/2008 9.50