Dal 30 aprile nuove regole per l’emissione di assegni bancari

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Stretta in arrivo sull'uso di assegni e libretti al portatore: da mercoledi' 30 aprile scattano le nuove norme previste dal decreto legislativo 231 del 21 novembre scorso che attua le regole antiriciclaggio varate dall'Unione Europea.


ROMA. Stretta in arrivo sull'uso di assegni e libretti al portatore: da mercoledi' 30 aprile scattano le nuove norme previste dal decreto legislativo 231 del 21 novembre scorso che attua le regole antiriciclaggio varate dall'Unione Europea.
Norme che avranno anche effetti sul fronte del contrasto all'evasione fiscale: ad esempio, non sara' piu' possibile intestare l'assegno "a me medesimo" e girarlo se non per l'incasso allo sportello bancario o postale.
Assegni simili non potranno quindi piu' essere usati per pagare, ad esempio, le prestazioni di professionisti o artigiani.
Dal 30 aprile, le banche forniranno blocchetti di assegni con la dicitura 'non trasferibile'. Assegni liberi potranno essere richiesti dai clienti con il pagamento di un bollo di 1,5 euro per assegno (15 euro per un blocchetto da dieci) e avranno un limite d'importo a 4.999 euro: per importi pari o
superiori a 5.000 euro sara' obbligatoria la clausola di non trasferibilita'.
Gli assegni 'liberi' gia' nelle tasche della clientela potranno essere usati anche dopo il 30 aprile, con il limite dei 4.999 euro e l'obbligo di usare l'intestazione 'a me medesimo' solo per incassare agli sportelli di banche e poste.
Gli assegni 'liberi' possono essere 'girati', sempre con il limite d'importo a 4.999 euro, anche piu' volte prima di essere presentati allo sportello, ma ogni volta il girante dovra' indicare anche il proprio codice fiscale oltre alla propria firma: un assegno con piu' girate in cui manchi un solo codice fiscale sara' considerato nullo e non potra' essere incassato.
L'uso non corretto degli assegni , ad esempio la mancata indicazione della clausola 'non trasferibile' per importi pari o superiori a 5.000 euro potra' comportare sanzioni amministrative dall'1% al 40% dell'importo totale trasferito.
Un range ampio che varia nel caso che la mancanza sia stata una banale svista di un cittadino o se l'operazione faccia parte di un'attivita' criminale o di riciclaggio.
Il limite dei 5.000 euro si applica anche al saldo dei libretti, bancari o postali, al portatore (attualmente il limite e' di 12.500 euro). Gli intestatari dei libretti dovranno riportare il saldo al di sotto del limite fissato dalla legge, ma per fare l'operazione avranno tempo fino al 30 giugno 2009. Dopo scatteranno le sanzioni pecuniarie che vanno dal 10 al 20% del saldo del libretto stesso.

28/04/2008 15.00