Inchiesta sui prezzi. Il mercatino rionale di Chieti è "geriatrico"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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UN OCCHIO ALLA NOSTRA SPESA. CHIETI. L'odore è quello della cipolla e dell'aglio freschi. Poi c'è il trionfo delle fave e dei carciofi. Ma se ti guardi intorno è un mercato “geriatrico”, con qualche presenza maschile in più, ma solo pensionati. Giovani mamme, coppie da poco insieme, single di entrambi i sessi nemmeno a parlarne.
Il mercatino rionale settimanale non è nei loro programmi: meglio il supermercato dove si arriva in automobile e si fa la spesa settimanale, magari nelle confezioni monouso o comunque cellophanate, con etichette prestampate, tabelle energetiche e calorie in bella vista.
Più nascosta l'origine, ma che fa.
L'insalata di Ripa Teatina, i finocchi e gli spinaci di Miglianico, le fave ed i carciofi di Francavilla o di Villamagna non interessano: sono da pulire, da lavare, da tagliare.
E da riconoscere.
Sabato mattina, mercato di Piazza Malta a Chieti, ore 10,30.
LA VERDURA. «Quanto quest'insalata?» «Sono spinaci, 1,50 al kg. Quanti te ne faccio?».
Qui si contratta, non è escluso che si possano acquistare ad 1 euro o giù di lì.
I carciofi, già quelli piccoli, vanno dai 2,20 a 2,50, ma se ne prendi più di un kg te li porti a casa a 2 euro.
L'insalata, non solo quella trocadero ma anche la brasiliana e la lattuga, costa 1 euro.
I finocchi belli freschi e appena raccolti costano 1,50, le fragole di campo costano invece 3 - 4 euro, ma a metà mattina sono già finite.
Altra frutta fresca ancora non se ne trova.
Le fave, nonostante l'offerta abbondante, non costano meno di 1,30 -1,50.
Si cominciano a trovare le prime zucchine di campo: costano 2,50, ma sono con il fiore che le nonne sanno cucinare con la pastella.
FIORI DI ZUCCA. Una giovane signora, una delle poche che si aggirano tra le casse ancora piene («si vende poco», lamenta una contadina che per prendere il posto è al mercato dalle 5, quando è ancora buio) si fa pesare le zucchine, poi chiede di togliere i fiori «tanto poi marciscono», dice.
Si aprono scenari inquietanti: quanti giorni resteranno in frigo quelle zucchine appena raccolte? Possibile che nessuno abbia spiegato alla signora che i fiori sono una prelibatezza?
«Le giovani non vogliono la cipolla fresca, nemmeno se gliela regalo. Dicono che l'odore è forte», commenta disorientata un'altra contadina, mentre aggiunge alla spesa prezzemolo e sedano in omaggio, quello che al supermercato lo trovi a peso d'oro.
Strano, molto strano.
Che sapore di primavera avrà certa cucina?
Ma siamo certi poi che ancora si traffichi ai fornelli per preparare pranzi e cene gustose?
Eppure le stesse giovani coppie, quelle che non trovi al mercato della verdura fresca, le incontri nei ristorantini o negli agriturismi a caccia della vecchia cucina e dei sapori antichi.
Magari sono iscritti pure a Slowfood e il sabato e la domenica vanno alle manifestazioni per difendere questo o quel prodotto (li chiamano: presìdi alimentari).
Però se debbono acquistare gli asparagi, confondono quelli selvatici con i bei mazzetti di quelli coltivati. Per loro, siccome si acquistano dal contadino, anche questi ultimi sono selvatici comunque.
E non sanno quello che si perdono.
Ma non comprano gli asparagi selvatici perché sono lunghi e poco aggraziati. Il prezzo? Da amatore, a libera contrattazione.

Sebastiano Calella 29/04/2008 8.06