Montesilvano, «dobbiamo denunciare», in 4 mesi 17 casi di donne maltrattate

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Sono 17 le donne che, in meno di 4 mesi, si sono rivolte allo Sportello Antiviolenza del Comune di Montesilvano. Hanno chiesto aiuto, hanno denunciato violenze e soprusi subiti - in tutti e 17 i casi- in ambito familiare.
Ieri mattina c'è stato il taglio del nastro per lo Sportello e proprio l'inaugurazione ha portato a galla numeri sconcertanti.
Nella maggior parte dei casi denunciati la violenza è stata operata da mariti, conviventi, fidanzati, persone insomma di cui si fidavano e con cui avevano un rapporto intimo e confidenziale.
Nelle violenze riconducibili ai partner, 4 donne sono state prese a calci, colpite con oggetti e schiaffi, addirittura minacciate con le armi, 6 donne hanno subito una violenza sessuale e ben 7 hanno sofferto di violenza psicologica, umiliate e mortificate.
Tutte le vittime si trovano in un'età matura, compresa tra i 30 e 50 anni. Dati allarmanti se si pensa che Montesilvano, in appena pochi mesi dall'apertura del servizio comunale, già conta 17 casi di donne che hanno avuto coraggio e forza di denunciare.
Probabilmente non sono le uniche che subiscono violenze. Ci sono ancora tanti casi di donne che rimangono ai margini e continuano a subire la prepotenza di chi crede di essere più forte, la paura di coloro che hanno situazioni economiche svantaggiate e si affidano al silenzio.
Due donne straniere, giovanissime, ventenni, si sono rivolte allo sportello in cerca di casa e lavoro per non dover, in mancanza d'altro per sopravvivere, dedicarsi alla prostituzione.
Il complesso meccanismo di denuncia prevede la sinergia tra le Forze dell'Ordine, i Servizi Sociali e lo Sportello Anti-violenza che possiede un personale d'accoglienza esperto e preparato come psicologi, medici e assistenti sociali. Si tratta dunque di un supporto medico e psicologico, nonché di una via per le donne che subiscono maltrattamenti per arrivare alla denuncia.

SARDELLA: «DOBBIAMO DENUNCIARE»

«Le violenze psicologiche arrivano anche ai minori», ha spiegato Paola Sardella, presidente dell'Azienda Speciale «che subiscono situazioni familiari gravi e spesso vedono le proprie madri maltrattate. La soluzione è informare il cittadino sulle opportunità di denuncia e dare un luogo dove le persone possono sentirsi al sicuro. Dobbiamo denunciare».
Ma invitare alla denuncia non basta: chi chiede aiuto vuole anche essere tutelata perché poi sarà costretta a tornare nel luogo (spesso la propria abitazione) dove ha subito violenze.
«Si è istituita una legge ragionale che permette dopo aver ascoltato la donna di allontanarla dalla casa dove ha subito violenze», ha illustrato la consigliera regionale delle Pari opportunità Gemma Andreini.
«La violenza sulle donne è un problema dilagante e purtroppo quello che si viene a sapere è solo una centesima parte di quello che accade davvero», ha aggiunto l'onorevole Paola Pelino.
«La mia proposta di Legge prevede tolleranza zero per chi usa violenza e un rafforzamento delle pene. Bisogna informare attraverso corsi di formazione e didattici e installare case di accoglienza per non costringere le vittime a tornare nei luoghi di violenza».

SECONDO L'ISTAT VIOLENTATE 6 MLN DI DONNE

«In Italia», ha continuato Pelino, «negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte, sfatando l'idea che le donne subiscono violenza solo nei luoghi di guerra, nei paesi dove c'è odio razziale, dove c'è povertà e ignoranza. Questo vuol dire che 6 milioni di donne, almeno una volta nella vita sono state violentate fisicamente».
Secondo i dati Istat le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni.
Dobbiamo solo tutelare le donne e le famiglie e spero che con questo sportello possano crollare i numerosi tabù e il muro di omertà".
Lo Sportello Anti-violenza (085 4481524), rimane aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 ed il giovedì dalle 15 alle 17.
a.g. 24/04/2008 14.33