L'Abruzzo della vergogna ancora in tv:la metro dell'Aquila a Striscia la notizia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Dopo il caso della  filovia di Chieti finito alle Iene di Italia 1, ieri sera la storia della metropolitana fantasma è andata in scena su Striscia la notizia.

L'AQUILA. Dopo il caso della 
filovia di Chieti finito alle Iene di Italia 1
, ieri sera la storia della metropolitana fantasma è andata in scena su Striscia la notizia.


Una regione finalmente presa di mira dal giornalismo di inchiesta e di denuncia che conta. Così dopo la magra figura in onda sulle reti nazionali per un appalto milionario su una filovia che non si è mai vista (e chissà se si vedrà…) ora è la volta di uno dei più grandi scandali della nostra regione legati ad un appalto che si è letteralmente volatilizzato.
Ad occuparsi del caso Jimmy Ghione recatosi personalmente all'Aquila per parlare con i rappresentanti dei cittadini e i negozianti della zona.
La storia in città la conoscono ormai tutti molto bene e ha dell'incredibile.
Un'opera da 33 milioni di euro (al momento ne sarebbero stati utilizzati solo 10), lavori cominciati nel 2003 e mai un treno visto circolare per la zona.
Il percorso iniziale doveva essere di 5 chilometri e 700 metri predisposto per un treno con sette vagoni (ciascuno per 157 passeggeri) dall'ospedale regionale di Coppito fino alla centralissima piazza Palazzo, passando proprio per via Roma.
Nel frattempo via Roma è rimasta chiusa al traffico veicolare, rendendo difficile
l'accesso al centro, e i lavori si sono bloccati a seguito di un contenzioso tra amministrazione comunale e ditta concessionaria.
Lavori durati molti mesi che hanno messo in ginocchio le attività commerciali.
A rallentare la realizzazione dell'opera hanno contribuito poi la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea sul rispetto delle norme per gli appalti pubblici, lo stop ai lavori ottenuto dal Ministero dei Beni culturali per possibili danni agli storici edifici di via Roma e, infine, inchieste della magistratura locale che non hanno ancora avuto un epilogo.
Ghione ha ricostruito tutta la vicenda con la gente che vive nella zona che ha confermato i disagi durante il periodo dei lavori e la conseguente sospensione nonostante in città ci siano tratti di binari, pensiline, lo scivolo per i diversamente abili, i fili dell'alta tensione e un mega deposito vuoto (di mezzi e di persone), segnali stradali, asfalto al posto dei sampietrini.
«E' stato tutto bloccato dal Ministero dei Beni culturali», racconta la rappresentante dei cittadini di via Roma, «alcuni lavori sono stati effettuati senza avere nemmeno l'autorizzazione».
E viene mostrato anche un palazzo del 1500 vicino al quale sarebbe dovuto transitare il treno di 25 metri.
Poi un'altra figuraccia: una strada già attrezzata per il passaggio della metropolitana leggera sul quale, però, il treno non sarebbe mai riuscito a transitare per mancanza del raggio di curvatura necessario. Ma nessuno se ne sarebbe reso conto in tempo. «Già a monte si capiva», raccontano i residenti della zona, «che qui non ci sarebbe mai potuto passare».
Un progetto strampalato e grottesco eppure finanziato per miliardi di vecchie lire con errori grossolani e valutazioni sballate: tutto alla luce del sole, tutto nel centro cittadino del capoluogo di regione.
L'ultimo appello viene rivolto alle Istitutizioni: «speriamo che nel più breve tempo possibile si faccia chiarezza».
Si spera che almeno adesso dopo l'ennesima figuraccia della nostra regione e dei suoi amministratori vengano finalmente allo scoperto le responsabilità enormi che sono sottese a questo scandalo infinito. E non finisce qui…


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24/04/2008 9.36

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