La Cina e le piccole e medie imprese: minacce, opportunità e strategie

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1124

L’AQUILA. Lo studio Pier Paolo Visione ha organizzato per il 7 maggio una conferenza sull’impatto che il fenomeno Cina potrà avere in termini sociali, culturali ed economici nel nostro Paese.
«La conferenza sarà un'occasione unica per conoscere le tematiche di economia internazionale che avranno un effetto sempre maggiore sulle nostre attività imprenditoriali», assicurano gli organizzatori.
L'obiettivo è quello di conoscere un po' di più la Cina, il suo sviluppo e l'impatto in termini economici, sociali e culturali sul mondo occidentale in genere ma anche sulla nostra quotidianità.
Pier Paolo Visione è convinto che se le imprese, ma anche i territori, non prendono coscienza del fenomeno e non pianificano delle strategie competitive «la concorrenza cinese, e non solo cinese, entro i prossimi venti anni non lascerà scampo. Sarà soltanto una questione di tempo».
«Il vantaggio competitivo e le unicità che oggi vantiamo in termini di Made in Italy», aggiunge Visione, «saranno assorbite da una voglia di fare, da un'efficienza e da una minore burocrazia in termini di sistema. E' come quando gli allievi, con gli stessi strumenti, diventano più bravi dei maestri stanchi e privi di quella forza propulsiva che in altri tempi li avrebbe portati a trasformare la minaccia Cina in un'opportunità da cogliere attraverso l'esportazione di prodotti e la conquista di mercati con una capacità di acquisto sempre maggiore. Prendere coscienza del fenomeno sarà la prima azione di responsabilità da parte degli imprenditori e della classe dirigente di qualsiasi territorio. Diversamente vorrebbe dire abdicare senza prendere posizione, rimanere a metà del guado e sperare che slogan di varia provenienza distraggano i cittadini fino al dato di fatto. Nel medio e lungo termine, strumenti quali i dazi o le sovvenzioni all'esportazione, se non si avviano processi di miglioramento della produttività, se non ci si focalizza sull'esportazione di beni nei quali si ha un vantaggio comparato e se non si sradica la burocrazia della pubblica amministrazione, avranno l'effetto di un boomerang che illuderà le PMI di essere competitive a livello globale».
Per pianificare però è necessario conoscere e per tale ragione, senza la pretesa di essere esaustivi ma solo di stimolo, è stato invitato Edward Burman, che riteniamo essere uno dei massimi esperti europei di scenari socio-culturali e macroeconomici globali.
Edward Burman vive e lavora da cinque anni a Beijing in qualità di Director di un Venture Capital, China IPO Group Plc (Jersey), specializzato in investimenti in start up del settore high tech. E' autore di numerose pubblicazioni culturali ed economiche e sta per pubblicare due nuovi libri in lingua inglese sulla Cina. Il primo dal titolo Stealth Empire: Why The World Is Not Chinese But Soon Will Be, verrà pubblicato a Londra nel mese di giugno 2008 ed il secondo China and Iran: Parallel Past; Future Threat verrà pubblicato a dicembre 2008.
Info: http://openday.studiovisione.com

24/04/2008 8.46