La Regione frena le assunzioni all'Asl di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La Regione ha bocciato il piano di assunzioni elaborato dal manager Balestrino. Contestazioni da parte dei sindacati e dall'opposizione di centrodestra che denunciano «il declino definitivo a cui sono spinti i presidi ospedalieri di Pescara, Popoli e Penne». VERINI (LD):«BASTA AL SACCHEGGIO DELLA SANITA’ DELL’ABRUZZO INTERNO»
La Asl di Pescara, dopo il licenziamento centinaia di lavoratori precari nell'anno 2007, ha formulato un piano di assunzioni ed una nuova dotazione organica capace di ricoprire i posti indispensabili a garantire un livello di qualità minimo di assistenza ai cittadini.
Ma la bocciatura della Regione non lascia scampo.
«E' profonda l'amarezza di tutto il personale presente nei vari reparti ospedalieri», fanno sapere i sindacati, «che esprimono preoccupazione in vista della prossima finestra pensionistica di Luglio e dell'imminenza delle ferie estive».
CGIL-FP e la CISL-FP organizzeranno «dure forme di protesta» nei confronti dell'assessorato regionale alla Sanità «che non vuole garantire nemmeno la sopravvivenza dei presidi ospedalieri della ASL di Pescara, in netto contrasto con le proposte dell'Azienda stessa miranti a salvaguardare l livelli essenziali di assistenza nel quadro del piano finanziario di rientro».
Il consigliere regionale Nazario Pagano parla di un «atteggiamento di dannoso disinteresse verso la maggiore istituzione sanitaria della regione» .
«E' una situazione insostenibile – prosegue Pagano – più volte denunciata da me e dai partiti d'opposizione, che ha portato il nostro ospedale ad assurgere anche alla cronaca nazionale per gravi disservizi di varia natura, connessi alle croniche carenze e che m'induce a chiedere un urgente chiarimento in sede istituzionale all'assessore Mazzocca e allo stesso presidente Del Turco. In sostanza – conclude Pagano – vorremo capire tutti se la strategia che la giunta regionale dice di avere in materia di sanità prevede o meno anche la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori ospedalieri e come pensa di perseguire tale obiettivo alla luce dei tagli di reparti e di personale che va scriteriatamente perseguendo».

19/04/2008 12.28

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VERINI(LD):«BASTA AL SACCHEGGIO DELLA SANITA' DELL'ABRUZZO INTERNO»

Antonio Verini ha presentato un'interrogazione sulla sanità sangrina che sarà discussa in Consiglio regionale il 6 maggio prossimo.
Verini annuncia inoltre azioni di mobilitazione e di protesta:«Ho assunto una specifica iniziativa sulla gravissima situazione della sanità a Castel di Sangro. E' in atto una spoliazione sistematica e senza pudore delle aree interne: è l'ora di dire basta».
«All'interrogazione – ha detto Verini – seguiranno iniziative specifiche di mobilitazione sul territorio, per porre rimedio ad una situazione ormai non più sostenibile».
«A Castel di Sangro non si può nascere – osserva Antonio Verini - perché dal maggio 2007 il reparto di Ginecologia dell'Ospedale è chiuso. I bambini che nascono, poi, non devono aver bisogno del medico nei giorni dispari, perché un solo pediatra si alterna tra Castello e Sulmona. Inoltre non si può essere malati di cuore o colpiti da infarto, perché le urgenze cardiologiche devono essere trasferite presso altri Ospedali. E' vacante infatti il posto di dirigente medico cardiologo, e intanto a Castel di Sangro si deve sperare di non morire nell'attesa dell'espletamento del concorso pubblico».
«Il diritto all'assistenza sanitaria nel territorio dell'Alto Sangro è garantito soltanto a part-time, ossia solo di giorno, mentre di notte è vietato ammalarsi - ha continuato Verini -. Ed ancora: il Presidio Ospedaliero di Castel di Sangro è sprovvisto di ambulanze attrezzate per l'emergenza, quantomeno idonee per assicurare i trasferimenti generati dalla insostenibile e vergognosa situazione sopra descritta».
«Ce n'è abbastanza e d'avanzo per chiedere a chi di dovere di rispondere di tale paradossale situazione. Nell'interrogazione chiedo all'assessore di sapere quale effettivo risparmio abbia generato la chiusura del punto nascita a Castel di Sangro, allo stato non evidente, mentre sono a tutti evidenti gli enormi disagi provocati dalla scellerata politica di progressivo depauperamento delle aree interne. Mi chiedo inoltre per quale assurda motivazione presso tale Presidio Ospedaliero non è più garantita durante le ore notturne l'assistenza cardiologia e per quale motivo, considerato che alla popolazione dell'Alto Sangro è riconosciuta soltanto un'assistenza sanitaria parziale ed itinerante. Mi pare evidente – conclude Verini - che il Piano Sanitario Regionale penalizza le aree interne, e questa situazione deve essere corretta. E subito».

19/04/2008 14.38