«Per i giochi del Mediterraneo si deroga ai vincoli ambientali e paesaggistici»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. E’ arrivato ieri nella seduta della II commissione permanente del Consiglio Regionale il progetto di legge per l’eventuale miglioramento delle strutture ricettive della regione in previsione del “Grande evento dei Giochi del Mediterraneo 2009”. Ed è stata bufera…
Il documento è stato presentato da Augusto Di Stanislao, capogruppo Udeur in Consiglio Regionale, candidato non eletto nelle liste dell'Italia dei Valori e possibile nuovo assessore regionale in quota Idv con il rimpasto di giunta.
«Leggendo il testo», ha detto sbalordito Liberato Aceto, «sono rimasto esterrefatto».
Come mai? «In questo provvedimento», spiega il consigliere, «si vuole determinare, attraverso un supposto miglioramento qualitativo della ricettività turistica-alberghiera della nostra regione, la possibilità di utilizzare e chiudere le superfici di porticati, logge, terrazzi coperti e sottotetti, che ricadono all'interno delle sagome dei fabbricati utilizzati dagli imprenditori turistici ed ubicati nell'intero territorio regionale, derogando dagli strumenti urbanistici vigenti o adottati».
In pratica si vuole consentire una ristrutturazione di fabbricati ad uso turistico-ricettivo, «in deroga ai vincoli ambientali e paesaggistici».
Aceto sbalordito si è anche chiesto «quale sia il ruolo dei sindaci e dei consigli comunali anche in tema di pianificazione urbanistica. Non ritengo, infatti, opportuno approvare un provvedimento che può andare in netto contrasto con i piani urbanistici approvati o in via di approvazione in ogni comune della nostra regione, tanto più se attraverso questi strumenti l'ente locale attua una rimodulazione dello sviluppo del territorio che sia confacente alle esigenze di tutti i cittadini e non solo, quindi, della categoria degli imprenditori».
Da tenere presente anche l'articolo 3, comma 2, della proposta di legge che concede ai Comuni «la possibilità di poter disporre l'esclusione del proprio territorio comunale dall'applicazione delle legge, purché disposta entro trenta giorni dalla sua entrata in vigore con atto motivato».

18/04/2008 9.53