Deroga ad personam, per l’onorevole l’ufficio è sempre aperto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Deroga ad personam, per l’onorevole l’ufficio è sempre aperto
IL CASO. MONTESILVANO. All'onorevole non si dice mai di no. Soprattutto se è fresco di (ri)nomina, ha urgenze da sbrigare le ultime faccende prima di portare i documenti importanti a Roma. CATONE SMENTISCE DI ESSERE STATO IN COMUNEECCO I DOCUMENTI
Così capita che si rechi all'ufficio anagrafe, lo trovi in procinto di chiudere e chieda una deroga.
Un minutino…è una cosa rapida-rapida non può mica aspettare.
Sono faccende importanti, roba da onorevoli della Repubblica Italiana, perdinci, mica cosette da casalinga qualunque che domani ha il tempo di ritornare- fare la fila- aspettare in silenzio e sbuffare. Su, è comprensibile.
L'onorevole in questione è Giampiero Catone, neo eletto nella circoscrizione della Campania. La storia è saltata fuori perché Cristian Odoardi, consigliere di Rifondazione Comunista al Comune di Montesilvano ha presentato una interrogazione con la quale vuole capire perché è stata concessa questa deroga ad un regolamento comunale ben preciso.
«Lo scorso 28 settembre», spiega Odoardi, «il dirigente al settore II aveva comunicato al personale addetto ai servizi demografici la disposizione che vieta a tutti i dipendenti di prestare servizi oltre il normale orario di apertura degli uffici non guardando in faccia nessuno politici compresi», sottolinea Odoardi, «insomma una disposizione perfetta e giusta».
Ma pochi giorni fa arriva la deroga inaspettata. «Il 15 aprile scorso», racconta ancora Odoardi, «lo stesso dirigente ha inviato all'ufficio anagrafe una Deroga a Disposizione di Servizio nella quale si recita: "in via del tutto eccezionale – nel pomeriggio di oggi (15 aprile, appunto, ndr) l'Ufficio Anagrafe consenta l'accesso al signor Giampiero Catone per l'accettazione della domanda di trasferimento della residenza a Montesilvano"».
Come mai questa deroga? Se fosse stato un cittadino "qualunque" a quello stesso sportello, in quello stesso momento sarebbe andata così? Sarà il Comune a dover rispondere all'interrogazione.
«E' assurdo», continua Odoardi, «che per il signor Giampiero Catone si permetta una deroga e soprattutto che lo si faccia per un trasferimento di residenza. Vorre sapere», continua il consigliere d'opposizione, «quali sono le motivazioni alla base di questa urgenza nel cambio di residenza del signor Giampiero Catone da non poter aspettare il 16 mattina quando gli uffici sono aperti regolarmente. Tutti si sciacquano la bocca con le parole "casta", "privilegi", distanza della politica dai cittadini, certo è che un cittadino normale senza pedigree come Catone (se poi i pedigree si leggessero dall'inizio alla fine) deve prendere un ora di permesso dal lavoro per un certificato».

17/04/2008 14.06

POLEMICHE, SMENTITE, MINACCE DI QUERELE

Pomeriggio decisamente movimentato per la notizia che ha fatto in fretta il giro della regione. Telefonate concitate, abboccamenti, verifiche, uffici stampa in fibrillazione: «la notizia è falsa. Toglietela».
Mai però si era visto un intervento tanto tempestivo dell'avvocato difensore dell'onorevole appena riconfermato.
«Giampiero Catone non si è mai recato presso l'ufficio anagrafe», firmato avvocato Galasso che non si esime dall'aggiungere la frase di prassi che prevede sempre conseguenze nefaste per giornale e giornalisti.
«La notizia è destituita di qualsivoglia fondamento», si legge, «l'On. Catone non si è mai recato presso l'ufficio anagrafe del Comune di Montesilvano per chiedere il trasferimento di residenza il 15 aprile né tanto meno ha mai richiesto alcuna deroga agli orari di apertura dell'ufficio stesso. Si tratta quindi di una notizia palesemente infondata tesa unicamente a ledere l'onore ed il decoro dell'On. Catone che, prima di essere pubblicata, avrebbe dovuto essere almeno verificata nella sua genuinità così come impone peraltro la normativa in materia».
Odoardi dal canto suo controbatte: «potrebbe essere una omonimia ma controllerò personalmente chiedendo al dirigente di settore».
Ma veniamo ai fatti che a differenza delle polemiche sono semplici e lineari.
Tutto è partito da una interrogazione e dal comunicato stampa che Odoardi ha spedito ai giornali (che chissà magari la pubblicheranno solo domani).
Non è stato difficile visionare i documenti che avevano fatto saltare il consigliere di Rifondazione.
Nel documento che prevede la deroga campeggia il nome del «signor Giampiero Catone», è un documento del Comune di Montesilvano firmato dal dirigente del settore 2, Bruno Terenzi..
Nel secondo documento, una «disposizione di servizio», si dice chiaramente che non sono previste deroghe per «prestazioni di servizi resi al di fuori dalla normale prassi di ufficio».
«L'inosservanza», sottoscriveva lo stesso Teranzi il 28 settembre 2007, «sarà motivo di sanzioni disciplinari»
L'articolo viene pubblicato e poco dopo arriva la replica del diretto interessato, attraverso il suo avvocato Massimo Galasso.
Poi giungono telefonate dall'ufficio stampa con tutta una serie di considerazione e la richiesta (è un vizio di molti) di eliminare l'articolo perchè «infondato».
Tutti corrono in soccorso dell'onorevole che deve essere difeso dagli «attacchi reiterati» di un fastidioso quotidiano.
Così arriva dal Comune la precisazione del sindaco Cordoma che assicura: «non è la prima volta che si fanno deroghe simili».
«Decine e decine di volte», assicura nella nota il primo cittadino, «questa prassi è stata adottata per ogni persona comune che anche il sabato e nei giorni di rientro pomeridiano dei dipendenti comunali, il martedì e il giovedì, hanno potuto usufruire di questo servizio per motivi urgenti di lavoro, di salute e altro. Lo stesso Cristian Odoardi, consigliere di Rifondazione Comunista al Comune di Montesilvano, il quale ha presentato l' interrogazione, è proprio sicuro di non averne mai usufruito?», domanda Cordoma.
«Stessa cosa è accaduta quindici giorni fa per un giornalista di una testata locale (di cui non fa il nome) e per il signor Giampiero Catone, considerato alla pari di ogni aspirante cittadino di Montesilvano».

Al di là dei toni accesi quello che rimane sono i fatti ben documentati:
1) il dirigente afferma che per nessuna ragione saranno fatte deroghe
2) la deroga del dirigente per una domanda di trasferimento a Montesilvano del «signor Catone»
3) la smentita della domanda di trasferimento del «signor Catone», l'onorevole.
4) la smentita della disposizione che afferma «nessuna deroga» da parte del sindaco

I documenti sono qui a disposizione dei lettori che potranno farsi una idea.
Nella bufera PrimaDaNoi.it ha cercato in ogni modo di raccontare fatti.

17/04/2008 21.16

I DOCUMENTI


1) LA DISPOSIZIONE DIRIGENZIALE: NESSUNA DEROGA


2) LA DEROGA PER IL SIGNOR CATONE PER IL TRASFERIMENTO DI RESIDENZA


3) LA SMENTITA DELLA RICHIESTA DI TRASFERIMENTO



L'INTERROGAZIONE DI ODOARDI SI ALLUNGA

Dopo la pubblicazione dei documenti ufficiali su PrimaDaNoi.it all'interrogazione del consigliere di Rifondazione Comunista Cristian Odoardi si sono aggiunte due domande.
«Su una testata giornalistica online», scrive il consigliere, «si è smentita la notizia che il signor Giampiero Catone sia proprio l'onorevole, pertanto voglio essere messo a conoscenza dell'identità del signor Giampiero Catone citato nella deroga a Disposizione di Servizio del 15 aprile 2008 con numero di protocollo 023248».
La seconda domanda è invece arriva dopo le parole del sindaco Cordoma che «ha dichiarato a mezzo stampa che il dirigente ha fatto decine e decine di deroghe alla Disposizione di servizio del 28 settembre 2007 con numero di protocollo 006761/i. Voglio pertanto ricevere la lista di tutte le deroghe, e le motivazioni alle stesse, predisposte dal 28 settembre 2007 fino ad oggi».
18/04/2008 12.25