Autista Gtm non ha tempo per azionare la pedana,il disabile si attacca… al tram

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Non ho tempo», «non funziona», «signora si faccia aiutare da qualcuno». Frasi buttate lì senza troppo pensarci, magari, che però dette da un autista di un mezzo pubblico ad una signora anziana invalida che non riesce a salire sul bus diventa un atteggiamento di estrema gravità.

PESCARA. «Non ho tempo», «non funziona», «signora si faccia aiutare da qualcuno». Frasi buttate lì senza troppo pensarci, magari, che però dette da un autista di un mezzo pubblico ad una signora anziana invalida che non riesce a salire sul bus diventa un atteggiamento di estrema gravità.

E' fuori di dubbio che la pedana dell'autobus per agevolare la salita e la discesa dai disabili può essere di fondamentale importanza.
La Gtm al giorno d'oggi (dopo decenni di ritardi) ha mezzi attrezzati e nuovi. Pagati con i nostri soldi, imposti dalla legge per abbattere le barriere architettoniche. Ora insomma i mezzi sono dotati tecnicamente ma c'è quell'altra barriera che nessuna legge purtroppo può abbattere.
Così magari per fretta, forse per mancata manutenzione, forse per poca voglia di lavorare, le pedane per i disabili non sono quasi mai utilizzate.
Sono tantissime le persone che viaggiano sulla Gtm ed ognuno di questi potrà testimoniare quante volte hanno potuto vedere una pedana… fare il suo mestiere
La storia c'è l'ha raccontata la signora Iole di Pescara. Anziana, dichiarata invalida, ha ancora la fortuna di potersi muovere sulle sue gambe.
Cammina a fatica, lentamente ma conduce una vita tutto sommato normale.
Per muoversi e per andare a fare la spesa usa gli autobus cittadini.
Lo scorso 11 aprile, verso mezzogiorno, però, alla ennesima richiesta rivolta all'autista del mezzo 38 alla fermata di viale Bovio (a qualche centinaio di metri dal conservatorio) di azionare la pedana si è sentita rispondere «non ho voglia».
E se raccontiamo questo episodio è perché non è isolato e la signora giura che gli è capitato moltissime volte. Più le volte che ha dovuto farsi aiutare con fatica e buona volontà dei passeggeri che quelle in cui è stata azionata la pedana.
L'autista non ha premuto il pulsantino, la pedana non è scivolata giù.
Stessa cosa qualche ora dopo.
Stessa linea e questa volta l'autista ha spiegato che la pedana non funzionava.
Era vero? Non si sa…
La città ha aspettato decenni per avere mezzi funzionali e moderni ma pare che non tutti gli autisti siano disposti a sfruttare le nuove tecnologie, a discapito degli anziani che nonostante le difficoltà fisiche si ostinano a mantenere uno stile di vita normale.
Un atteggiamento gravissimo sotto vari profili che non accetta scuse se non quelle che direttamente la società Gtm ha l'obbligo di fare alla signora interessata e a tutte le altre persone che hanno il diritto di non essere insultate e discriminate.
E a pochi chilometri più a sud, esattamente a Montesilvano altre proteste contro la Gtm che ha deciso di mettere dei cartelli per segnalare a chi aspetta l'autobus un numero utile e una email per segnalare disguidi.
Peccato che il maggior disguido sia sotto gli occhi di tutti da molto tempo e l'azienda non sembra intenzionata a porre rimedio. Le pensiline, infatti, mancano nel maggior parte delle fermate e chi aspetta l'autobus da quelle parti si ritrova praticamente un unico palo arancione a fargli compagnia.
Il Comune chiede da tempo incontri con i vertici aziendali. Ma pare che siano sempre super indaffarati. Toccherà aspettare il prossimo bus…..
E' tempo che i viaggiatori inizino a pretendere un servizio di qualità per il prezzo che pagano.
17/04/2008 12.40