Un nuovo shock per il Parco: ucciso un cervo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CARAMANICO TERME. Ancora un episodio gravissimo ed inqualificabile nel Parco Nazionale della Majella. Il presidente «un danno immenso».


Uno splendido esemplare di cervo è stato trovato morto nel territorio del Comune di Caramanico Terme, brutalmente ucciso da bracconieri senza scrupoli con colpi di fucile a pallettoni.
Si tratta dell' ennesimo atto di inciviltà, compiuto questa volta con particolare ferocia se si considera che si trattava di una femmina in avanzato stato di gravidanza.
Il Direttore del Parco Nicola Cimini ha espresso sdegno nei confronti «di un'azione deprecabile che va contro ogni norma di buon senso e di civiltà e contrasta deliberatamente con i principi fondamentali sui quali si basa l'attività dell'Ente Parco».
Queste azioni «efferate e gratuite», così le ha definite Cimini, «nella loro brutale ignoranza e ferocia, recano all'ambiente un danno immenso e non trovano giustificazione alcuna, soprattutto in un periodo in cui l'Ente Parco si sta adoperando per tutelare al meglio gli agricoltori, con azioni mirate atte a ridurre drasticamente i danni provocati alle colture dalla fauna selvatica».
Sul posto è intervenuto il Medico Veterinario dell'Ente Parco per l'effettuazione dei rilievi medico-legali che, si spera, consentano di far luce sullo spiacevole episodio.
Ed è ancora fresca in Abruzzo la ferita per la morte dell'orso Bernardo e gli altri esemplari sterminati la scorsa estate.
Nelle scorse settimane il Wwf aveva ufficialmente chiesto alla Regione quali passi concreti sono stati mossi per evitare una nuova strage.

09/04/2008 11.28