Rilancio della Valle Peligna, Pezzopane: «adesso occasioni irripetibili»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Ora o mai più. É stato il messaggio fra le righe lanciato nella conferenza stampa che ieri mattina ha tenuto, nella sede sulmonese della Provincia, la presidente Stefania Pezzopane insieme agli assessori al Lavoro, Ermanno Giorgi, e alle Politiche sociali e Turismo, Teresa Nannarone.
Protocollo d'intesa e zonizzazione gli strumenti operativi per il rilancio produttivo ed occupazionale della Valle Peligna-Alto Sangro, ma si lavora ancora per la Zona Franca Urbana.
L'incontro è stato un punto sulla situazione lavoro nel territorio peligno-sangrino, con un occhio più alle luci che alle zone d'ombra.
A cominciare proprio dal Protocollo d'intesa, siglato il 20 febbraio scorso presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, tra Ministero stesso, Regione, Provincia dell'Aquila, istituzioni locali e organizzazioni sindacali.
«Strumento che non va certamente inteso come cosa ordinaria», ha detto la presidente Pezzopane, «perchè nessun territorio ha sottoscritto un protocollo stabilito a livello nazionale».
Tanto più, ha aggiunto la presidente, se si considera che, all'interno dell'accordo, «unitamente al pacchetto complessivo degli interventi, c'è l'impegno del governo a partecipare finanziariamente alla loro realizzazione e alla programmazione del territorio».
Dunque, opportunità in più per le grandi imprese pronte ad investire (e in questo senso, ci sarebbero già alcuni progetti presentati), ma possibilità anche per le imprese locali che «nel protocollo devono sentirsi chiamati in causa», ha detto l'assessore Nannarone.
Altro risultato, poi, quello della zonizzazione, con l'inserimento del comprensorio aquilano nella carta degli aiuti comunitari come aree svantaggiate (aree 87.3c) e l'agevolazione, prevista nella Finanziaria 2007, di accedere per le stesse aree al credito d'imposta per gli investimenti. Il che significa per le imprese di Sulmona e comuni limitrofi, poter fare assunzioni con sgravi fiscali al mese, per i primi tre anni, nella misura di 300 euro per le donne e 400 per gli uomini.
Insomma, una congiuntura così favorevole non ricapiterà più nei prossimi anni, ha fatto intendere la Pezzopane, anche perché «nessuno in Abruzzo può disporre dell'intrecciarsi di questi due strumenti».
Spiragli di sereno oltre la crisi industriale, che oggi in Valle Peligna riguarda 594 lavoratori palleggiati tra mobilità, proroga di cassa integrazione, riassorbimenti a scadenza. Con altre situazioni critiche, come quella di Sitindustrie dove la prossima commessa scadrà a maggio 2009. «Grazie ad un lavoro di squadra tra istituzioni e parti sociali, abbiamo sbloccato molte situazioni delicate», ha spiegato l'assessore Giorgi, «come Lastra, Campari, Cosmo con l'impegno a seguire aziende con criticità».
E sulla questione Finmek- ha aggiunto «siamo fiduciosi per la proroga della cassa integrazione in deroga».
Già pronta invece la bozza per un Accordo Interconfederale Valle Peligna, che chiamerà a confronto imprese, sindacati ed istituzioni per un impegno a reintegrare i lavoratori che non rientreranno nei piani di riconversione delle aziende. «Un paracadute sociale», ha detto l'assessore al lavoro, «che chiederò di allegare al Protocollo d'Intesa».
Ultima battuta sulla Zona Franca Urbana. Domani una delegazione della Provincia dell'Aquila sarà in Regione per un ultimo tentativo di aggancio in merito alla revisione del criterio sul dato disoccupazione, l'unico- per la Pezzopane- ad essere messo in discussione.
«Sarebbe una contraddizione avere un Protocollo d'Intesa che ci riconosce come area più urgente di crisi – ha detto la Nannarone-e poi applicare un criterio, come quello previsto per la Zona Franca Urbana, che si contrappone a questo dato»
«Secondo il calcolo fatto dall'Istat nel 2004-2005, la crescita occupazionale del nostro Sistema Locale del Lavoro», ha detto, a margine dell'incontro, Antonio Carrara, presidente della Comunità Montana Peligna, «sarebbe pari a 1600 unità, il 10% in più rispetto al totale degli occupati. Pur ammettendo che qui l'occupazione nel 2005 è cresciuta più del resto dell'Abruzzo, l'aumento nel 2005 è stato, però, di 660 unità».

Angela Di Giorgio 09/04/2008 10.04