Centralino Trenitalia: treni in ritardo, stangata puntuale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TRENITALIA. L'associazione Codici, Centro per I Diritti del Cittadino ha inviato una diffida a Trenitalia per denunciare gli esosi costi del servizio di call center attraverso il numero 892021 dell'azienda di trasporto e per chiederne la gratuità o l'adeguamento alle tariffe standard dei gestori telefonici.

Numerosi utenti, infatti, si sono rivolti all'associazione (sezione Campania) per denunciare il pagamento di costi esorbitanti per effettuare semplici operazioni come prenotazioni ed acquisti di biglietti, cambio prenotazione e/o rimborso del biglietto per gli acquisti on line.
Il cambio della prenotazione del biglietto dopo la partenza del treno e le informazioni sui disservizi vengono fornite solo attraverso l'892021 in quanto le biglietterie non sono adibite ad effettuare tali operazioni.
Attivato dal 2002 il servizio ha subito un ulteriore aumento nel 2007 che costa all'utente una cifra esagerata: da telefono fisso scatto alla risposta 0.30 Euro, costo al minuto 0.54 Euro.
«Evidentemente il call center ha funzionato bene – spiega Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici Campania – tanto da giustificare un ulteriore aumento della tariffa; e si consideri che spesso la telefonata media può arrivare a durare anche circa 10 minuti prima di poter concludere una qualsiasi operazione».
«Chi usufruisce di tale servizio si trova ad affrontare un vero e proprio salasso in bolletta – prosegue Ambrosio – Non capiamo perché i servizi che offre il numero a pagamento non possano essere garantiti anche dagli operatori in biglietteria o dalle macchinette presenti in stazione».
Maggiori sono i disservizi e più gli utenti hanno bisogno di chiamare l'892021, un vero business per l'azienda di trasporto italiana che gestisce il call center.
«Per fortuna che il call center avverte – continua Ambrosio – che l'addebito parte solo dopo la scelta dell'opzione cioè poco prima che si parli con un operatore. Almeno agli utenti italiani è ancora rimasto il diritto di pensare gratis».
08/04/2008 9.36