Ambiente e salute, il decalogo del Wwf per i prossimi amministratori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ambiente  e salute, il decalogo del Wwf per i prossimi amministratori
PESCARA. Il WWF di Pescara lancia un appello ai candidati a sindaco del Comune di Pescara: la città ha dati ambientali sconfortanti, è necessaria una svolta nelle politiche comunali sull’ambiente. Nel decalogo del WWF si analizza la situazione ambientale di Pescara che per molti aspetti « come energia, acqua, inquinamento atmosferico e rifiuti è già in emergenza».
Per l'associazione la futura amministrazione comunale dovrà: «garantire la raccolta dei rifiuti “porta a porta” in tutta la città entro un anno; ottenere un riefficientamento delle reti idriche che perdono tantissima acqua garantendo la qualità delle acque del Fiume Pescara e affrontando la situazione del depuratore; realizzare piste ciclabili e scelte radicali per quanto riguarda la mobilità urbana; rinaturalizzare alcuni tratti del litorale e applicare il Piano Spiaggia approvato; interrompere il consumo del territorio evitando l'ulteriore cementificazione di una città ormai stracolma di palazzi; delocalizzare il cementificio».

«I candidati a sindaco delle prossime amministrative», ha spiegato Stefano De Ritis, biologo del WWF, «dovranno affrontare grandi sfide che riguardano non solo la tutela dell'ambiente ma la difesa della salute del cittadino e della qualità della vita in una città caotica e grigia. Purtroppo dobbiamo notare che molti candidati stanno inseguendo posizioni retrive su mobilità e urbanistica, senza confrontarsi con le vere sfide ambientali che abbiamo davanti. Per questo lanciamo un appello ai candidati affinché prendano posizione netta sui temi che riguardano la vita di tutti i giorni dei cittadini. Come pensano di garantire il rispetto del protocollo di Kyoto da parte del Comune e l'utilizzo diffuso dell'energia rinnovabile? Come ritengono di affrontare la gravissima situazione della distribuzione e depurazione dell'acqua? Vogliono affrontare con piste ciclabili, mobility manager e aree pedonali la drammatica situazione della mobilità? Vogliono continuare nella giusta politica di aumento degli spazi verdi?»
«Molte delle nostre richieste, in realtà», ha concluso l'esponente del sodalizio, «non sono rivoluzionarie ma riguardano l'applicazione di norme di Legge: questo fa capire la distanza civile tra la nostra città e tante amministrazioni europee e nazionali che sull'ambiente e sulla qualità della vita del cittadino rinnovano continuamente il patto con i loro cittadini».

07/04/2008 15.19

I DIECI PUNTI DEL WWF

1) Acqua

Pescara è tra i capoluoghi di provincia con i maggiori problemi di perdite idriche: quasi metà dell'acqua immessa in rete viene infatti dispersa. Si tratta di un dato gravissimo, tenuto conto che continuamente si presentano richieste per nuove captazioni in montagna per soddisfare la crescente richiesta.
Quello delle perdite non è il solo problema che affligge l'acqua di Pescara, che ha fortemente risentito della crisi idrica che ha colpito tutta la Val Pescara a causa dell'inquinamento dei Pozzi Sant'Angelo. La battaglia per la chiusura dei pozzi è stata dura e la vittoria non è stato certo frutto dell'impegno dell'Amministrazione Comunale che non ha avuto quel ruolo propositivo che avrebbe dovuto avere. Oggi l'Amministrazione Comunale deve recuperare il tempo perduto assumendo un ruolo di impulso sul fronte dell'indagine epidemiologica e su quello dei controlli che dovranno impedire per il futuro che ai pescaresi sia nuovamente distribuita “acqua non adatta al consumo umano”, come attestato dall'Istituto Superiore di sanità.

2) Costa

I limitatissimi tratti di costa libera rimasti a Pescara devono essere salvaguardati e valorizzati. Le novità introdotte in questo senso nel Piano spiaggia comunale vanno difese contro coloro che vedono solo i propri interessi a discapito dei beni comuni. Sarebbe opportuna ripristinare almeno alcuni tratti di vegetazione dunale.
Inquinamento del mare: dalla foce del Pescara a Via Ballila c'è solitamente il divieto di balneazione (secondo i dati ARTA), non sono mai comparsi cartelli di divieto di balneazione, ed il problema, che è un riflesso dell'inquinamento del fiume, non è stato mai affrontato.

3) Energia

Viene da chiedersi qual è il concreto contributo della principale città d'Abruzzo al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. I consumi energetici di Pescara sono altissimi e derivano dall'uso di combustibile fossile.
Non si è presa nessuna iniziativa per introdurre sistemi di costruzione di nuovi edifici o di ristrutturazione di quelli esistenti tesi a migliorare l'efficienza energetica, riducendo i consumi e le dispersioni.
E' necessaria una profonda revisione del Regolamento Edilizio per introdurre e, in alcuni casi, imporre, l'uso di impianti, tecniche e materiali che consentono di risparmiare energia (ma anche acqua) fino al 50-70% rispetto ai dati attuali.

4) Fiume Pescara

Un fiume (inquinato) di parole. È questa l'immagine del Fiume Pescara: da anni si parla di risanamento, ma la situazione peggiora di anno in anno ed il principale corso d'acqua della provincia continua a trasportare il suo carico di scarichi civili e industriali, spesso abusivi, e di numerose sostanze inquinanti, tra cui tetracloruro di carbonio, esacloroetano, cadmio, piombo e mercurio. A parte i famigerati veleni chimici che vengono da Bussi e dalla Val Pescara, c'è un inquinamento pesante di tipo organico dovuto a Coliformi Totali, Coliformi fecali e Salmonella. L'inadeguatezza e l'inefficienza del sistema di depurazione delle acque è lampante: in un anno il depuratore di Pescara è stato sequestrato due volte ed a tutt'oggi risulta essere sotto sequestro perché non è capace di restituire l'acqua trattata nei limiti fissati dalla legge. Il fiume viene inoltre dragato continuamente con uso di ingenti risorse economiche e con lo scarico a mare di fanghi che hanno molto spesso un importante carico di inquinanti.
Inoltre occorre un controllo pressante e costante su tutte le industrie che scaricano sulla Val Pescara e anche sugli impianti di depurazione dei paesi limitrofi. Sarebbe infine importante far dotare Pescara di un impianto di fitodepurazione, sull'esempio di quello di Jesi che gestisce carichi di inquinanti di decine di migliaia di persone .

5) Inquinamento atmosferico

A Pescara si respirano veleni cancerogeni e, a quanto pare, si devono continuare a respirare.
A fine marzo la città ha già esaurito il numero di giornate con superamenti dei parametri fissati dalla legge per l'inquinamento atmosferico per tutto il 2008!
Le auto continuano ad essere le vere padrone della città: le aree chiuse al traffico sono le stesse da anni e le rare eccezioni sono insignificanti rispetto al dato complessivo.
Su Pescara pende, poi, la spada di Damocle del cementificio, ormai ricompresso all'interno della città. Invece di pensare di potenziare questa struttura è ora di avviare la sua concreta delocalizzazione, anche alla luce della possibilità concessa dalla Regione di bruciare rifiuti all'interno dei cementifici.

6) Mobilità

Pescara deve affrontare e risolvere problemi strutturali adottando scelte diverse che non mirino esclusivamente a fluidificare il traffico veicolare privato, ma piuttosto a limitarlo.
Con un Piano Urbano del Traffico certamente non rivoluzionario, Pescara ha passato anni a discutere su questo o quel senso unico, senza adottare nessuna misura realmente coraggiosa per limitare il traffico veicolare privato che determina la drammatica situazione di inquinamento atmosferico.
Non si sono applicate iniziative ormai comuni a moltissime amministrazioni, come la concreta istituzione dei mobilty manager nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni per razionalizzare i trasporti o la differenziazione degli orari di ingresso di scuole e uffici per decongestionare il traffico nelle ore di punta.
Il servizio pubblico è assolutamente inefficiente e sicuramente non incentivato dai progressivi aumenti di prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici.
La stessa vicenda della strada parco è stata mal posta e si è ridotta in una battaglia tra due giusti diritti: da un lato la volontà di avere sistemi di trasporto a più basso impatto ambientale, dall'altro la volontà di avere spazi liberi per la socializzazione. Entrambi i diritti vanno difesi: i mezzi di trasporto a basso impatto ambientale sono necessari e se per questo si volesse utilizzare la strada parco, altri spazi dovrebbero essere chiusi al traffico e adibiti al libero svago.
Nel frattempo aumentano i luoghi destinati a produrre nuovo traffico, primi fra tutti i grandi centri commerciali che, oltre a colpire in modo irreversibile le piccole attività commerciali cittadine, e costituire luoghi ambientalmente insostenibili per consumi di territorio, di energia e risorse naturali, costringono ad un uso delle automobili sempre maggiore.

7) Partecipazione e condivisione

Come vengono prese le decisioni in città? Quanto sono consapevoli i cittadini delle scelte strategiche che condizioneranno le loro vite?
Va avviata una nuova stagione per rendere i processi decisionali partecipati e condivisi. È necessario offrire strumenti per coinvolgere i cittadini in quelle che sono le scelte che la città è chiamata compiere. La conoscenza dei problemi e delle molteplici, possibili soluzioni deve essere il tratto caratterizzante di un'azione di governo che punti a fare di Pescara una comunità e non un insieme di consumatori o utenti.
Il WWF propone anche l'introduzione di un reale “Bilancio Partecipativo”, da inserire nello Statuto Comunale, con un chiaro percorso fatto di assemblee, incontri e obiettivi condivisi. Alcune città hanno stabilito chiaramente quali percentuali degli investimenti comunali devono essere stanziati per interventi decisi insieme ai cittadini (fino all'80% in alcuni casi).

8) Piano Regolatore Generale

La variante al Piano regolatore generale che ha salvato le colline di Pescara dalla cementificazione è stato un tratto qualificante dell'ultima Amministrazione Comunale. Va quindi difesa per garantire un minimo di sostenibilità ad una città che si sarebbe voluta completamente cementificata e che invece deve conservare le sue ormai limitatissime aree libere.
La dimostrazione dell'urgenza di salvaguardare queste aree sono i ripetuti allagamenti che interessano molte aree della città: nessuno pare comprendere che è la cementificazione della città a produrre questi fenomeni.
L'altra grande scommessa da vincere è oggi sull'area di risulta. I problemi connessi al bando non devono vanificare la scelta di fondo: garantire che l'85% dell'area di risulta sia trasformata in una grande area verde attrezzata per la città, dove possano trovare spazi esclusivamente spazi di aggregazione di cui Pescara è carente.

9) Rifiuti

Negli ultimi anni la produzione di rifiuti pro capite a Pescara cresce. Nel 2006 ogni pescarese ha prodotto 550 kg di rifiuti, contro una media regionale di 532 kg/anno/abitante ed una provinciale di 523 kg/anno/abitante.
Sempre nel 2006 la raccolta differenziata è ancora ferma ad un livello ridicolo: 8,82%! Siamo lontanissimi da quel 35% minimo che la legge imponeva di raggiungere nel 2003.
Il progetto riguardante la raccolta porta a porta è in stato sperimentale dal 2006. Questa è l'unica forma che possa assicurare alte percentuali di raccolta e di effettivo riciclo, ma ad oggi non si sono avuti reali risultati, in quanto questa è limitata solo ad alcune zone.
In relazione alla quota di smaltimento rifiuti, il Comune di Pescara si attesta, su 103 comuni italiani, alla 87esima posizione (dati provenienti dal sole 24 Ore del 5 Novembre 2007). Dobbiamo qui tenere presente l'attività svolta dalla società Attiva, interessata alla raccolta differenziata a cui il comune di Pescara versa circa 600mila euro l'anno, che offre servizi limitati ad altissimi costi per il cittadino.
Nel 2008, con intere regioni che da anni hanno percentuali di raccolta differenziata intorno al 40% e singoli comuni che viaggiano intorno all'80%, non c'è più nulla da sperimentare: c'è solo da fare! L'Amministrazione deve in pochi mesi rivoluzionare il sistema di raccolta differenziata, puntare sul “porta a porta”, avviare la raccolta della frazione umida e porsi come l'obiettivo almeno il 50% di raccolta differenziata in 1 anno.

10) Spazi verdi

È sicuramente il settore su cui sono stati fatti i passi avanti più importanti. Molte aree verdi sono state riqualificate e restituite ai cittadini.
La stessa Pineta D'Avalos, dopo anni di abbandono, è molto migliorata, anche se si è privilegiata la funzione di “giardino” dell'area dimenticando il suo grande valore naturalistico che ne ha giustificato l'individuazione come Riserva naturale regionale. Su questo aspetto c'è ancora molto da fare e Pescara deve scommettere su questa sua caratteristica unica nel panorama regionale e forse italiano: è l'unica città di dimensioni medie ad ospitare al proprio interno una vera e propria area protetta regionale. E' fondamentale individuare uno staff che segua esclusivamente questa riserva, con un direttore e personale specializzato, come accade in tutte le aree protette.


07/04/2008 15.19