I cittadini si appellano al Tar contro il nuovo impianto di rifiuti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Circa trecento cittadini delle contrade Casoni e Bivio Brecciarola hanno presentato un ricorso al Tar per bloccare la realizzazione del nuovo impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti autorizzato a ridosso delle loro abitazioni.
«Chiediamo solamente il rispetto delle regole», spiegano i cittadini appartenenti al comitato "Il Bivio" promotore dell'iniziativa. «Le amministrazioni hanno dimenticato le contrade Casoni e Bivio Brecciarola e i 4000 abitanti che ci vivono».
La legge prevede che prima che si scelga un sito per lo smaltimento dei rifiuti venga fatto uno studio per stabilire la compatibilità urbanistica dei luoghi e quindi la presenza di strade adeguate, la vicinanza dei centri abitati.
«Le amministrazioni, invece», continuano gli esponenti del gruppo, «prima hanno trasformato una piccola discarica comunale nella discarica della Provincia di Pescara e dopo averci smaltito circa 910.000 mc di rifiuti hanno deciso di portarne un altro milione di tonnellate in cinque anni nel nuovo impianto di trattamento biologico in fase di costruzione per poi, magari, ampliare la discarica visto che quella esistente è quasi esaurita e l'impianto di trattamento necessita di una discarica di servizio».

Quello che in queste ore provoca più rabbia «è scoprire che le amministrazioni sanno che le strade non sono adatte a sopportare il transito di 27 camion ogni giorno ed anziché pensare a delocalizzare l'impianto, magari nella zona industriale di Chieti Scalo, hanno condannato i residenti a sopportare lo smog ed i rumori di tanto traffico rendendosi, persino, disponibili a spendere denaro pubblico per costruire una nuova strada di accesso all'impianto; magari quello stesso denaro pubblico incassato dal Comune di Chieti come contributo di compensazione ambientale per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica e mai speso, come sarebbe dovuto accadere, negli anni passati per le opere di mitigazione ambientale nelle zone interessate».

Ora bisognerà aspettare il pronunciamento del Tar.
04/04/2008 9.51