Sfoglia Memento, l'ultima frontiera dell'"ingegneria turistica"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GUARDA LA PUBBLICAZIONE. CHIETI. L'Abruzzo è una regione davvero strana. Andiamo alla Bit, stiamo in continuazione a parlare di promozione turistica, del buon nome della regione da esportare, si spendono per questo milioni di euro nostri a vario titolo per fare e farsi pubblicità, l'estate è alle porte e quei turisti stanno per arrivare, l'Abruzzo ancora per qualche anno sarà verde (poi chissà). Nel mentre si scopre una "malefatta" (meglio il senso letterario fatta-male) come Memento e nessuno fiata.  MEMENTO:LA SCOPERTA DI UN'OPERA UNICA




GUARDA LA PUBBLICAZIONE. CHIETI. L'Abruzzo è una regione davvero strana. Andiamo alla Bit, stiamo in continuazione a parlare di promozione turistica, del buon nome della regione da esportare, si spendono per questo milioni di euro nostri a vario titolo per fare e farsi pubblicità, l'estate è alle porte e quei turisti stanno per arrivare, l'Abruzzo ancora per qualche anno sarà verde (poi chissà). Nel mentre si scopre una "malefatta" (meglio il senso letterario fatta-male) come Memento e nessuno fiata.



 MEMENTO:LA SCOPERTA DI UN'OPERA UNICA




Meglio il dignitoso ma scomodo silenzio dell'intera amministrazione Ricci, meglio la distrazione esterofila dell'assessore Paolini... almeno fino al prossimo arrivo delle Iene.
Ormai ci si muove solo in un'ottica "nazionalistica": se le brutte figure sono almeno nazionali vi si pone rimedio (vedi esempio Filovia).
Dunque ad una unanime indignazione dei lettori viene contrapposto il silenzio di chi ha deciso di regalare 40mila euro nostri per un lavoro pessimo per fare "marketing territoriale".
Noi non siamo più in grado di spiegare questo frutto dell'ingegno così ve lo facciamo vedere: evvivaddio c'è il web che ci fa risparmiare carta e per oggi rendiamo un servizio (ovviamente gratuito) alla amministrazione teatina che è ancora convinta che l'opera valga e, dunque, sia utile.
Allora se è utile PrimaDaNoi.it la fa arrivare (sempre gratis) immediatamente all'altro capo del mondo: in Australia, in Germania, in America e ci permettiamo di urlare: «venite a Chieti che le strade sono almeno pulite».
Intanto si è scatenata la caccia all'uomo, anzi alla donna, all'ideatrice del progetto nonchè promotrice e titolare della ditta che ha incassato i 40 mila euro: Anita Righetti. A Chieti sembra non essere molto conosciuta anche se pare che qualche dirigente comunale abbia detto di conoscerla da tempo.
Ma ci si domanda: chi ha valutato il progetto ed in base a quali criteri si è deciso di fornire il generoso contributo per l'opuscolo grande come metà di un foglio A4 con molte pagine bianche per... prendere appunti?
E perchè nonostante il pessimo risultato è stato comunque presentato ostinatamente in conferenza stampa?
Perchè nessuno ha pensato bene di rendere conto dei soldi pubblici spesi?
Qualcuno si è vergognato per questo?
Un lavoro che farebbe arrossire qualunque persona di buon senso, un prodotto "finito" che sembrerebbe figlio della fretta.
Tutto sembrerebbe essere maturato all'inizio dell'anno.
C'era bisogno di andare in stampa, subito, il più presto possibile, bisognava fare in fretta. Perchè?
Eppure pare che alle promesse non siano seguiti i fatti: così c'è ancora qualcuno che non sa quando potrà essere remunerato per un lavoro svolto non sapendo nemmeno a chi mandare la fattura.

MA QUANTO COSTA MEMENTO?

La risposta è facile ma è anche difficile.
A noi di sicuro è costato 40mila euro (80milioni di vecchie lire). E alla promotrice del progetto culturale?
In attesa che qualcuno richieda le fatture (per esempio il Comune e la Regione che per una volta potrebbero anche controllare come vengono spesi i soldi che elargiscono con generosità) il costo delle 7 foto (cessione completa dei diritti) ammonta a 1200 euro, stampa e rilegatura 3mila euro sono più che sufficienti ma esageriamo e arriviamo a 5mila. Non ci sembra il caso di ipotizzare giornalisti-estensori di testo vista la qualità ma ipotizziamo 300 euro (non di più per carità) per il nostro scrivano.
C'è poi la distribuzione (ma siamo sicuri che sia a carico del proponente del progetto?), i francobolli chi li compra? Facciamo 2mila euro di francobolli, pure troppo. Poi c'è la pomposa e barocca conferenza stampa con rinfresco, buffet e orchestrina da camera (anche questa è cultura?) 2 mila euro?
Esagerando, pompando al massimo, le cifre di più non riusciamo proprio ad immaginare.
Esagerando e ipotizzando di voler per forza sperperare i soldi non riusciamo a superare i 10mila euro.
Dunque dove sono finiti gli altri soldi?
Preferiamo non credere affatto a quella voce (che gira, sì, come se gira a Chieti) che vorrebbe fantomatiche promozioni persino oltre le Alpi nella Francia di Le Monde dove sarebbe apparsa la pubblicità di Memento, di Chieti e di quant'altro.
Memento su Le Monde?
Per pubblicizzare "l'opuscolo"? La città? Cosa precisamente?
Saremmo davvero curiosi di vedere queste pubblicità che spiegano l'afflusso di tanti francesi a spasso per il Corso.
Sarebbe davvero troppo da credere.
Chissà se è stata utilizzata la stessa matrice che è comparsa in casa nostra: una bella pubblicità su qualche quotidiano amico, ma a basso costo per carità.
Una mezza pagina, forse qualcosa di più, per qualche riga di testo.
Pubblicità a pagamento per divulgare quale messaggio?
L'invito alla conferenza stampa.
Che strana la cultura a Chieti.


POLLICINO E LE MOLLICHINE SUL WEB

Eppure la Pollicino sas di Anita Righetti che a Chieti non conoscono ha lasciato le sue belle mollichine sparse nel web. Si scopre così la grande passione per il turismo. Quello regionale. Infatti la stessa ditta ha curato in passato una pubblicazione (si spera migliore)
ancora per l'assessorato al turismo
: artigianato artistico e
tradizionale. Qualcuno giura di ricordare quel nome anche sotto alcuni articoli che elogiano le ricette del nonno, magari rivisitandole. La cucina in fondo ultimamente va molto d'accordo con il turismo… Nel 1994 una Anita Righetti riceve una nomina dal presidente della allora giunta regionale nel settore lavoro [url=http://bura.regione.abruzzo.it/storico/contbol.asp?numbur=8&datbur=27/04/1994&tipbur=Supplemento]QUI[/url] (la trasparenza ad intermittenza dei nostri enti non ci permette per ora di andare oltre).
Nel 2004 rispunta nelle liste di un bando pubblico legato alla formazione e al lavoro .
La sede legale di Pollicino Sas risulta in via Genova 36, dove una targa annuncia la "Righetti Anita Maria Edizioni".
Intanto la notizia [url=http://www.pensierineccesso.it/]corre sul Web[/url]

02/04/2008 10.27



SFOGLIA MEMENTO E... BUONA LETTURA