Grippo multato, la polizia: «nessuna vendetta da parte nostra»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una multa per guida senza cinture di sicurezza e con telefonino all'orecchio. La vittima, lo scorso 14 agosto, era stata il comandante dei vigili di Pescara Ernesto Grippo.
A comminarla alcuni agenti della polizia che oggi tornano sulla questione fornendo la loro versione dei fatti. Dopo gli scontri cittadini- vigili urbani per il gran numero di multe comminate negli ultimi tempi, adesso si alza lo scontro tra le forze dell'ordine.
Grippo, si era lamentato del fatto d'essere stato scortato in Questura con i lampeggianti accesi.
Oggi il sindacato ribadisce: «abbiamo usato le modalità e la "cortesia istituzionale" di solito utilizzate per le personalità politiche».
Sulla multa al capo dei vigili, qualcuno aveva anche ipotizzato una possibile "vendetta" da parte della polizia, le cui vetture erano state multate qualche giorno prima sul lungofiume.
Il Siulp Pescara respinge oggi «fermamente» ogni ipotesi di strumentalizzazione delle contestazioni di violazioni alle norme del codice della strada ricevute dai colleghi della Polizia Municipale, «visto il gran numero dei poliziotti pescaresi coinvolti senza che ne sia seguita alcuna ripicca, poiché abbiamo a costante riferimento la certezza del diritto e la supremazia della Legge».
E se la tesi della "ripicca" venisse confermata dall'autorità giudiziaria che sta indagando sui fatti per come esposti dal Comandante Ernesto Grippo, il Siulp non nasconde che si «concretizzerebbero specifiche violazioni disciplinari e penali, sia per chi li ha commessi, ma anche per quei Pubblici Ufficiali che non li hanno tempestivamente all'epoca segnalati».
Sulla questione è intervenuto anche Mattia Giansante, da sempre acerrimo nemico di Grippo, tanto che nei mesi scorsi aveva indetto una petizione per farlo rimuovere dal suo incarico. Oggi Giansante, candidato al consiglio comunale con la lista dell'Udc, accusa il comandante di «voler far credere di essere vittima di una vendetta dell'agente della Polizia di Stato. Grippo», continua, «invece di prendere atto che la città non lo ama e lo considera quasi alla stregua di un nemico, non si dimette da un incarico che sembrerebbe non aver saputo assolvere».

28/03/2008 9.51