Accusati di spiare i conti di Prodi, il gip li scagiona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Erano finiti in sei sotto processo perché accusati di aver spiato i conti correnti dell'ex presidente del consiglio Romano Prodi. Ieri il giudice per le indagini preliminari dell'Aquila li ha scagionati tutti «perché il fatto non sussiste»

Bel sospiro di sollievo per Paolo Perilli, Giuseppina Ciocca, Luigi Scarsella, Anna Bulsei, Walter Pasqua e Michelina Tomei, tutti dell'Aquila e tutti impiegati presso l'agenzia delle entrate
dell'Aquila.
I dipendenti erano stati accusati di aver ficcato il naso indebitamente nei conti correnti di Romano Prodi.
Ma ieri per loro è caduta ogni accusa. Il capo di imputazione per loro era "accesso abusivo al sistema informatico". Secondo gli inquirenti, infatti, i dipendenti della Agenzie delle Entrate avevano fatto qualcosa che non potevano fare.
Ma la questione si è risolta quando gli imputati sono riusciti a dimostrare che tutti e sei avevano avuto libero accesso al sistema informatico grazie a password e codice fiscale fornito regolarmente.
Una volta entrati nel sistema, inoltre, hanno controllato solo le dichiarazioni dei redditi e non i conti correnti.
L'inchiesta era partita dalla Procura di Milano, e aveva portato nel tempo i militari della Guardia di Finanza a compiere una serie di perquisizioni in alcune sedi dell'agenzia delle entrate, tra cui quella dell'Aquila.

28/03/2008 9.31