Trasferte d'affari, arrestati 3 rapinatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Avevano rapinato una farmacia nel giorno degli innamorati. Ieri i carabinieri di Barletta li hanno arrestati dopo una nuova rapina, questa volta a Parma, ai danni della banca Cariparma. Il bottino 10.000,00 euro è stato recuperato. TRUFFA DELLA FALSA BENEFICENZA A TERAMO: DUE PESCARESI DENUNCIATI
Erano entrati in due nella farmacia Perbellini, sulla Nazionale Adriatica Nord, intorno alle 18.40 del 14 febbraio, ma questa mattina a Parma le manette sono scattate per tre giovanissimi.
Latitanza finita per Savino Spera, 19enne, Corrado Cardone, di vent'anni, e R.P di 17 tutti con precedenti di polizia.
I tre, a più di un mese di distanza dalla rapina, probabilmente credevano che l'avrebbero fatta franca e hanno continuato a mettere a segno nuovi colpi. Ma quella di ieri è stata fatale.
I giovani sono stati riconosciuti dai carabinieri grazie alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla rapina.
A Pescara, all'interno della farmacia erano entrati solo Spera e Cardone, col volto coperto e armati di taglierino, ed erano riusciti a portare via 1.800 euro.
Attraverso la targa della Lancia Y di Cardone usata per la fuga, presa da un pedone, i militari hanno intercettato il mezzo a Barletta dopo poche ore, trovandovi a bordo anche il minorenne.
Ad incastrarli ci sono anche i giubbotti che indossavano, riconosciuti dai testimoni. A quanto pare i tre erano accompagnati da una quarta persona, non ancora identificata.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili anche di un'altra rapina, consumata alla Cassa di risparmio di Parma, e per la quale hanno ricevuto ieri un altro ordine di custodia cautelare.
I maggiorenni sono rinchiusi nel carcere di Trani, il minorenne si trova a Bari. Secondo i militari dell'Arma, coordinati da Pasquale Del Gaudio, i rapinatori pendolari si spostavano lungo la costa per mettere a segno i colpi e rientrare in giornata a casa, muovendosi sulle strade a scorrimento veloce.

26/03/2008 14.02

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TRUFFA DELLA FALSA BENEFICENZA A TERAMO: DUE PESCARESI DENUNCIATI

TERAMO. Una truffa in piena regola ai danni di un'anziana teramana. La possibilità di un guadagno e la beffa dietro l'angolo.
Dopo mesi di indagine, però, i carabinieri di Teramo sono risaliti ai responsabili e hanno denunciato due uomini pescaresi, di 50 e 30 anni che dovranno rispondere di truffa.
L'anziana, il 20 gennaio del 2006 è stata fermata nei pressi della sua abitazione da un uomo che, con accento straniero, le ha raccontato di essere un cittadino svizzero e che suo padre aveva combattuto durante la seconda guerra mondiale a Teramo.
Il padre, sempre secondo il racconto dell'uomo, era stato poi colpito da una bomba che gli aveva procurato numerose lesioni curate da un medico del luogo.
Poi, in fin di vita, aveva espresso il desiderio di ritrovare proprio quel medico e gli aveva affidato 120 mila euro da dare in beneficenza.
La donna ha ascoltato un po' titubante la storia e sempre in quegli attimi si è avvicinato un altro uomo, più anziano, e ha detto di essere un medico pediatra con lo studio medico a Teramo.
Lo svizzero ha spiegato all'anziana che per formalizzare la donazione bisognava stipulare un atto presso uno studio notarile ed era necessaria la somma di 9600 euro.
Questa cifra, per poche ore, l'avrebbe dovuta anticipare la donna e le sarebbe stata restituita subito dopo la stipula dell'atto.
L'anziana è però caduta nel tranello: è salita sull'auto dello sconosciuto insieme al complice, il sedicente pediatra, ed è stata accompagnata presso la filiale di Teramo del Monte dei Paschi di Siena, la sua banca.
E' stata allora prelevata la somma richiesta dal suo libretto di deposito ed è risalita in auto diretta verso il notaio.
Durante il tragitto però il medico ha ricordato all'anziana che serviva anche una marca da bolla e così dopo averle data una moneta da 2 euro i due l'hanno fatta scendere vicino alla stazione ferroviaria affinchè andasse dal tabaccaio.
Acquistata la marca da bollo però ha scoperto che i due si erano dileguati. Non le è rimasto altro da fare che denunciare i due ai carabinieri che dopo molti mesi sono riusciti a risalire ai due responsabili. Per loro, comunque, solo una denuncia.

26/03/2008 14.40