Cessione simulata di capannone: accertata evasione fiscale da 2mln

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Un’approfondita analisi sugli atti di compravendita immobiliare, registrati nel 2004, ha portato alla scoperta di una plusvalenza patrimoniale non dichiarata di 2 milioni e 92 mila euro, da parte di una società di persone, posta in liquidazione nel 2005.
Con l'avviso di accertamento, emesso e notificato dall'ufficio dell'Agenzia delle Entrate di l'Aquila, sono state accertate maggiori imposte, Irap, Iva e Irpef a carico dei tre soci, per oltre 1 milione e 300 mila euro.
L'indagine ha preso spunto da un'insolita operazione che ha destato i sospetti nei funzionari dell'ufficio del capoluogo abruzzese. Si è trattato, in particolare, di una doppia vendita di un capannone industriale, che è passato di proprietà dalla società di persone a una società di capitale, con sede legale in Roma, per poco più 900 mila euro e ancora dopo a una nota società romana di leasing per 3 milioni di euro, con una inspiegabile lievitazione del prezzo del 300%.
La duplice operazione di acquisto e vendita del capannone industriale, già di per sé anomala e di dubbia giustificazione, si è rivelata ancora più eclatante, in quanto è risultata essere stata effettuata nella stessa giornata e avanti allo stesso ufficiale rogante.
Le ulteriori indagini indirizzate verso la società di capitale, irreperibile, insieme al legale rappresentante all'indirizzo di Roma, hanno suffragato i sospetti dell'ufficio circa l'ipotesi che si sia trattata in realtà di una cessione immobiliare simulata, realizzata attraverso una interposizione fittizia.
L'attività di controllo è stata conclusa con la notifica dell'avviso di accertamento alla società di persone, ancora in stato di liquidazione, per omessa tassazione della plusvalenza patrimoniale di oltre 2 milioni di euro.

25/03/2008 15.33