L’inchiesta sugli stabilimento. Fiba:«gravi disagi per le imprese»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’inchiesta sugli stabilimento. Fiba:«gravi disagi per le imprese»
PESCARA. «Non riusciamo a comprendere cosa stia accadendo a Pescara con i continui sequestri di concessioni demaniali marittime». Lo afferma la direzione provinciale di Fiba-Confesercenti di Pescara. Il clima è tutt’altro che tranquillo perché ormai da oltre un anno l’inchiesta sul presunti abusi edilizi prosegue… come un caterpillar.
L'ultimo sequestro è stato quello dello stabilimento Apollo, sequestro firmato dal pm Aldo Aceto per irregolarità che interesserebbero le nuove coperture e le superfici in legno che allargano lo stabilimento. Tutto si è fermato così come negli altri stabilimenti sequestrati molti mesi fa dove le attività non possono riprendere e per alcuni quella che arriva sarà la seconda estate da saltare…
Sotto accusa vi sarebbe una serie di norme urbanistiche violate oltre ad una interpretazione estensiva della concessione balneare ed il suo sdoppiamento che ha portato al raddoppio delle licenze edilizie.
L'inchiesta non si ferma è l'obiettivo è quello di controllare uno per uno tutti gli esercizi.
E proprio con l'approssimarsi della primavera aumenta il pullulare di piccoli e grandi lavori di manutenzione degli esercenti. Molte concessioni appaiono rinnovate e mutate rispetto al passato.
«La maggior parte delle imprese balneari agisce in piena coscienza» dice Fiba-Confesercenti, «e nel pieno rispetto delle norme. Ma se c'è una differenza di interpretazione delle norme, è necessario e urgente che la politica ponga un rimedio e metta le imprese nella condizione di operare serenamente. La serenità da alcuni mesi è venuta infatti del tutto a mancare nel vissuto quotidiano di decine di imprenditori della città di Pescara. Ma ci chiediamo anche» dice Fiba-Confesercenti «se questa differente interpretazione delle norme valga solo per le piccole imprese balneari che realizzano piccole opere peraltro autorizzate o se valgono anche per le grandi opere e per le altre costruzioni, a partire dai metri cubi di cemento piovuti in ogni angolo di Pescara. Dispiace tuttavia che ci siano sedicenti associazioni ambientaliste pronte a filmare presunti abusi sul mare, ma distratte quando si tratta di andare oltre la mera presa di posizione ideologica e accorgersi che al di là del mare, Pescara è una città cementificata in ogni spazio».
«Rinnegare il Piano Spiaggia, come ha fatto Gianni Teodoro, in piena campagna elettorale, dopo essere stato per cinque anni il numero 2 dell'amministrazione che l'ha partorito» dice inoltre Fiba-Confesercenti «è un'offesa all'intelligenza degli imprenditori».
Fiba-Confesercenti chiude anche le polemiche con il Ciba, il consorzio di imprenditori nato alla vigilia del voto.
«E' inutile cercare di mettere in discussione l'indipendenza di altre associazioni» dice il coordinatore di Fiba-Confesercenti Ciro Gorilla, «qui l'unico che ha scelto di candidarsi è Stefano Cardelli, che proprio alla vigilia del voto ha dato vita ad un consorzio dal sapore strumentale ed elettorale che fa male all'indipendenza ed all'autonomia della categoria: Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa associazione di categoria, proprio per tutelare questo bene prezioso non va con il cappello in mano a chiedere favori alla politica».

19/03/2008 16.47