A Pescara la protesta dei dipendenti di Villa Pini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. I lavoratori della clinica privata Villa Pini di Chieti hanno manifestato questa mattina davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità. L'OCULISTICA DI ORTONA ALL'AVANGUARDIA NELLA CHIRURGIA DELLE VIE LACRIMALI
Dopo la chiusura di alcuni reparti della clinica privata a seguito della contestazione formale dell'accreditamento da parte della Regione, adesso i lavoratori hanno paura di perdere il posto.
La manifestazione di questa mattina è stato proprio un appello alla Regione Abruzzo, al Comune e alla Provincia di Chieti affinchè i livelli occupazionali della clinica privata vengano salvaguardati.
Mentre i lavoratori si trovavano in piazza Alessandrini, a pochi metri dalla sede pescarese dell'assessorato di via Conte di Ruvo, intanto l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca stava incontrando i rappresentanti di categoria dei sindacati confederali.
I lavoratori hanno chiesto alla Regione di accogliere il piano aziendale predisposto da Villa Pini, che consentirebbe a 2.200 dipendenti del gruppo di evitare lo spettro dei licenziamenti.
Fino ad oggi i lavoratori hanno notato «una scarsa presenza politica al loro fianco» e proprio
per questo ritengono che sia arrivato il momento di adottare atti politici concreti ed operativi che portino a soluzioni positive.
I reparti di medicina e chirurgia generale sono stati chiusi dall'imprenditore Vincenzo Angelini lo scorso 22 marzo. E sempre un mese fa il titolare di Villa Pini aveva parlato di possibili licenziamenti per 400 dipendenti sui 2.000 totali. Eventualità poi ritrattata dallo stesso Angelini.
Ma oggi i lavoratori hanno paura e si affidano alla Regione Abruzzo, prima che sia troppo tardi.
E altri problemi per lo stesso imprenditore potrebbero esserci sul fronte Sanatrix: nei giorni scorsi è partito, infatti, un esposto alla Procura per denunciare «mancanza di requisiti minimi autorizzativi» e chiederne la conseguente chiusura.
La denuncia è stata presentata da Enrico Vittorini, titolare della casa di cura Villa Letizia di Preturo.

19/03/2008 14.41

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14389 ]VITTORINI VS ANGELINI[/url]

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L'OCULISTICA DI ORTONA ALL'AVANGUARDIA NELLA CHIRURGIA DELLE VIE LACRIMALI

ORTONA. L'unità operativa dell'Ospedale Bernabeo scelta come primo centro in Italia per l'utilizzo di un innovativo Laser.
Nell'ambito dei centri di eccellenza che l'Azienda sanitaria locale di Chieti può offrire nella cura delle patologie della vista, un importante riconoscimento è stato assegnato all'unità operativa di Oculistica dell'Ospedale Bernabeo di Ortona per quanto riguarda la chirurgia delle vie lacrimali: il reparto è stato, infatti, individuato come primo Centro nazionale per la chirurgia delle dacriocistorinostomie con tecnica laser-endoscopica dalla ditta americana ITI che distribuisce il Laser Multidiodo S15 OFT. La dacriocistorinostomia è una procedura adottata per rimuovere le dacriocistiti, sacche di liquido dovute all'occlusione del canale lacrimale a causa di infezioni oculari o nasali.
Il Laser – attualmente l'unico riconosciuto con marchio CE (che attesta la rispondenza alle direttive comunitarie) e approvato dalla FDA americana, ente federale che vaglia i nuovi rimedi di cura – è stato installato nella sala operatoria di Oculistica.
Per un mese è stato utilizzato per questa particolare chirurgia che tratta casi complessi di lacrimazione. Chirurghi di diverse regioni italiane sono venuti a Ortona ad acquisire i rudimenti di questa tecnica.
«Dobbiamo ringraziare la ditta che ha scelto il nostro Centro per la presentazione nazionale di questo Laser che faciliterà enormemente l'intervento di dacriocistorinostomie – ha commentato il direttore dell'unità operativa di Oculistica, Sandro Salvi –. Un ringraziamento va anche alla Direzione generale della Asl di Chieti che ha permesso l'acquisto del monouso necessario al funzionamento dell'apparecchio: Il fatto che sia stato scelto il reparto di Ortona come primo centro di riferimento in Italia è il riconoscimento al lavoro svolto dalla nostra équipe nel campo delle vie lacrimali. Siamo in grado di applicare tutte le tecniche a disposizione di noi chirurghi per risolvere il fastidioso problema della lacrimazione, che sta diventando sempre più un problema sociale, non legato soltanto agli anziani».

19/03/2008 14.59