Inchiesta Fira. Perquisizioni a casa e nell'ufficio di Vito Domenici

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una perquisizione approfondita a casa e negli uffici dell'ex assessore alla Sanità e alle attività produttive Vito Domenici. E' questa la notizia che dà la certezza di come le indagini sui fondi Docup erogati dalla Finanziaria regionale e finiti dentro la famosa inchiesta "Bomba" del 2006, non è ancora terminata, anzi non si è mai fermata.
I militari della Guardia di Finanza sono stati per ore a rovistare tra i documenti di Domenici alla ricerca di qualcosa di molto preciso anche se al momento è impossibile sapere cosa.
La notizia risale ad alcuni giorni fa ma la conferma da fonti della Procura si è avuta solo questa mattina.
Di certo si sa che l'indagine, coordinata dal pm Filippo Guerra, è proprio quella della Fira, quella che si è inabissata per oltre due anni e di cui non si è saputo più nulla. In questa indagine i principali indagati sono l'ex presidente della finanziera regionale, Giancarlo Masciarelli, e l'imprenditore di Altino Marco Picciotti.
L'accusa per loro è quella di aver girato e ricevuto una serie di fondi europei finiti a società sospette –e a loro riconducibili- o a società i cui progetti non sarebbero stati realizzati.
Si tratterebbe di un fiume di denaro di oltre 230 milioni di euro.
La figura dell'ex assessore Domenici (oggi gruppo misto aderente al Pdl, allora di Forza Italia), al momento non sarebbe chiara rispetto all'indagine e non vi sono conferme circa una sua iscrizione nel registro degli indagati.
L'ex assessore regionale del governo di centrodestra di Giovanni Pace è sempre stato al margine delle grandi inchieste che hanno coinvolto lo stesso Masciarelli come la cartolarizzazione dei debiti della sanità o quella della fine dell'ex Delverde.
Quello che è stato provato e che fu lo stesso Domenici a proporre in maniera vigorosa il presidente della Fira.
Domenici entrerà anche -ma non come indagato- nell'inchiesta vastese sull'ex pastificio di Fara San Martino.
In qualità di assessore alle attività produttive accompagnò nel 2004 Masciarelli e i vecchi soci, insieme a Marco Picciotti, in un incontro a Roma, al Ministero, con il sottosegretario alle attività produttive dell'allora governo Berlusconi, Valducci (Fi).
E come successo per gli oltre due anni trascorsi dall'annuncio deflagrante degli arresti di buona parte della Fira, gli inquirenti mantengono un profilo basso e così dalla procura non trapelano particolari sull'andamento complessivo delle indagini per cui probabilmente sarà chiesto anche un supplemento.
Quello che si intuisce è l'enorme complessità di una inchiesta che ha messo a dura prova la stessa procura, per le intricate manovre finanziarie e l'intreccio di società spesso di comodo.

PROFILO BASSO, NOMI ECCELLENTI

Secondo alcune fonti, le indagini avrebbero assunto un profilo basso per evitare di destare troppe attenzioni, strategia che di solito viene attuata in alcune occasioni per la delicatezza dei risultati raccolti.
E' certo, inoltre, che la Guardia di Finanza di Pescara in questi due lunghi anni ha eseguito numerose perquisizioni ai danni di molte società anche al di fuori della nostra regione.
E sembra che possa essere stato trovato e provato il cosiddetto secondo livello, quello che va a toccare direttamente la politica.
Si parlerebbe addirittura di nomi illustri della politica nazionale finita nella rete degli inquirenti intenti a ricostruire l'enorme fiume di denaro di fondi pubblici finiti a centinaia di società che secondo la procura hanno ricevuto aiuti o falsificato le carte.
Nomi per ora non trapelano ma molti indizi fanno pensare a personaggi in qualche modo legati a Forza Italia.
Il primo indizio è il difensore del principale indagato, Masciarelli, che subito dopo aver scoperto parte delle carte dell'indagine è stato Carlo Taormina, ex senatore di Fi, avvocato noto e molto vicino a Forza Italia. Taormina è subentrato al primo difensore (Milia) quando gli arresti e dunque parte delle contestazioni erano già note.
Il secondo indizio (mai smentito) è il presunto recente incontro di Masciarelli con lo stesso ex premier avvenuto lo scorso settembre.
Perché tanto interesse se la vicenda Fira è solo una «piccola vicenda abruzzese»?
Tra le carte raccolte in procura ci sarebbe una verità che –secondo alcune fonti- sarebbe addirittura peggiore di quanto già emerso finora.

I fondi pubblici Docup vengono assegnati dalla Regione dopo aver bandito gare pubbliche. I finanziamenti sono assegnati a società che abbiano determinati requisiti e che presentino progetti con specifiche caratteristiche.
Molte di queste società potrebbero aver presentato -come in parte stato già accertato- perizie e fatture false come pezze d'appoggio per gli stessi finanziamenti.
In pratica molte società avrebbero incassato finanziamenti pubblici senza però poi realizzare il progetto a cui erano tenuti.
Una realtà che sarebbe stata scoperta solo in fase di indagine penale e non invece in quella di controllo amministrativo a cui era tenuta invece la Regione.

17/03/2008 14.03


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