Confindustria vs Regione: «per fermare il Centro oli avete bloccato tutto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2657

L'AQUILA. Per poter bloccare la costruzione del Centro Oli e rimandare il discorso all’anno prossimo si è bloccato qualsiasi tipo di investimento. E’ scettico Calogero Riccardo Marrollo, presidente Confindustria Abruzzo sulla legge approvata all’unanimità nel consiglio regionale dello scorso 4 marzo e denuncia: «non si pensa mai al vero sviluppo della Regione».


L'AQUILA. Per poter bloccare la costruzione del Centro Oli e rimandare il discorso all'anno prossimo si è bloccato qualsiasi tipo di investimento. E' scettico Calogero Riccardo Marrollo, presidente Confindustria Abruzzo sulla legge approvata all'unanimità nel consiglio regionale dello scorso 4 marzo e denuncia: «non si pensa mai al vero sviluppo della Regione».

Che ci fosse il rischio di bloccare qualsiasi nuova iniziativa (positiva e negativa) già c'era stato il sentore. Ma adesso le perplessità vengono messe una dietro l'altra in una lettera aperta firmata dal presidente di Confindustria Abruzzo Marrollo.
«Di fatto», scrive il Cavaliere, «si impone a tutta la regione, e non solo ai comuni della costa teatina, un fermo per tutti i nuovi investimenti produttivi e non solo di quelli tipicamente industriali ma anche di natura agricola e commerciale».
Marrollo parla quindi una legge «paradossale», che impone parametri rigidi «anche nelle aree a diversa destinazione urbanistica ma limitrofe a quelle agricole. Per queste», ricorda il presidente, «sono vietate tutte le attività economiche, ancorché già autorizzate ma non realizzate».
E questo vuol dire quindi anche buttare nel calderone «tutte le attività produttive, e non solo tipicamente industriali, comprese l'allevamento di animali, le stalle per il bestiame, scuderie e maneggi, depositi di formaggi, distillerie» che «vengono paralizzate, nonostante la legge dice di voler tutelare».
E le critiche non sono riservate solo «ai soliti comitati del no a prescindere» ma anche alla classe politica regionale «che finora non ha sicuramente brillato per intraprendenza legislativa a sostegno dello sviluppo regionale e ha deciso, in modo bipartisan e senza alcuna fase concertativa con le parti sociali, che questa regione potrà fare a meno di nuovi investimenti produttivi».
«Non è la prima volta», continua Marrollo, «(vedi varie leggi omnibus) che il Consiglio regionale dà prova di anteporre interessi di parte e parziali a quelli dello sviluppo complessivo della Regione, disinteressandosi sempre della tanto decantata concertazione e dimostrando anche scarsa conoscenza tecnica dei problemi di carattere economico».
13/03/2008 13.22

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14215]LA DECISIONE DELLA REGIONE[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14215&page=1]IL TESTO DI LEGGE APPROVATO[/url]