Salute: con un ambiente più sano 1,8 mln di morti in meno in Europa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Salute: con un ambiente più sano 1,8 mln di morti in meno in Europa
SALUTE. Un ambiente più sano potrebbe salvare la vita a circa un milione e 800 mila europei ogni anno. E a guadagnare futuro sarebbero soprattutto i bambini, due volte più esposti degli adulti ai rischi sanitari di un pianeta malato.
Questo è quanto emerso alla presentazione della Quinta Conferenza ministeriale su ambiente e salute che si terrà in Italia nel 2009.
Acqua non potabile, misure igieniche inadeguate, incidenti (da quelli domestici a quelli stradali), inattività fisica, inquinamento dell'aria 'outdoor' e 'indoor', sostanze chimiche: questi i fattori di rischio ambientale che, se ridotti - assicurano gli specialisti - possono far guadagnare a bambini e adolescenti fino a 6 milioni di anni di vita, non persi per morte prematura o varie patologie.
«L'Europa è all'avanguardia di un processo che punta a ridurre il più velocemente possibile i pericoli più significativi per la salute legati all'ambiente – ha spiega Marc Danzon, direttore regionale Oms Europa - In quasi 20 anni molte vite sono già state salvate in Paesi che hanno adottato e implementato misure forti. Ma le marcate differenze che persistono nella regione indicano la necessità di un'azione mirata».
Invitando a un'alleanza sempre più stretta tra mondo politico e scienziati. La necessità di agire sull'ambiente per un futuro migliore e più sano riguarda anche l'Italia.
Uno studio Oms condotto nel 2006 su 13 città della Penisola ha stimato infatti oltre 8 mila morti l'anno (di cui il 20% nella sola Milano) attribuibili agli effetti a lungo termine di particolato fine e ozono.
E nel 2007, il primo rapporto su cambiamento climatico e salute in Italia ha calcolato un aumento medio di mortalità pari al 3% per ogni grado di temperatura in più. Prevedendo più morti e malattie per ondate di calore e inondazioni, nuove patologie veicolate da acqua e cibo e stagioni di impollinazione allungate.
Lucio Luzzatto, direttore scientifico dell'Istituto toscano tumori, ha ricordato che «l'incidenza dei tumori è in crescita, anche per l'aumento dell'età media della popolazione che in Lombardia e in Liguria raggiunge forse i valori record per l'Italia», ha sottolineato.
« Il cancro è legato sia alla genetica sia all'ambiente – ha spiegato ancora l'esperto - e il nostro primo obiettivo è capire quanto 'pesa' ogni fattore di rischio ambientale (fumo e dieta ipercalorica in primis), e in che misura ciascun fattore è modificabile».
Ma se nell'Europa occidentale le conseguenze da inquinamento ambientale che preoccupano di più sono tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie, esistono ancora aree del Vecchio Continente alle prese con problemi di accesso a diritti base tra cui l'acqua pulita.
Nell'Europa centrale ed orientale, infatti, l'acqua è sicura solo nel 30-40% delle abitazioni. Ed è noto che fornire acqua buona e igiene può abbattere del 26% gli effetti delle malattie diarroiche.
Non solo. Ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici potrebbe salvare un milione di anni di vita ogni anno in Ue.
E dalle 70 mila morti in eccesso dovute all'ondata di calore dell'estate 2003 è arrivata una dura lezione, perché in futuro questo genere di emergenza si potrebbe evitare se i sistemi sanitari fossero ben preparati a prevenire e rispondere a tali sos. Ancora. Se tutti i Paesi della Regione Europea avessero lo stesso tasso di mortalità dovuta a incidenti del Paese che registra il tasso più basso, circa 500 mila vite l'anno si potrebbero salvare.


12/03/2008 10.00