Chiesti sei anni all’ex direttore del carcere di Lanciano. Assolto Colanardi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Chiesti due anni di reclusione per il figlio Antonio. La sentenza potrebbe arrivare già lunedì prossimo.Nel novembre del 2004 l'allora direttore del carcere di Lanciano Bruno Medugno, 58 anni, originario di Carpiglia Irpinia, venne arrestato nell'ambito dell'operazione "Game Over".
Manette ai polsi mentre si trovava al supermercato con la moglie.
Per lui accuse pesantissime riconducibili ai quattordici anni in cui era stato alla guida della struttura carceraria abruzzese.
Aveva fatto installare nel carcere anche videopoker allo spaccio della polizia penitenziaria e secondo l'accusa teneva per sì parte dei proventi.
Dalle casse venne fuori anche un ammanco di 6 mila euro.
E poi appalti truccati e lavori mai fatti all'interno del
penitenziario: lavori non fatti o gonfiati, forniture fittizie di materiale, che le stesse ditte non avevano, fatture superiori all'effettivo o addirittura false.
A suo carico si ipotizzavano abuso d'ufficio, truffa aggravata, falsita' ideologica, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, peculato, violenza privata, agevolazione del gioco d'azzardo.
L'indagine partì nel maggio 2003, quando venne ritrovato all'interno del carcere un telefonino nella cella di un camorrista campano, nascosto negli zoccoli da doccia.
Immediato trasferimento del detenuto ad alta sorveglianza, a Palermo-Quagliarelli, e impennata dell' indagine su più fronti.
Ieri mattina, nel corso del processo il pm Rosaria Vecchi ha avanzato una richiesta di condanna a 6 anni di reclusione per Medugno, nel corso dell'udienza che vede imputati oltre al funzionario, anche il figlio Antonio e gli imprenditori Dionino Zuccarini e Antonio Colanardi.
L'ex direttore deve anche rispondere di favoreggiamento del gioco d'azzardo per aver permesso l'installazione di videopoker nel penitenziario, mentre il figlio e'
accusato di aver utilizzato le linee telefoniche del carcere per chiamare numeri di cartomanzia con codice 899.
Per Antonio Medugno, Vecchi ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione, per Zuccarini a 8 mesi e per Colanardi a 4 anni e mezzo.
La sentenza potrebbe essere pronunciata lunedi' prossimo.

11/03/2008 9.32

**AGGIORNAMENTO**

ASSOLUZIONE PER COLANARDI IN APPELLO PER «NON AVER COMMESSO IL FATTO»

Il 17 marzo 2008 il tribunale di Lanciano ha poi condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici all'ex direttore del carcere di Villa Stanazzo, Bruno Medugno, 59 anni. Sono stati condannati anche il figlio di Medugno, Antonio, e l'imprenditore Antonio Colanardi.
Dopo un lungo iter giudiziario di recente l'imprenditore Colanardi è ricorso in Appello che lo ha assolto per non aver commesso il fatto e dunque sancendo il non luogo a procedere.
Dunque la Corte d'Appello dell'Aquila ha riformato in toto quanto sentenziato dal tribunale di primo grado ed ha consentito l'uscita completa dal giudizio di Colanardi assolto dai fatti contestati.

10/04/2010 15.00