Wwf:«un ecomostro incombe sull’oasi di Penne»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Wwf:«un ecomostro incombe sull’oasi di Penne»
L'AFFARE MARE-MONTI. PENNE. Un megaviadotto che rischia di deturpare l’Oasi del Lago di Penne, conosciuta per la sua riserva e le specie protette. Il sequestro del cantiere della strada Mare-Monti per il Wwf è «una prima vittoria per evitare uno sfregio al paesaggio dell’oasi e al bellissimo centro storico di Penne». Ma la battaglia è ancora lunga.
Cemento, cemento e ancora cemento nella famosissima Oasi del WWF del Lago di Penne (Pe), conosciuta come l'oasi della Lontra.
Un «viadotto-mostro» alto 60 metri e lungo 800 è quello che l'Anas e la Provincia di Pescara avevano (e hanno tuttora) intenzione di costruire nella Riserva Naturale Regionale del Lago di Penne al fine di realizzare la cosiddetta strada Mare-Monti.
Il Wwf, durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara, ha divulgato il progetto dell'Anas e della Provincia di Pescara, mostrando le ricostruzioni ufficiali del «terrificante ecomostro» che si sta realizzando a Penne e il cui cantiere è stato sequestrato martedì scorso dal Corpo Forestale dello Stato di Pescara, diretto da Guido Conti, a seguito degli esposti e delle segnalazioni del Direttore della Riserva e del Wwf.
Purtroppo, le stesse fotografie del cantiere dimostrano che alcuni danni,
riparabili, sono stati già arrecati al patrimonio ambientale di questa oasi caratterizzata da un bellissimo paesaggio agrario.

«La commissione impatto ambientale guardando queste ricostruzioni avrebbe dovuto bloccare il progetto. Neanche nelle periferie più squallide delle grandi città potrebbero più accettare un megaviadotto ecomostro di queste dimensioni e dalle fattezze tipiche delle autostrade anni ‘60 – ha dichiarato Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo.
Invece lo hanno approvato.
«Si tratta di un progetto letteralmente raccapricciante che mette in pericolo non solo l'Oasi della Lontra, famosa in tutto il mondo, ma anche il prezioso centro storico di Penne. Dal Lago, invece di godere della vista del convento di Colleromano e del centro storico», ha spiegato Caserta, «si avrebbe la vista di tanti piloni, una vera barriera grigia di cemento armato tra il centro e l'area protetta. E' gravissimo e macroscopico l'errore che ha portato a progettare - e la Regione ad autorizzare - un tracciato senza accorgersi che ricadeva nella Riserva creata dalla Regione stessa con tanto di vincoli imposti dal Consiglio Regionale. Ci si chiede come si possa solo aver pensato a una soluzione del genere che, dentro o fuori ad una riserva, sarebbe comunque un vero e proprio sfregio al paesaggio».
Questa è, però, solo la prima vittoria.
«La Riserva del Lago di Penne ha appena festeggiato i venti anni di vita e costituisce uno degli esempi più riusciti al mondo di gestione e salvaguardia della Natura e di promozione di attività economiche compatibili» dichiara Augusto De Sanctis, Coordinatore delle Oasi WWF abruzzesi.
«Decine di posti di lavoro sono garantiti dalle iniziative in corso nella riserva, alcune delle quali all'avanguardia, come l'uso dell'idrogeno per alimentare le strutture della Riserva. Progetti avviati», spiega De Sanctis, «grazie ad un uso responsabile dei fondi pubblici ottenuti in questi decenni che, peraltro, ed è triste doverlo notare, assommano al costo del solo viadotto previsto nel progetto. Quello dell'Oasi del WWF del Lago di Penne è un modello di economia durevole e sostenibile riconosciuto unanimemente e che ha dato i suoi frutti, con decine di migliaia di visitatori all'anno. A parte le questioni legali connesse alle autorizzazioni ottenute dall'opera, ciò che ci lascia basiti è l'aspetto culturale della vicenda».



IL PROGETTO IN SINTESI

Nome dell'opera: Mare-Monti
Lunghezza del tratto appaltato: 3 km
Costo: 18 milioni di euro (6 milioni a km)
Lunghezza del tratto nella Riserva: 1,4 km
Lunghezza del viadotto “Penne”: 800 metri, tutto all'interno della Riserva
Altezza del viadotto “Penne”: 60 metri
Ditta affidataria dei lavori: TOTO spa


L'OASI WWF DEL LAGO DI PENNE




L'ambiente

E' un insieme di vari ambienti: prevalenza di microclima lacustre con zone umide e stagni caratterizzati da vegetazione ripariale. Dal bosco igrofilo si passa al bosco mesofilo e termofilo risalendo sulle colline fino ad arrivare ai coltivi caratterizzati da ulivi e cereali. L'area presenta un'alternanza di zone antropizzate e zone selvagge coincidenti con i fossati e con alcuni spazi di macchia.

La flora e la fauna

L'ambiente umido è caratterizzato da farfaracci, equiseti, giunchi e carici, saliceti e pioppeti. Gli ambienti più asciutti sono caratterizzati da boschi caducifogli di roverella, carpino nero, orniello, acero campestre. Tra gli arbusti prevalgono il ginepro, il prugnolo, la fusaria, l'agazzino e il carpino orientale.

Tra le 190 specie di uccelli censiti, sono presenti alcuni ardeidi come l'airone cenerino, l'airone rosso e la nitticora, simbolo dell'Oasi, la garzetta, il cavaliere d'Italia e diverse specie di anatre mediterranee. Più volte è stato segnalato il lupo a Collalto, tra i mammiferi sono presenti la faina, puzzola, tasso, volpe e numerosi micromammiferi. Rana, raganella, tritone crestato, ramarro, biacco, natrice dal collare, colubro d'Esculapio sono alcuni degli anfibi e rettili. Numerosi sono i macroinvertebrati lungo i corsi d'acqua: efemerotteri, tricotteri e plecotteri. Ricca anche la fauna ittica.

La gestione e le strutture

WWF Italia, in convenzione con il Comune di Penne: i servizi sono affidati alla Cooperativa COGECSTRE. Estensione 1.300 ettari. Centro visite, museo naturalistico, sala proiezioni e conferenze, aula verde, laboratorio analisi delle acque, parco giochi, centro di educazione ambientale, sentiero natura, percorso vita, percorso sensoriale, percorso per non vedenti, aree faunistiche (lontra, anatre mediterranee, testuggini, rapaci, caprioli e lepri), orto botanico, giardino delle farfalle, aree pic-nic, laboratorio dell'oasi (ceramica, serigrafia e falegnameria), masseria dell'oasi e mulino.


29/02/2008 15.04