Imprese. Nel 2007 record di nuove attività nella provincia di Chieti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Chieti ha elaborato i dati i dati relativi al 2007 sull’andamento della nati-mortalità delle imprese, diffusi da Unioncamere e forniti da Infocamere attraverso la rilevazione trimestrale Movimprese.


CHIETI. L'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Chieti ha elaborato i dati i dati relativi al 2007 sull'andamento della nati-mortalità delle imprese, diffusi da Unioncamere e forniti da Infocamere attraverso la rilevazione trimestrale Movimprese. Dalle elaborazioni condotte si rileva che il bilancio dell'anno è negativo: la base imprenditoriale locale, infatti, ha perso 477 unità, portando lo stock delle imprese iscritte all'omonimo Registro al valore di 47.950 unità. Il saldo negativo del 2007 è dato dalla differenza tra fra le 2.866 nuove iscrizioni e le 3.343 cessazioni (al netto delle cancellazioni d'ufficio) verificatesi tra gennaio e dicembre. Ne è risultato un tasso di crescita negativo pari a -0,98%, valore in controtendenza rispetto a quanto registrato a livello regionale (+0,41%) e nazionale (+0,75%).
Se il 2007 ha confermato la buona propensione alla creazione di impresa (le iscrizioni sono aumentate del 6% circa rispetto all'anno precedente), questa vitalità non è riuscita a compensare le fuoriuscite dal mercato delle imprese marginali o meno strutturate per competere.
In termini assoluti, infatti, il numero delle cessazioni si è progressivamente accresciuto fino a raggiungere quota 3.343, valore più elevato degli ultimi quindici anni.
Gli aspetti positivi della movimentazione imprenditoriale, per la nostra provincia, possono ricondursi essenzialmente al persistere della tendenza all'aumento delle imprese costituite in forma di società di capitali – indice di irrobustimento del tessuto imprenditoriale - nonché ai buoni risultati fatti registrare dal comparto edile e dall'artigianato.

«Questi dati - commenta il Presidente della Camera di Commercio di Chieti Dino Di Vincenzo - se da un lato testimoniano che nel nostro territorio è ancora alta la voglia di fare impresa, dall'altro mettono in luce la dura selezione in atto nella base imprenditoriale delle piccole e piccolissime imprese. Si tratta di un processo ineluttabile ma che può essere contenuto attraverso iniziative di sostegno da parte delle autorità locali. Uno degli obiettivi prioritari dell'azione camerale anche nel 2008 è quello di creare le condizioni migliori per un rilancio competitivo dell'economia provinciale e di un ambiente favorevole all'iniziativa imprenditoriale, infrastrutture moderne e funzionali, servizi avanzati per il mondo del lavoro, importanti investimenti sul piano della ricerca e dell'innovazione tecnologica. A tale scopo – continua Di Vincenzo – abbiamo avviato una serie di misure indirizzate al sostegno economico alle imprese e al miglioramento dell'accesso al credito, per la promozione della cultura della qualità, soprattutto riguardo alle produzioni agro-alimentari tipiche, ed iniziative per favorire il commercio nei centri cittadini, l'internazionalizzazione e la capacità innovativa delle nostre imprese produttive».

LE DINAMICHE SETTORIALI

E' proseguita anche nel 2007 la riduzione delle imprese del comparto agricolo (-772 unità, pari a una variazione negativa dello stock del -4,4%).
Pesantemente negativo è anche il bilancio del commercio: le imprese di tale comparto sono infatti diminuite di circa 300 unità in dodici mesi, con una variazione negativa attestata al 3%.
Il risultato migliore spetta, anche per il 2007, al settore delle costruzioni, che mette a segno un saldo positivo di 152 unità pari ad un tasso di crescita del +2,9%, mentre più orientata alla stazionarietà appare la dinamica delle attività manifatturiere (-25 unità pari ad un decremento del –0,5%).
Per quanto riguarda le attività dei servizi, considerate nel loro complesso, si evidenzia un lieve saldo negativo (-62 imprese pari ad una flessione dell'1%).
Si rileva, inoltre, che la maggior parte del saldo nati-mortalità (590 unità) è determinata dal settore delle imprese non classificate, cioè quelle per le quali non è stata ancora dichiarata l'attività prevalente.

LE FORME GIURIDICHE

Sono sempre meno, nella provincia, le imprese che nascono adottando forme giuridiche “semplici”, e sempre più quelle che, per operare sul mercato, scelgono una forma giuridica più “robusta” come la società di capitali.
Questa tendenza, in atto già da alcuni anni, è proseguita anche nel 2007: le società di capitali, infatti, presentano un saldo di +361 unità, pari ad un tasso di crescita del +6,4% (+4,6% il dato nazionale).
In crescita anche la dinamica che caratterizza le altre forme giuridiche (in prevalenza composte da cooperative, società consortili, consorzi temporanei d'impresa), in rialzo del +3%. A grande distanza seguono le società di persone con una crescita dell'0,9% pari a 61 imprese in più, mentre le ditte individuali, con un saldo negativo di 934 unità mostrano un netto arretramento (-2,6%).
La conseguenza di tali dinamiche è che il contributo delle ditte individuali allo stock complessivo delle imprese si è ulteriormente ridotto, passando dal 78,3% del 2000 all'attuale 71,8% (56,6% il dato nazionale). Le società di capitali, al contrario, sono passate da un'incidenza del 7% sul totale delle imprese all'attuale 12,5%.

IL COMPARTO ARTIGIANO

Il bilancio delle imprese dell'artigianato della provincia di Chieti si discosta da quello generale per una dinamica lievemente migliore: a fine dicembre il comparto conta, infatti, 10.389 imprese, pari al 21% del totale delle imprese registrate, contro le 10.220 dell'anno precedente.
Il saldo tra le imprese artigiane nate e quelle cessate nei dodici mesi del 2007 è di 169 unità, pari ad una crescita annuale dell'1,7% (+1,2% nel 2006), un segno positivo dovuto quasi esclusivamente al settore edile, cresciuto in dodici mesi del +5% (176 imprese in più).

28/02/2008 15.43