La Cassazione ha deciso: il figlio di Riina può lasciare il carcere di Sulmona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Ha lasciato il carcere di Sulmona Giuseppe Salvatore Riina, 30 anni, figlio del boss Totò. Sorridente e rilassato, è fuggito all'interno di una macchina nera. Ad attenderlo la madre ed il cognato.
La notizia è arrivata questa mattina quando la Corte di Cassazione ha disposto la scarcerazione, per scadenza dei termini.
Giuseppe è il figlio terzogenito del boss di Corleone e da tempo ormai era detenuto al 41 bis nel carcere di Sulmona.
Il provvedimento è «immediato», ma non si sa ancora quando Riina Jr potrà lasciare l'Abruzzo.
Molto soddisfatto è stato l'avvocato Luca Cianferoni che assiste il figlio del boss che era stato arrestato nel giugno del 2002, accusato dagli inquirenti di gestire gli affari di famiglia al posto del padre, in carcere dal '93, e del fratello maggiore Giovanni, condannato all'ergastolo per omicidio.
In primo grado Giuseppe era stato condannato a 14 anni e 6 mesi.
In appello la pena era stata ridotta a 11 anni e 8 mesi.
La Corte di cassazione, però, aveva annullato senza rinvio la condanna per estorsione e con rinvio quella per associazione mafiosa.
Il processo era tornato davanti ad un'altra sezione della corte d'appello di Palermo che aveva condannato nuovamente Riina per l'associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi.
I legali, intanto, avevano fatto ricorso al tribunale del riesame di Palermo contro la custodia cautelare in carcere del terzogenito del capomafia di Corleone, sostenendo che nel
frattempo erano decorsi i termini di carcerazione.

28/02/2008 15.33

L'USCITA DAL CARCERE: 30 SECONDI PER FUGGIRE

E' apparso sorridente, rilassato, borsone scuro. Due guardie giurate a scortarlo e proteggerlo dai pochi cronisti fuori dal carcere. Un sorriso, passo svelto, una risposta distratta ad un giornalista:«non ho niente da dichiarare».
Poi l'abbraccio con la mamma e via dentro la Mercedes nera che lo aspettava.
Con la madre anche il cognato.



COSA E' SUCCESSO: LA PROCEDURA

Scadenza dei termini di custodia cautelare. E' questa la motivazione accolta dalla Cassazione che ha permesso l'uscita dal carcere di Riina jr.
In attesa della sentenza definitiva il codice penale stabilisce termini massimi di carcerazione, scaduti i quali, anche nelle more della sentenza di terzo grado, la restrizione deve terminare.
Doveva essere rimesso in liberta' gia' a giugno dell'anno scorso, secondo i calcoli del
difensore, fatti propri, adesso, dalla Cassazione.
La decisione accoglie la richiesta dell'avvocato Luca Cianferoni, del Foro di Firenze, che aveva presentato ricorso contro due decisioni negative dei giudici di Palermo: la prima era stata della terza
sezione della Corte d'appello, che il 27 dicembre aveva inflitto otto anni e dieci mesi a Riina junior e poi ne aveva negato la scarcerazione; la seconda del tribunale del riesame, che aveva confermato questa ordinanza. In tempi record (appena due mesi), e con il parere favorevole del procuratore generale, la seconda sezione, presieduta da Francesco Morelli, ha invece annullato senza rinvio la decisione dei giudici di merito.
«Ci credevo soltanto io - dice Cianferoni all'AGI - e nessun altro. Ho avuto ragione. E' stato un lungo e complesso calcolo dei termini».
Nella sostanza, Riina era in carcere da maggio del 2002: fu condannato a 14 anni e 6 mesi il 31 dicembre 2004; nel luglio 2006 la pena gli fu ridotta a 11 anni e otto mesi, ma il 3 luglio scorso la Cassazione annullo' con rinvio la condanna; il 27 dicembre la nuova sentenza di condanna a otto anni e dieci mesi.
Secondo il difensore, si e' esaurito il «termine di fase» relativo all'appello, durato complessivamente oltre due anni, ed e' stato ritenuto illegittimo il recente congelamento dei termini di custodia, disposto dai giudici palermitani.
Giuseppe Salvatore Riina e' il terzo dei quattro figli di Toto' Riina, dopo Maria Concetta (madre di un bambino) e Giovanni, condannato all'ergastolo per quattro omicidi degli anni '90, e prima di Lucia.
Trentun anni in maggio, dopo un tentativo di mettersi in affari con una ditta di rappresentanze di macchine agricole, la Agrimar (poi confiscata perche' acquisita con capitali di dubbia provenienza), il giovane Riina era stato arrestato con le accuse di associazione mafiosa ed estorsione per avere riorganizzato una propria cosca a Corleone.
La tesi era stata ritenuta fondata in primo e secondo grado, anche se nel primo appello c'era stato un ridimensionamento delle accuse "associative"; la Cassazione aveva poi annullato del tutto le accuse di estorsione e aveva rimandato gli atti a Palermo per quel che riguarda l'accusa di associazione per delinquere, mettendo in dubbio la "serieta'" e la reale consistenza mafiosa dell'organizzazione capeggiata dal figlio del "capo dei capi", ma nel processo di rinvio l'imputazione era stata ribadita.

LE INTERCETTAZIONI: IL RITRATTO DI RIINA JR

Le cimici della polizia offrono un ritratto inquietante del rampollo di Totò Riina, assolutamente conscio dell'eredità paterna.
Come quando, ad ottobre del 2000, mentre la Sicilia è paralizzata dallo sciopero dei Tir, si avvicina al gestore di un distributore e dice: «Vieni qua, Vito, fammi il pieno».
E all'uomo, che gli sussurra intimorito: «Non c' è più benzina, è rimasta solo quella per le forze dell'
Ordine», risponde: «Sono io la tua forza dell'ordine».
Del padre e dello zio, Leoluca Bagarella, esponenti dell'ala stragista di Cosa nostra parla con reverenza:«Linea dura. Ne pagano le conseguenze, però, sono stati uomini, alla fin fine».
E mentre passa accanto al luogo devastato dall'esplosione di Capaci dove morì il giudice Giovanni
Falcone: «Non so come sarebbe andata a finire si o Statu non ci avissi fatto calare le corna».
Parole durissime di cui Salvuccio chiede scusa alla vigilia della sentenza di primo grado in cui è imputato di mafia, riciclaggio ed estorsione.

Intanto il mondo politico si interroga. Le regole però sono chiare ed i termini stabiliti per legge. Il processo è durato troppo.
Ora si potrà solo sperare di arrivare in fretta all'ultima sentenza che diventerà definitiva. In caso di condanna Riina Jr dovrà tornare in carcere per scontare il resto della sua pena.

29/02/2008 8.33