Costa teatina e centro Oli. Wwf:«politica sciatta, inconcludente e incoerente»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Sembra una presa di posizione dura quella del Wwf sezione teatina sulla questione della istituzione della costa teatina e, dunque, del blocco del progetto del Centro Oli Eni. E’ un duro attacco contro la politica dell’opportunismo, del doppiopesismo, che naviga a vista senza allargare orizzonti e guardare al di là del proprio naso (o recinto politico). COMITATO NATURA VERDE: «LA VETRINA D’ABRUZZO INFRANTA DAL PETROLIO»
«Mentre l'Unione Europea sta per licenziare la Direttiva per la Strategia Marina, volta ad impostare negli stati membri una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali marine e costiere, in Abruzzo ed in particolare nella Provincia di Chieti, nonostante la presenza di buoni progetti e leggi per la tutela della Costa teatina, si perde tempo in improduttive contrapposizioni ed estemporanee proposte».
E' quanto sostiene il Responsabile regionale del Gruppo Mare del Wwf Abruzzo, Andrea Rosario Natale.
E' sostanzioso il numero e la qualità dei piani, dei progetti e della normativa oggi disponibili sulla pianificazione e la gestione della costa:«una previsione derivante da due leggi dello Stato, un Piano Paesistico Regionale, una legge regionale, un Piano di Coordinamento Provinciale, un Piano Speciale per la fascia costiera sviluppato dall'Assessorato Provinciale all'Urbanistica, un progetto specifico per i nove comuni costieri per la gestione integrata nella zona costiera realizzato dal WWF e dalla Provincia di Chieti. Basterebbe dare attuazione a ciò che viene previsto in questi documenti per recepire quasi in toto i dettami della futura Direttiva Europea» – precisa Natale.
«In un paese che si definisce civile occorre pianificare per tempo cosa è opportuno fare e come reperire i fondi necessari a farlo. Essere fermi ancora, dopo oltre due anni, alla discussione di questi argomenti, è desolante» dice invece il responsabile provinciale Wwf Maria Laura Pierini.
«Invece di fare della mera demagogia», continua,«le amministrazioni comunali dovrebbero accordarsi tra loro per impegnare i fondi previsti dalla Regione nella L.R. 30 marzo 2007 n°5, fondi stanziati e disponibili. Quella somma può essere la base, insieme alle risorse previste dalla Provincia di Chieti, per sviluppare progettualità di livello europeo che intercetti il 50% del fabbisogno finanziario. Inoltre, già nel 2004 il WWF ha indicato la via dei fondi europei per recuperare l'ex-tracciato adriatico e sviluppare un progetto che potesse diventare un buon esempio di gestione del territorio».
«Riteniamo che ogni cittadino abruzzese sia disposto ad auto-tassarsi per rendere possibile la restituzione e la valorizzazione di questo tratto di costa bellissimo, ma per proporre una tassa di scopo è più che necessario fornire ulteriori spiegazioni sulla tipologia di intervento, dare garanzie sulle modalità di utilizzazione del finanziamento, specificando quali soggetti andrebbero a beneficiarne. Senza questa dimostrazione di serietà la proposta rimane una mera provocazione».
L' istituzione del Parco Nazionale consentirebbe, secondo il Wwf, l'elargizione di ulteriori finanziamenti per valorizzare e tutelare la biodiversità e recuperare le situazioni di degrado. Ma ad ostacolare la nascita del Parco sono proprio gli stessi soggetti che «piangono miseria», i Comuni, per paure che non fanno onore all'Abruzzo e che fanno ricordare vecchi preconcetti di 40 anni fa.
La politica locale, però, è ancora oggi incapace di fare scelte precise per lo sviluppo del nostro territorio –sostiene ancora il Wwf.
«Abbiamo amministratori locali che approvano progetti dannosi come il Centro Petrolchimico di Ortona e l'ampliamento del Porto a Vasto e allo stesso tempo gli stessi si fanno paladini di protezione della costa e di sviluppo sostenibile», è il parere del Gruppo Mare.
«Chiediamo alla Provincia», conclude Perini,«di farsi promotrice di una politica diversa, affidata ai fatti concreti, istituendo da subito un gruppo di lavoro, che comprenda anche i tecnici comunali e coinvolga sulle scelte anche gli imprenditori, le associazioni ambientaliste e di categoria in un forum permanente. Ciò consententirebbe una scelta progettuale condivisa e una gestione trasparente della procedura di affidamento garantita da enti terzi e sovra comunali».

COMITATO NATURA VERDE: «LA VETRINA D'ABRUZZO INFRANTA DAL PETROLIO»

«Ieri, 27 febbraio, il Governatore Del Turco è stato ad Ortona per inaugurare un nuovo stabilimento alla Samputensili. Noi avremmo potuto essere lì e “scatenarci contro il nostro nemico”... Siamo invece ritornati al nostro lavoro, non abbiamo voluto rovinare la festa a Del Turco e, soprattutto, a quest'azienda dell'ortonese».
Dopo le parole del governatore Del Turco che tra lke altre cose aveva parlato ieri anche di «interessi nascosti da parte delgi oppositori» il Comitato Natura Verde invece fa notare la propria correttezza.
«I nostri nemici si chiamano Centro Oli, processo di idrodesulfurizzazione, una tonnellata e mezzo di inquinanti al giorno in atmosfera, avvelenamento della nostra terra, avvelenamento della nostra agricoltura, avvelenamento del nostro vino, avvelenamento dei nostri cari, rovina del turismo e rovina del nostro lavoro. Il Governatore, invece», dicono dal comitato,«ha continuato a parlare di un Abruzzo “bucolico” fatto di sagre e di arrosticini che non gli piace...
Allo stesso tempo, però, l'Abruzzo pubblicizza la sua facciata pulita alla BIT di Milano e cerca di attrarre turisti da tutto il mondo, ostentando eleganti bottiglie di Montepulciano d'Abruzzo, rilanciando il collegamento aereo diretto con New York e promuovendo il turismo religioso... Forse per proporre a tutto questo traffico “incoming” la bellezza ed il fascino di questa regione moderna, ma, grazie a Dio, ancora... ”bucolica”?».

28/02/2008 9.32