Risarcito perché gli danno in ritardo la casa popolare

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Risarcito perché gli danno in ritardo la casa popolare
ATESSA. Si può chiedere il risarcimento dei danni se non si entra in possesso dell'alloggio popolare assegnato dal comune a causa di negligenze dell'amministrazione. Lo ha confermato la Cassazione, sentenza n. 4539, che ha dato ragione ad un signore del comune di Atessa che non è potuto entrare nella casa assegnatagli per più di 15 anni perché già occupata.
Nel 1986, infatti il Tar dell'Abruzzo aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione dell'alloggio per il signor Mario R., annullando una precedente graduatoria sbagliata.
Il comune di Atessa, provincia di Chieti, gli assegnò nel 1988 un alloggio che però era già occupato da un'altra famiglia. Questa assegnazione di posti incrociati portò a lunghe trattative ed al ricorso del signor Mario in tribunale con la richiesta anche di risarcimento danni di 100 milioni di lire più un milione di lire per ogni affitto pagato.
La Corte di appello de L'Aquila nel 2005 aveva riconosciuto la «colpa grave dell'Ente locale rimasto inerte per lungo tempo dilungandosi in procedure inutili e non attivandosi per la restituzione dell'alloggio» riconoscendo così sia il danno materiale per il signor Mario sia un danno non patrimoniale per la violazione di diritti costituzionali garantiti. La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del comune di Atessa confermando la sentenza dove è scritto: «La colpa dell'Ente pubblico è affermata in presenza di indubbie anomalie nel contegno tenuto dal Comune il quale, da un lato, lasciò inalterata la posizione di soggetti non aventi più diritto ad occupare gli alloggi, dall'altro si pose per sua scelta nella condizione di non poter procedere alla consegna dell'alloggio al signor Mario R. che ne reclamava da anni il possesso».

27/02/2008 11.22