Confcommercio: «una commissione contro gli agriturismi abusivi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. La Confcommercio abruzzese chiede una commissione di controllo per evitare il sorgere di agriturismi abusivi.
Le regole per il settore sono chiare e precise e chi le infrange non può continuare a tenere aperta la propria struttura. Ma in giro ci sarebbero tanti agriturismi che non rispettano le norme.
«Purtroppo, i numerosi abusi, in mancanza di adeguati controlli», lamenta l'associazione di categoria, «si sono moltiplicati nel tempo, danneggiando notevolmente albergatori e ristoratori, i quali non riescono più a fronteggiare una concorrenza sleale di chi gode di agevolazioni troppo consistenti; tali abusi colpiscono anche e soprattutto gli stessi operatori agrituristici che, in maniera seria e professionale, svolgono la loro attività».
Spesso, infatti, l'agriturismo viene gestito come attività non collegata alla produzione propria dell'azienda interessata, con l'acquisto di generi alimentati all'esterno, con personale diverso da quello addetto all'attività agricola, con macellazione interna di carni senza passare da mattatoi autorizzati, non rispettando il limite massimo di capienza di 50 posti a sedere ed il limite massimo di apertura di 290 giorni l'anno.
«In tale ottica», ha spiegato la Confcommercio, «se realmente le aziende agrituristiche abruzzesi rispettassero in ogni fase le regole imposte, potrebbero connaturarsi come un segmento dell'offerta turistica capace di attirare in Abruzzo una ulteriore fetta di turisti che predilige il soggiorno verde».
Ma per fare questo l'associazione chiede «che l'offerta sia consona alle aspettative di chi sceglie il turismo verde e cioè che l'agriturismo non venga trasformato in ristoranti ed alberghi "camuffati", che non hanno nulla di rurale».

LE 6 REGOLE D'ORO

L'agriturismo che frequentate è in regola? Bastano 6 punti per capirlo

1. Possono esercitare l'agriturismo soltanto ed esclusivamente gli imprenditori agricoli, singoli o associati, e loro familiari.
2. Fra le attività dell'agriturismo rientra anche la somministrazione di pasti e bevande, purchè in rapporto di connessione e complementarità rispetto alle normali attività di coltivazione del fondo, selvicoltura ed allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali e prevalenti.
3. Per l'esercizio dell'agriturismo può essere impiegato, oltre al personale appartenente al nucleo familiare, personale normalmente impiegato nell'attività di conduzione del fondo.
4. Nella somministrazione di pasti e bevande bisogna utilizzare quasi esclusivamente cibi ottenuti da produzioni aziendali e dall'acquisto, presso altri produttori agricoli, di prodotti tipici regionali; 5. Il limite massimo di apertura per l'attività di ristorazione è fissato in 290 giorni all'anno; 6. Il limite massimo di capienza per i punti di ristoro è di 50 posti a sedere.

23/02/2008 12.25