24 studenti e 31 familiari nei guai per falsa autocertificazione del reddito

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA-CHIETI. Controlli sulle autocertificazioni degli universitari che spesso aprono la strada a sconti e riduzioni delle tasse. Si è conclusa ieri una impegnativa attività investigativa dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara che hanno portato a termine un controllo su circa 560 studenti, iscritti all’anno accademico 2002/2003 presso l’Università “G. D’Annunzio”.
Si tratta di studenti che hanno beneficiato della riduzione dal pagamento delle tasse universitarie a seguito della presentazione di autocertificazioni attestanti la propria condizione economico-patrimoniale.
L'attività investigativa è stata incentrata sulla verifica della corrispondenza tra i redditi riconducibili a tutti i componenti del nucleo familiare di ciascuno studente e quelli indicati in sede di compilazione delle domande presentate per ottenere il beneficio economico alle segreterie delle facoltà di Pescara dell'Università “G. d'Annunzio”.
Al termine degli accertamenti analitici e minuziosi, le Fiamme Gialle hanno ricostruito redditi riconducibili agli studenti (ed ai rispettivi nuclei familiari) per importi superiori alle autocertificazioni rese dagli stessi studenti e familiari all'Università.
I finanzieri hanno così accertato che il reddito dichiarato in misura inferiore ha consentito a 24 studenti di poter beneficiare di esoneri dal pagamento delle tasse scolastiche.
Tutti sono segnalati all'Autorità Giudiziaria per aver presentato false autocertificazioni allo scopo di celare in tutto o in parte i loro redditi ovvero quelli percepiti dai componenti il proprio nucleo familiare.
Sono stati altresì denunciati 31 familiari per aver, nella veste di genitori percettori di reddito, avallato una situazione reddituale inferiore a quella reale, attraverso la sottoscrizione della domanda presentata dai ragazzi iscritti alle facoltà universitarie.
Ma alcuni casi sono apparsi davvero emblematici.
I finanzieri hanno accertato che uno studente, a fronte di un reddito annuo dichiarato all'Università di poco superiore ai 26mila euro, aveva in realtà percepito un reddito netto pari a circa 160mila euro.
A carico degli indagati, è stato ipotizzato anche il reato di truffa in danno dell'Università G. d'Annunzio.
I trasgressori, oltre al pagamento della differenza di cui hanno indebitamente beneficiato, (in qualche caso la somma ammonta fino a duecento euro), rischiano una multa da 309 a 1.549 euro e la reclusione, da uno a cinque anni.
L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pescara consentirà un risparmio di risorse economiche da destinare agli studenti che effettivamente dispongono di redditi non elevati.
Nelle scorse settimane vi erano state altre indagini volte ad accertare l'indebita percezione di borse di studio, erogate dall'Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Chieti scalo, agli studenti iscritti al citato Ateneo per l'anno accademico 2001/2002.
Allora, nel marzo 2006, furono ben 286 le persone denunciate a seguito dell'indebita percezione di borse di studio per oltre 750 mila euro.
I controlli proseguono e non si escludono ulteriori sviluppi.
20/02/2008 12.17