Vito Domenici (Udc): «contro di me il solito complotto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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  INCHIESTE E SANITA'. ABRUZZO. «Non posso valutare il peso e la consistenza delle accuse mosse a mio carico, perché non le conosco. Fino ad oggi, infatti, non ho ricevuto alcuna comunicazione, alcun avviso, alcuna richiesta, alcuna contestazione da parte della Magistratura».    



 


INCHIESTE E SANITA'.


ABRUZZO. «Non posso valutare il peso e la consistenza delle accuse mosse a mio carico, perché non le conosco. Fino ad oggi, infatti, non ho ricevuto alcuna comunicazione, alcun avviso, alcuna richiesta, alcuna contestazione da parte della Magistratura».



 


 


Risponde così Vito Domenici, oggi consigliere regionale dell'Udc, assessore regionale alla Sanità nella giunta Pace (con la casacca di Forza Italia) alle indiscrezioni trapelate su un suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta della cartolarizzazione dei debiti della sanità.
Cinque i nomi importanti usciti fuori, tra i quali ci sarebbe anche quello di Domenici, ma lui respinge ogni accusa e assicura di non aver mai ricevuto alcun avviso di garanzia.
«Mi trovo oggi», spiega proprio Domenici, «di fronte all'ennesima manifestazione di quella anomalia ormai cronica nell'esercizio dell'attività giudiziaria, per cui l'indagato è l'ultimo a conoscere l'esistenza di un procedimento a suo carico e la natura delle accuse nei suoi confronti».
E Domenici ha annunciato che avanzerà la richiesta di «un accertamento giudiziale sull'ennesima manifestazione di questo malvezzo nazionale».
Il consigliere di centrodestra continua: «devo sottolineare la strana coincidenza per cui la notizia a mio danno è venuta fuori proprio nel momento in cui si decidono le candidature per la prossima consultazione elettorale, mentre l'indagine (secondo ciò che dice la stampa) procederebbe da più di due anni. Ogni commento mi pare superfluo».
Dunque un complotto, il solito, volto a screditare. Ma come ricorda lo stesso ex assessore sono ormai anni che si discute e si indaga.
E non è che le notizie su cartolarizzazioni e altro arrivino proprio a sorpresa.
Il nome di Domenici uscì fuori fin da subito dopo l'arresto del presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli.
Più volte, infatti, venne precisato dagli inquirenti come la nomina dell'ingegnere di Taranta Peligna fosse caldeggiata proprio dall'assessore alla Sanità e alle Attività produttive.
Ma Domenici non ha mai rinnegato la sua cartolarizzazione oggi al centro dell'inchiesta della magistratura.
«Le cartolarizzazioni mica me le sono inventate io», disse subito dopo che esplose il bubbone in un consiglio regionale che voleva risposte.
«Era un metodo per continuare a respirare e mandare avanti quella macchina che non può fermarsi. Erano già state sperimentate in altre regioni. Ecco come sono nate».
Con gli stesi toni quella volta parlò bene anche dell'operato della stessa Fira.
Domenici è entrato anche nell'inchiesta sul fallimento dell'ex pastificio Delverde con quel viaggio a Roma, per accompagnare Masciarelli e Marco Picciotti all'incontro con il ministero delle Attività produttive.
Anche su quel fronte Domenici potrebbe essere chiamato a rispondere nell'imminenza della chiusura delle indagini sull'ultima fase del pastificio di Fara San Martino.

GLI ALTRI 4 INDAGATI

E insieme a Domenici sarebbero altri 4 i personaggi eccellenti finiti nell'inchiesta della cartolarizzazione dei debiti della sanità abruzzese (la prima delle due operazioni finanziarie).
Tra questi Giancarlo Masciarelli all'epoca dei fatti presidente della Fira che si occupava proprio di Sanità, Vincenzo Angelini, imprenditore della sanità e titolare della clinica Villa Pini, Luigi Conga, ex direttore generale della Asl di Chieti e Pierluigi Cosenza ex dirigente dell'assessorato regionale alla Sanità di Pescara.
Domenici, Conga e Masciarelli sono accusati di truffa, Angelini dovrà rispondere di falso e Cosenza di abuso d'ufficio.
Si avviano così verso la conclusione le indagini sulla Sanità Abruzzese che stanno vagliando la regolarità della prima (giunta Pace) e della seconda (giunta Del Turco) cartolarizzazione.
Sabato scorso, inoltre, vi è stato l'interrogatorio dell'assessore Bernardo Mazzocca accusato di “falso per sottrazione” di un verbale di assemblea dell'Aiop, l'associazione delle cliniche private.
Un episodio del tutto marginale nel mare magnum delle due inchieste sulla sanità.
A queste si è aggiunta da pochi giorni anche quella sulla cessione dei crediti alla Deutsche Bank da parte di Vincenzo Angelini, crediti pagati dalla Regione per un totale di 14 milioni di euro.


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18/02/2008 12.11